Fermo auto Equitalia: come ottenere sospensione e cancellazione
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18 Feb 2016
 
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Fermo auto Equitalia: come ottenere sospensione e cancellazione

Ottenuta la rateazione, con il pagamento della prima rata, bisogna presentare un’istanza a Equitalia e poi depositare l’autorizzazione al PRA entro 60 giorni.

 

Grazie a una circolare interna emessa da Equitalia [1], chi ha subìto l’iscrizione del fermo auto (cosiddetto fermo amministrativo) può ottenerne la sospensione se ottiene, da Equitalia stessa, l’autorizzazione al pagamento dilazionato (cosiddetta rateazione). Una volta pagata la prima rata, infatti, e dandone prova all’ufficio di Equitalia, si può presentare istanza di sospensione del fermo.

 

La sospensione può essere anche concessa nel caso in cui il contribuente presenti istanza di sospensione dell’esecuzione forzata ricorrendo una delle cause che vedremo, a breve, più avanti.

 

È in ultimo possibile ottenere la cancellazione se si dimostra che il mezzo è strumentale all’esercizio della propria attività lavorativa.

Ma procediamo con ordine.

 

 

SOSPENSIONE FERMO AUTO PER RATEAZIONE 

La legge di riforma fiscale entrata in vigore nel mese di ottobre 2015 [2] ha disposto che l’autorizzazione fornita da Equitalia al pagamento dilazionato del debito impedisce che, per il futuro e finché viene rispettato il programma di rateazione, il contribuente possa subire pignoramenti, fermi o ipoteche.

Anche i pignoramenti in corso vengono abbandonati.

Invece i fermi e le ipoteche già iscritti alla data di autorizzazione della dilazione restano in vita fino a completa estinzione del debito (ossia, fino al pagamento dell’ultima rata).

 

Il tutto è rappresentato nel seguente schema:

 

MISURA
FASE
SORTE
Pignoramento Se iniziato prima della rateazione Viene abbandonato
Durante la rateazione Divieto di procedere con nuovi pignoramenti
Ipoteca Se iscritta prima della rateazione Resta in vita fino a pagamento dell’ultima rata
Durante la rateazione Divieto di iscrivere nuove ipoteche
Fermo auto Se iscritto prima della rateazione Resta in vita fino al pagamento dell’ultima rata (1)
Durante la rateazione Divieto di iscrivere nuovi fermi
(1) C’è tuttavia la possibilità di chiedere la sospensione della misura con istanza a Equitalia

 

 

La sospensione del fermo auto

In caso di rateizzazione, al pagamento totale della prima rata, il debitore può richiedere a Equitalia la sospensione del provvedimento di fermo iscritto prima della rateazione stessa: ciò al fine di poter circolare con il veicolo interessato. Questo beneficio è possibile solo per il fermo amministrativo e non per l’ipoteca.

 

Attenzione: il contribuente ottiene solo la sospensione del fermo in attesa che il debito sia integralmente saldato; per ottenere la definitiva cancellazione è necessario il pagamento dell’ultima rata del piano di rateazione.

 

Con la sospensione del fermo, il contribuente può continuare a utilizzare liberamente l’automobile, circolandovi senza temere sanzioni.

 

Se il debitore decade dalla rateazione (decadenza che avviene omettendo di pagare almeno 5 rate anche non consecutive) il fermo si “riattiva” e, quindi, l’auto non può essere nuovamente utilizzata.

 

L’auto sulla quale è iscritto il fermo può essere anche venduta, ma il nuovo proprietario l’acquista con tutta la misura cautelare, pur non essendo debitore di Equitalia.

 

 

Come ottenere la sospensione del fermo auto

Per ottenere la sospensione del fermo, è necessario innanzitutto aver ricevuto l’ok da Equitalia alla rateazione.

In secondo luogo bisogna pagare la prima rata.

 

L’istanza di rateazione presentata dal contribuente deve avere ad oggetto tutte le cartelle per il cui debito è stato iscritto il fermo. Per cui, se il contribuente chiede la rateazione solo su alcune delle cartelle, mentre per altre intende procedere alla contestazione davanti al giudice, con ricorso, non potrà chiedere la sospensione del fermo. C’è però da dire che l’istanza di rateazione non pregiudica la possibilità, anche in corso di pagamento, di procedere a impugnare le cartelle illegittime davanti al giudice.

