Come cancellare il protesto della cambiale o vaglia cambiario
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20 Feb 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Come cancellare il protesto della cambiale o vaglia cambiario

Tutti gli adempimenti necessari per ottenere la cancellazione del protesto cambiario in caso di pagamento tardivo della cambiale entro o oltre l’anno.

 

Il mancato pagamento della cambiale o del vaglia cambiario comporta la cosiddetta levata del protesto cioè l’emissione dell’atto pubblico attraverso il quale viene accertato il mancato pagamento del titolo con conseguente iscrizione del nominativo del debitore nel Registro Informatico dei Protesti tenuto a livello nazionale dalle Camere di Commercio.

 

Il pagamento della cambiale non comporta automaticamente la cancellazione del protesto; sono infatti necessari determinati adempimenti da parte del debitore protestato. Per conoscerli occorre distinguere tra:

 

– pagamento della cambiale entro l’anno dalla levata del protesto: per la cancellazione del protesto basta l’istanza formale alla Camera di Commercio corredata dalla prova dell’avvenuto pagamento;

 

– pagamento della cambiale oltre l’anno dalla levata del protesto: per la cancellazione non bastano l’avvenuto pagamento e l’istanza formale di cancellazione ma è necessario ottenere preliminarmente il provvedimento di riabilitazione del tribunale.

 

 

Pagamento della cambiale entro un anno dal protesto

Il debitore che effettua il pagamento della cambiale o del vaglia cambiario entro un anno dalla levata del protesto può chiedere la cancellazione dal registro informatico attraverso un’apposita istanza.

 

A tal fine egli deve recarsi presso l’ufficio protesti della Camera di Commercio competente e presentare un’istanza formale di cancellazione indirizzata al Presidente della Camera di Commercio (il modello dell’istanza è generalmente reperibile sui siti istituzionali delle Camere di Commercio).

 

All’istanza deve essere allegata, oltre al titolo, al protesto, alla copia del documento di identità dell’istante e all’attestazione degli adempimenti fiscali richiesti (marca da bollo e diritti di segreteria), la prova dell’avvenuto pagamento della cambiale.

 

Tale prova può consistere nella quietanza di avvenuto pagamento rilasciata dal creditore oppure nel timbro “pagato” apposto sul titolo stesso da un istituto di credito.

 

 

Istanza di cancellazione protesto errato o illegittimo

L’istanza di cancellazione può essere presentata, non solo in caso di avvenuto pagamento, ma anche nelle ipotesi di comprovato errore o illegittimità del protesto.

 

L’istanza può essere presentata dal debitore protestato o dai pubblici ufficiali abilitati e dalle aziende di credito. Essa deve contenere le ragioni di illegittimità o erroneità del protesto.

 

La Camera di Commercio ha poteri di accertamento e decisione limitati alle sole ipotesi di erroneità od illegittimità formale della levata del protesto; ne deriva che per tutte le eventuali questioni relative ai rapporti sostanziali del titolo (per esempio truffe, controversie contrattuali ecc.) non basta l’istanza di cancellazione ma occorre attivare una vera e propria causa dinanzi all’autorità giudiziaria.

 

 

Pagamento della cambiale oltre un anno dal protesto

In caso di pagamento della cambiale o vaglia cambiario oltre l’anno dalla data di levata del protesto, per ottenere la cancellazione non basta più la sola istanza ma serve preliminarmente il provvedimento di riabilitazione. Quest’ultimo viene emesso, dietro apposito ricorso, dal presidente del tribunale del luogo di residenza del debitore.

 

Solo una volta ottenuto il provvedimento di riabilitazione, il debitore protestato può procedere alla richiesta formale di cancellazione dei propri dati dal registro informatico dei protesti. A tal fine egli deve presentare al presidente della Camera di Commercio competente apposita istanza di cancellazione corredata dalla copia conforme del provvedimento di riabilitazione.

 

 

Accoglimento o rigetto dell’istanza di cancellazione del protesto

Il Dirigente responsabile dell’Ufficio Protesti provvede sull’istanza di cancellazione non oltre il termine di venti giorni dalla data di presentazione. Sulla base dell’accertamento della regolarità dell’adempimento o della sussistenza dell’illegittimità del protesto o del provvedimento di riabilitazione, il dirigente può accogliere o rigettare l’istanza.

 

Nel primo caso egli dispone la cancellazione richiesta da effettuarsi entro e non oltre cinque giorni dalla sua pronuncia. Una volta cancellato definitivamente il protesto si considera come mai avvenuto.

 

Se, invece, il dirigente ritiene che non sussistano i presupposti della cancellazione (per esempio irregolarità del pagamento e legittimità del protesto), emette un provvedimento di rigetto dell’istanza di cancellazione, contro il quale il debitore interessato può proporre impugnazione dinanzi al giudice di pace del luogo di residenza.


Autore immagine: 123rf com

 


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