Noemi Secci
Noemi Secci
18 Feb 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Come anticipare la pensione per chi ha 20 anni di contributi

Pensione con 20 anni di contributi ed anticipo dell’età: settima salvaguardia, pensione anticipata contributiva, salvacondotto.

 

Sono molto numerosi i lavoratori che possiedono 20 anni di contributi, ma non arrivano all’età richiesta per fruire della pensione di vecchiaia. I requisiti previsti dalla Legge Fornero [1], difatti, sono piuttosto severi e, per di più, sono soggetti ad aumenti continui, a causa degli incrementi periodici legati alla speranza di vita.

Esistono, però, delle deroghe ai requisiti di età, che consentono il pensionamento con 20 anni di contributi anche per chi non ha ancora il requisito anagrafico per il trattamento di vecchiaia.

Vediamo quali sono le eccezioni applicabili, ed i requisiti richiesti per accedervi.

 

 

Salvacondotto

Una prima deroga, introdotta dalla stessa Legge Fornero, è rappresentata dal Salvacondotto. Tale eccezione consente di pensionarsi a 64 anni e 7 mesi, per chi possiede i seguenti requisiti:

 

– compimento di 60 anni di età entro il 31 dicembre 2012;

– possesso di 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2012, per gli uomini;

– possesso di 20 anni di contributi entro il 31 dicembre 2012, per le donne.

 

I lavoratori, inoltre, per fruire del Salvacondotto, devono risultare occupati come dipendenti alla data del 28 dicembre 2011 (come stabilito da un messaggio Inps [2] attualmente molto contestato), e non essere dipendenti pubblici.

 

 

Pensione anticipata contributiva

Anche per raggiungere la pensione anticipata contributiva sono sufficienti 20 anni di contributi; il requisito anagrafico necessario è pari a 63 anni e 7 mesi.

Tuttavia, per poter fruire del trattamento, bisogna rispettare determinate condizioni:

 

– non possedere contributi versati anteriormente al 1996;

– in alternativa, essere iscritti alla Gestione Separata ed optare per il computo dei contributi.

 

 

Computo dei contributi

Il Computo dei contributi nella Gestione Separata, come appena esposto, consente il pensionamento a 63 anni e 7 mesi di età con 20 anni di contributi: per avvalersi di questa opzione, è però necessario essere iscritti alla Gestione Separata, e trasferirvi i contributi posseduti nelle altre casse.

Inoltre, è necessario:

 

– possedere meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;

– possedere almeno 5 anni di versamenti effettuati dopo il 31 dicembre 1995.

 

 

Settima Salvaguardia

La Settima Salvaguardia offre la possibilità di pensionarsi con 20 anni di contributi, per:

 

– le lavoratrici che hanno compiuto 60 anni e 6 mesi entro la data del 31 dicembre 2015;

– i lavoratori che hanno compiuto 65 anni e 3 mesi entro la data del 31 dicembre 2015.

 

L’interessato deve però rientrare in una delle seguenti categorie:

 

– collocati in mobilità;

– cessati a seguito di accordi individuali o collettivi di esodo;

– lavoratori con contratto a termine cessato dopo il 2007;

– lavoratori in congedo, nel 2011, per assistere figli disabili;

– autorizzati ai contributi volontari precedentemente al 4 dicembre 2011.

 

Per inviare le domande di pensione c’è tempo sino al 1° marzo 2016.

 

 

Totalizzazione

Infine, un’altra modalità che consente di pensionarsi con 20 anni di contributi, ma anticipando la pensione di vecchiaia, è la totalizzazione. Con la totalizzazione, è possibile sommare gratuitamente la contribuzione posseduta in tutte le casse, e pensionarsi a 65 anni e 7 mesi di età.

 

 

Proposta Boeri

Un’ultima speranza è rappresentata dalla cosiddetta opzione Boeri: la proposta prevede il pensionamento a 63 anni e 7 mesi di età, con almeno 20 anni di contributi, senza il ricalcolo contributivo dell’assegno, ma con una penalizzazione percentuale.

L’opzione Boeri, dapprima rifiutata dal Governo, è stata recentemente ripresentata dall’Inps. Sono in tanti i lavoratori che chiedono il suo accoglimento: speriamo in un’apertura in tempi brevi, che tenga finalmente conto delle esigenze delle persone che sono rimaste senza stipendio nè pensione, per colpa della Riforma Fornero.


[1] D.L. 201/2011.

[2] Inps Mess. n. 219/2013

 


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Commenti
1 Mar 2016 suglia angelamaria

Ci sono tanti giovani disoccupati dopo i 60 anni si deve andare in pensione e lasciare i posti ai giovani