Riabilitazione dopo il protesto: come si ottiene?
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19 Feb 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Riabilitazione dopo il protesto: come si ottiene?

Breve guida alla riabilitazione dopo il protesto dell’assegno o cambiale: come e dove presentare l’istanza, cosa allegare e costi di procedura.

 

Per ottenere la cancellazione del protesto dell’assegno e della cambiale o vaglia cambiario pagato oltre un anno dalla levata del protesto, il debitore ha bisogno del provvedimento di riabilitazione del tribunale.

 

Ma in cosa consiste il procedimento di riabilitazione? Cosa fare per ottenere il provvedimento?

 

Il procedimento di riabilitazione deve essere instaurato con apposito ricorso al Presidente del Tribunale del luogo di residenza dell’interessato. Per la presentazione del ricorso, che consiste sostanzialmente in una semplice istanza, non è necessaria l’assistenza di un avvocato.

 

Il ricorso può essere presentato dalla persona interessata o da persona munita di delega scritta con allegata copia del documento di identità del delegante e del delegato.

 

Il ricorso va depositato presso l’ufficio della volontaria giurisdizione del Tribunale competente.

 

Nel ricorso devono essere indicati i dati identificativi del richiedente e del titolo protestato e deve essere effettuata l’esplicita richiesta di riabilitazione ai fini della cancellazione del protesto, dimostrando di aver effettuato il pagamento del titolo di credito e di non aver subito altri protesti.

 

A tal proposito, prima di depositare il ricorso è bene recarsi alla Camera di Commercio competente e richiedere la visura camerale dalla quale risulta che il soggetto protestato (persona fisica o società in persona del legale rappresentante) non ha subito altri protesti se non quello per il quale chiede la riabilitazione.

 

È anche necessario allegare all’istanza la quietanza liberatoria rilasciata del creditore che attesta l’avvenuto pagamento del titolo. A tal fine, è possibile utilizzare un modello standard di dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

 

Nel caso di più girate occorrono le dichiarazioni liberatorie di pagamento di tutti i giratari.

 

 

Allegati all’istanza di riabilitazione da protesto

Al ricorso per  riabilitazione devono essere allegati:

 

– la visura rilasciata dalla Camera di Commercio che attesta l’assenza di ulteriori protesti sul titolo;

 

– il titolo protestato in originale;

 

– dichiarazione di avvenuto pagamento del titolo rilasciata dal creditore o dall’istituto di credito.

 

Nel termine di venti giorni dal deposito dell’istanza, il Presidente del Tribunale, se accoglie la richiesta, pronuncia un decreto di riabilitazione con il quale autorizza la Camera di Commercio a cancellare il richiedente dal registro informatico nazionale dei protesti.

 

Qualora il Presidente del Tribunale rigetti l’istanza dell’interessato, il relativo provvedimento di diniego può essere impugnato con ricorso in Corte d’Appello entro dieci giorni. La Corte d’Appello decide in camera di consiglio.

 

Il decreto di riabilitazione è pubblicato nel Bollettino dei protesti ed è reclamabile da chiunque vi abbia interesse entro dieci giorni dalla pubblicazione.

 

L’interessato, una volta ottenuto il provvedimento di riabilitazione, dovrà depositarne copia autentica presso l’ufficio protesti della Camera di Commercio competente che potrà procedere alla cancellazione definitiva.

 

Più precisamente, una volta ricevuta l’istanza di cancellazione e il provvedimento di riabilitazione, il Presidente della Camera di Commercio, verifica i presupposti e, entro venti giorni, emette provvedimento di accettazione o diniego dell’istanza.

 

Con la riabilitazione il protesto viene cancellato ed è come se non fosse mai esistito.

 

 

Costi dell’istanza di riabilitazione da protesto

La presentazione dell’istanza di riabilitazione al presidente del tribunale comporta i seguenti costi (relativi alla tassazione degli atti giudiziari):

 

– Contributo Unificato di € 98,00;

– Marca da bollo di € 27,00;

– Diritti da € 34,62 per il rilascio urgente di copia autentica del provvedimento o da € 11,54 con rilascio dopo cinque giorni.


Autore immagine: 123rf com

 


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