CNF: gli scandalosi compensi ai componenti
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18 Feb 2016
 
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CNF: gli scandalosi compensi ai componenti

Ecco quanto percepiscono a titolo di “gettone di presenza” i membri del CNF: cifre da capogiro per quelle che dovrebbero essere semplicemente cariche rappresentative.

 

Il Cnf ha deciso di attribuirsi un compenso per la propria attività. Senonché quando si parla di cifre così elevate – specie in un momento in cui l’intera avvocatura è in forte crisi e, a stento, riesce a pagare la cassa di previdenza – è facile farsi assalire dal dubbio che, in ballo, non ci sia solo l’interesse a rappresentare la categoria. Specie perché gli aumenti sono stati “auto-deliberati” proprio lo scorso dicembre, in piena autonomia e senza confronto con gli avvocati. Si tratta del nuovo “Regolamento Rimborsi Spese e Gettoni di Presenzaqui scaricabile. Ma andiamo a vedere come si trattano bene i componenti del Cnf.

 

Il Presidente del Cnf prende un “gettone di presenza” a forfait di 90.000 euro; la cifra scende a 70.000 euro per il segretario e a 50.000 euro per vicepresidente e tesoriere. Oltre ovviamente accessori di legge.

I singoli consiglieri si devono accontentare – si fa per dire – di 650 euro per ogni seduta amministrativa o giurisdizionale, fino a un massimo di 10.400 euro l’anno: più o meno quanto guadagna, in media, un giovane avvocato di 35 anni.

 

A questi importi si aggiungono poi i rimborsi delle spese: tutto pagato, ovviamente, dai pasti ai viaggi (aereo o treno in prima classe), dai taxi agli alberghi (recita testualmente il regolamento, “di 4 o 5 stelle in camera singola o doppia uso singola”).

 

Le spese relative al rimborso chilometrico, in caso di uso di auto propria, possono essere semplicemente autocertificate

Nel caso di comprovata convenienza economica rispetto alla presenza continuativa a Roma, potrà essere autorizzata la stipula di un contratto di locazione anche nei confronti dei consiglieri. Insomma, un affitto bell’e pagato.

 

Il nuovo regolamento è già forte oggetto di polemica: per la prima volta, infatti, all’ufficio di presidenza vengono riconosciuti emolumenti per la carica rivestita. Invece, ai consiglieri “semplici”, sempre al netto dei rimborsi spese, sono previsti 650 euro per ogni seduta amministrativa o giurisdizionale.

 

Una vocazione alla rappresentanza particolarmente remunerativa: è questa, infatti, la polemica azionata dalle parole del presidente del Consiglio dell’ordine di Milano, già alla guida del Cnf, Remo Danovi: “Ho appreso da poco, e non senza meraviglia, del regolamento adottato già 2 mesi fa dal Consiglio nazionale forense. Nei 15 anni in cui sono stato consigliere, poi vicepresidente e infine presidente del Cnf, fino al 2004, erano previsti solo rimborsi spese, assolutamente documentate, per viaggio vitto e alloggio, senza alcuna distinzione tra consiglieri, componenti dell’ufficio di presidenza e presidente stesso. (…) Non ho mai percepito alcun gettone di presenza per nessun tipo di seduta o altre attività. (…) Anche l’Ordine di Milano, che presiedo da un anno, non riconosce alcun gettone di presenza ai consiglieri e al presidente. E credo sia giusto così”.


 


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Commenti
18 Feb 2016 Stefano Vacca

Complimenti, questi “rimborsi” fanno il paio con l’acquisto dell’immobile a Londra.
Ma questi signori dove vivono !

 
19 Feb 2016 Romano Mosciano

Bellissimo!! Come non approvare?? Specie quelli come me, che a dicembre 2015 – a titolo di esempio – per sopravvivere con la propria famiglia hanno dovuto lavorare occasionalmente come manovali edili per 30 euro al giorno, per pochi giorni, a temperature da esquimesi, e riportandosi a casa anche una bella sinusite quale complicazione di una altrettanto piacevole tracheite…. Grazie eh?! Scommetto che LorSignori invece, al primo accenno di ‘influenzetta’ stanno a casa felici, al caldo, e [STRA]pagati!!

 
2 Mar 2016 tiziana

Credo che gli Ordini professionali andrebbero soppressi!
Tanto fanno tutt’altro che tutelare la categoria.
I nostri contributi annuali servono a questo!