Aste: la casa torna al debitore dopo 3 esperimenti + 1 un libero
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18 Feb 2016
 
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Redazione
 


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Aste: la casa torna al debitore dopo 3 esperimenti + 1 un libero

Esecuzioni forzate immobiliari: il quarto tentativo di asta è a prezzo libero, dopodiché il giudice ordina l’estinzione anticipata del pignoramento.

 

Addio ai pignoramenti immobiliari interminabili: il nuovo testo di legge sulla riforma del processo civile, appena approvato dalla Commissione Giustizia della Camera, getta un’ancora di salvataggio a chi ha la casa ipotecata da Equitalia, dalle banche o da qualsiasi altro creditore. Va in soffitta il vecchio sistema dell’esecuzione forzata caratterizzata da ripetute aste deserte, con continui ribassi di prezzo e conseguente svalutazione del valore reale dell’immobile. Con il nuovo emendamento approvato al disegno di legge, si prevede un numero massimo di tre tentativi di vendita forzata cui segue, in caso di ulteriore insuccesso, un quarto a offerta libera. Nel caso in cui, anche dopo quest’ultimo esperimento, non si presenti alcun offerente, il giudice è obbligato a chiudere il pignoramento: il creditore dovrà quindi abbandonare la speranza di vendere la casa del debitore, il quale potrà dirsi definitivamente libero dall’esecuzione (per approfondimenti leggi “Aste: dopo 4 tentativi il pignoramento si chiude”).

 

Per chi invece tenta di fare affari con i pignoramenti immobiliari, acquistando immobili a buon mercato per poi rivenderli, c’è però un’altra novità: il Governo ha appena approvato un’interessante agevolazione fiscale: la cancellazione dell’imposta di registro al 9% per tutti i casi di acquisto tramite asta giudiziaria. Al suo posto, l’acquirente sconta solo un’imposta di registro e di bollo di 200 euro ciascuna. A condizione, però, che l’immobile venga rivenduto entro due anni (per approfondimenti leggi “Imposta di registro ridotta per gli acquisti di immobili all’asta”).

 

 

Le case tornano ai debitori

I pignoramenti immobiliari sono stati da sempre caratterizzati da tempi lunghi e continui ribassi della base d’asta, tali da arrivare a svalutare di oltre la metà il bene pignorato: con la conseguenza che, al termine dell’esecuzione, il creditore rimaneva parzialmente insoddisfatto e il debitore, nello stesso tempo, veniva espropriato del bene a lui più caro. Un sacrificio, insomma, per entrambe le parti. E ciò a differenza dei pignoramenti mobiliari dove, invece, il numero delle aste è limitato e predefinito dalla legge. Una spada di Damocle in testa al debitore che, ogni quattro-sei mesi, ha vissuto con l’incubo di dover abbandonare la propria casa.

 

Ora tutto questo potrebbe finire e anche per le aste immobiliari la legge stabilirà un numero massimo di tre esperimenti, cui si aggiunge un quarto a offerta libera: risultati infruttuosi, per il giudice scatta l’obbligo – e non quindi la semplice facoltà (come invece è oggi quando il pignoramento diventa antieconomico) – di estinguere la procedura e liberare l’immobile dall’esecuzione.

 

Ecco qui di seguito il testo dell’emendamento appena approvato:

 

(…) Quando si sono svolti tre esperimenti di vendita del bene immobile sottoposto ad espropriazione forzata senza che siano state mai formulate offerte o istanze di assegnazione, il giudice, previa effettiva liberazione del bene ovvero assicurando anche con modalità informatiche la possibilità ad ogni interessato di visionare compiutamente l’immobile, dispone un ultimo esperimento di vendita a prezzo libero, all’esito del quale, in caso di mancanza di offerte, dichiara la chiusura anticipata del processo esecutivo, anche se non ricorrono i presupposti di cui all’articolo 164-bis delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile”.

 

Viene inoltre prevista l’anticipazione del momento ultimo per l’emanazione dell’ordine di liberazione degli immobili pignorati all’atto della nomina del custode, con esclusione dei soli casi in cui l’immobile pignorato è la prima casa di abitazione del debitore, e previsione della attuazione diretta dell’ordine da parte del giudice dell’esecuzione che lo ha emesso, se del caso per il tramite del custode o di altri ausiliari a tale scopo previsti.

 

La riforma prevede inoltre di includere tra i beni mobili impignorabili i beni di uso quotidiano, privi di un apprezzabile valore di mercato, nonché gli animali di affezione o di compagnia, prevedendo che l’impignorabilità, anche nei casi diversi da quello di cui alla presente lettera, è rilevabile d’ufficio.


Autore immagine: 123rf com

 


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