 

 

Documenti da allegare per la sospensione del fermo

Il contribuente può recarsi allo sportello di Equitalia e presentare un’istanza secondo un modello distribuito allo sportello e qui scaricabile cliccando su questo link. L’istanza può anche essere spedita con raccomandata a.r. o con posta elettronica certificata.

 

È necessario possedere la prova documentale del pagamento della prima rata (il bollettino pagato o la ricevuta di versamento bancario).

 

Inoltre è necessario allegare un documento di identità se l’istanza viene spedita con raccomandata a.r. o con PEC. Viceversa, se l’istanza viene presentata a mani, non è necessaria la copia del documento d’identità.

 

L’istanza può essere presentata anche da un delegato (per esempio, l’avvocato o il commercialista), ma in tal caso è necessario compilare la delega che è presente nell’ultima pagina del modello dell’istanza. Bisognerà peraltro allegare fotocopia del documento d’identità del delegante e del delegato.

 

 

La verifica di Equitalia

Dopo la presentazione dell’istanza, l’ufficio di Equitalia verifica:

 

– che la dilazione alla base della richiesta sia stata effettivamente concessa dopo il 22 ottobre 2015 e non sia decaduta;

 

– che la rateazione comprenda tutte le cartelle (non saldate) per le quali è stato trascritto il fermo;

 

– che la prima rata del piano risulti integralmente pagata.

 

Se Equitalia rifiuta l’autorizzazione alla cancellazione del fermo deve indicare per iscritto le ragioni. Purtroppo, a nostro parere, l’eventuale diniego non può essere impugnato davanti al giudice. Difatti la sospensione del fermo non costituisce un diritto previsto da una norma di legge, ma solo una facoltà riconosciuta da una circolare che, in quanto tale, non è fonte del diritto.

 

 

L’autorizzazione di Equitalia da presentare al PRA

Effettuata la verifica, Equitalia rilascia al contribuente un’autorizzazione alla sospensione del fermo.

 

Il contribuente è tenuto a presentare tale autorizzazione, entro 60 giorni, al PRA (pubblico registro automobilistico). Insieme ad essa, dovrà presentare anche un’apposita istanza con cui chiede, sempre al PRA, la sospensione del fermo.

 

 

 

LA SOSPENSIONE DELLA RISCOSSIONE

La legge di Stabilità per il 2012 [3] consente la possibilità, ad ogni contribuente, di chiedere la sospensione dell’esecuzione forzata al ricorrere delle seguenti condizioni:

 

– prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo  provvedimento di sgravio emesso dall’Ente creditore;

 

– sospensione amministrativa concessa dall’Ente creditore;

 

– sospensione del giudice oppure sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’Ente creditore, emessa in giudizio al quale Equitalia non ha preso parte;

 

– pagamento effettuato, riconducibile al ruolo che origina l’atto sopra indicato, in data antecedente alla formazione del ruolo stesso, in favore dell’Ente creditore

In tali casi è possibile presentare un’istanza di sospensione della riscossione secondo il modello scaricabile a questo link.

 

L’istanza va presentata entro 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale. La presentazione dell’istanza impedisce l’iscrizione di fermi.

Se entro 220 giorni Equitalia non risponde, l’istanza si considera accolta e la cartella di pagamento annullata.

 

 

CANCELLAZIONE DEL FERMO SUI BENI STRUMENTALI AL LAVORO

Il fermo non può comunque essere iscritto sui veicoli strumentali all’attività di impresa o della professione esercitata dal debitore. Pertanto, in caso di contribuente o soggetto coobbligato che esercita attività di impresa o professione, questo può impedire l’iscrizione del fermo dimostrando che il veicolo che Equitalia intende sottoporre a fermo è strumentale alla propria attività d’impresa o professionale (ad esempio, l’escavatore per un’impresa edile o l’autovettura per l’agente di commercio).

 

Il contribuente (o il coobbligato) deve fare presente ciò a Equitalia entro 30 giorni dalla notifica della comunicazione preventiva; detto termine non dovrebbe essere perentorio tuttavia, secondo autorevole dottrina, la dimostrazione tardiva sarebbe priva di effetti, salvo ritenere che Equitalia possa cancellare il fermo già iscritto.

 

Si ritiene che la strumentalità debba essere valutata in base alle disposizioni delle imposte sui redditi (essendo assente una tale nozione nelle disposizioni del codice di procedura civile in tema si espropriazione), considerando tali (in via generale) quelli utilizzati e necessari per lo svolgimento dell’attività e regolarmente iscritti in contabilità.

