Tagliare la strada e costringere un’auto a fermarsi è reato
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18 Feb 2016
 
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Tagliare la strada e costringere un’auto a fermarsi è reato

Affiancare un’auto e, con una brusca sterzata, costringere l’auto a fermarsi integra violenza privata.

 

Chi, superando un’altra auto, sterza all’improvviso solo per tagliarle la strada e costringerla a fermarsi, oltre all’illecito amministrativo per la guida pericolosa commette anche un reato: quello di violenza privata. È quanto chiarito dalla Corte di Appello di Taranto con una recente sentenza [1].

Nel caso di specie, è stato condannato un automobilista che, con la propria vettura, aveva affiancato e stretto lateralmente un altro mezzo costringendo il conducente a fermarsi in una piazzola di sosta per poi aggredirlo.

 

La prova

Il giudice fa innanzitutto rilevare che la prova del reato può essere costituita anche dalle sole dichiarazioni della parte lesa. Nel processo penale, infatti, quest’ultima può essere testimone di sé stessa. Il giudice deve comunque verificare la credibilità della vittima e l’attendibilità intrinseca del suo racconto; lo deve fare con particolare rigore, sicuramente superiore rispetto al vaglio con cui vengono pesate le dichiarazioni dei testimoni. Eseguito però tale filtro, le dichiarazioni di chi ha sporto la querela, così come fornite al giudice durante il dibattimento, costituiscono prova contro l’imputato.

 

 

La brusca sterzata

Quanto poi alla condotta incriminata, la corte pugliese richiama una sentenza della Cassazione [2] secondo cui “integra il reato di violenza privata la condotta del conducente di un veicolo che, eseguendo una brusca sterzata ovvero affiancando o sorpassando un’altra autovettura, costringa il conducente di quest’ultima a cambiare direzione di marcia per evitare la collisione”.


La sentenza

Corte d’Appello di Taranto – Sezione penale – Sentenza 7 settembre 2015 n. 702

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE DI APPELLO DI LECCE

SEZIONE DISTACCATA DI TARANTO

SEZIONE PENALE

composta dai signori:

Dr.ssa Rosa Patrizia SINISI – Presidente

Dr.ssa Susanna DE FELICE – Consigliere

Dr. Andrea LISI – Consigliere estensore

all’udienza del 08/06/2015 ha pronunciato la seguente

SENTENZA

IN CAMERA DI CONSIGLIO

nel processo penale a carico di:

SE.AN., nato il (…) a Magenta – domicilio dichiarato Via (…) – Gioia Del Colle (BA)

– LIBERO NON COMPARSO

Appellante avverso la sentenza n. 868/2012 emessa il 07/12/2012 dal Tribunale di Taranto – con la quale, imputato

A) del delitto di cui all’art. 610 CP perché, con violenza consistita nello stringerlo verso il ciglio destro della carreggiata, attraverso un’autovettura Au. che guidava, costringeva BO.OT. a fermare il furgone che questi stava guidando;

B) art. 110, 629 CP perché, mediante violenza e minaccia consistita in un pugno sferrato al volto

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[1] C. App. Taranto, sent. n. 702/2015 del 7.09.2015.

[2] Cass. sent. n. 44016/2010 del 17.11.2010.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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