 

In dottrina si considera tuttavia la possibilità di una valutazione sostanziale, svincolata dalle risultanze contabili cosicché, ad esempio, l’unica autovettura dell’idraulico utilizzata per recarsi dai clienti dovrebbe comunque essere considerata strumentale, anche se non riportata nei registri contabili mentre potrebbe non esserlo l’autovettura del professionista che svolge prevalentemente l’attività nel proprio studio o nell’abitazione.
I beni strumentali che possono considerarsi non soggetti a fermo non corrispondono necessariamente con i beni indispensabili all’esercizio dell’attività del debitore per i quali vige il limite di pignorabilità; pertanto beni non assoggettabili a fermo potrebbero comunque essere pignorati.
Se l’attività d’impresa o la professione non sono esercitate abitualmente i beni strumentali dovrebbero essere assoggettabili a fermo.

 

A seconda del criterio di valutazione della strumentalità dipende anche la prova che il contribuente è chiamato a fornire in proposito; potrebbe essere sufficiente esibire la relativa documentazione contabile, o la diversa documentazione richiesta dal regime contabile semplificato di riferimento oppure una più ampia documentazione tesa a dimostrare l’effettivo utilizzo e la necessità del bene per lo svolgimento dell’attività.

 

 

PROCEDIMENTO PER ISCRIVERE IL FERMO AUTO

Mancato pagamento della cartella

Equitalia, scaduto il termine per il pagamento, deve notificare al debitore un preavviso di iscrizione del fermo, dopo di ché può procedere all’iscrizione vera e propria del fermo al PRA.

Equitalia potrebbe provvedere contemporaneamente all’iscrizione del fermo su beni mobili e di ipoteca su beni immobili, salva la necessaria proporzionalità delle misure rispetto al credito.

In giurisprudenza si è sostenuto che l’AdR non può iscrivere il fermo se già avviato l’espropriazione immobiliare [4].

 

Preavviso di fermo

L’iscrizione del fermo deve essere obbligatoriamente preceduta da una comunicazione inviata al debitore e ai coobbligati da parte di Equitalia, contenente l’avviso che se nel termine di 30 giorni non si provvederà al pagamento delle somme iscritte dovute, avrà luogo l’iscrizione del fermo.

 

Equitalia notifica la comunicazione con raccomandata a.r.

 

La previsione tutela il debitore, in quanto è rivolta ad evitare che i ritardi nei pagamenti siano conseguenti a difetti o inefficienze nella notifica degli atti impositivi.

Non è previsto che Equitalia effetti altra successiva comunicazione, neppure dell’avvenuta iscrizione del fermo.

 

Le spese di notifica della comunicazione e quelle di iscrizione del fermo sono a carico del contribuente.

 

 

QUANDO PERDE EFFICACIA IL FERMO AUTO

In generale il fermo auto perde efficacia quando:

 

– il giudice o l’ente impositore hanno annullato l’atto ad esso presupposto (cartella di pagamento o accertamento);

 

– il contribuente ha versato le somme. In caso di integrale pagamento delle somme dovute e delle spese di notifica Equitalia emette un provvedimento di revoca del fermo inviandolo al contribuente;

 

– in caso di impugnazione viene annullato dal giudice.

 

La cancellazione dell’iscrizione del fermo dei veicoli a motore del PRA viene effettuata a cura del contribuente previa esibizione del provvedimento di revoca del fermo; il debitore non è tenuto al pagamento di spese né ad Equitalia né al PRA.


[1] Circolare Equitalia n. 105/2016.

[2] Dlgs n. 159/2015 che ha modificato l’art. 19, comma 1-quater del dpr n. 602/1973.

[3] L. 228/2012 art. 1, co. 537-544.

[4] CTR Toscana sent. n. 3/2013.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
24 Ago 2016 Diego Piermaria

A me è successa questo provvedimento del fermo di una moto e me ne sono accorto solo quando avevo deciso di venderla, cosa che poi non è stato possibile fare, ma la avevo utilizzata prima e continuo ahime ad utilizzarla ora visto che è l’unico mezzo che ho per andare al lavoro.
ma esiste un tempo per una prescrizione?
sono passati ormai 14 anni, posso fare qualcosa?
grazie