Veicolo sconosciuto: per il risarcimento la denuncia non è necessaria
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18 Feb 2016
 
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Veicolo sconosciuto: per il risarcimento la denuncia non è necessaria

Fondo di Garanzia Vittime della Strada: la vittima di un sinistro stradale per veicolo non identificato non deve denunciare il fatto alla polizia.

 

Nel caso di sinistro stradale provocato da un veicolo non identificato, il danneggiato viene risarcito dal Fondo di Garanzia vittime della strada e, per ottenere il risarcimento [1], non deve necessariamente presentare denuncia del fatto agli organi di polizia competenti. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza di ieri [2].

 

Sbaglia la compagnia di assicurazione (in qualità di impresa designata dal Fondo di Garanzia per le vittime della strada) a negare il risarcimento al danneggiato solo perché questi non si è recato dai Carabinieri o alla polizia subito dopo l’incidente.

Il danneggiato da veicolo che non si è fermato ed è rimasto sconosciuto non ha l’obbligo di presentare querela, per ottenere il risarcimento, essendo tale adempimento, un mero indizio in relazione al fatto che il sinistro abbia avuto luogo. È richiesto però che egli dia prova di aver fatto di tutto per prendere gli estremi dell’auto pirata o della relativa targa o di essere stato nell’impossibilità di procurarseli (per esempio, nel caso di impedimento per via delle condizioni psicofisiche successive al sinistro).

Secondo la Cassazione, dunque, non c’è alcun obbligo di denuncia: la si può presentare, così come ci si può astenere dal farlo, non essendo un adempimento indispensabile.

La sentenza in commento ribadisce un orientamento giurisprudenziale ormai costante per cui, nelle ipotesi di sinistro stradale generato da un veicolo non identificato, l’omessa denuncia del fatto agli organi di polizia competenti non è sufficiente a rigettare la domanda di risarcimento proposta dal danneggiato, nei confronti dell’impresa indicata dal Fondo di Garanzia per le vittime della strada.

 

Allo stesso modo, ma al contrario, la presentazione di querela non costituisce, da sola, la prova valida a dimostrare il fatto che il sinistro stradale si sia verificato. Le circostanze di cui sopra, ha precisato il Collegio, costituiscono degli indizi, con riferimento all’effettivo verificarsi dell’incidente.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 20 novembre 2015 – 17 febbraio 2016, n. 3019
Presidente Amendola – Relatore Sestini

Svolgimento del processo

U.E. convenne in giudizio la Generali Assicurazioni s.p.a. -quale impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della Strada- per ottenere il risarcimento dei danni da lui subiti a causa di un incidente stradale provocato da una vettura rimasta non identificata.
Il Giudice di Pace di Ottaviano respinse la domanda.
Il Tribunale di Nola ha rigettato l’appello sul rilievo che l’appellante non aveva fornito la prova che il veicolo fosse rimasto sconosciuto, in difetto di denuncia del fatto ai competenti organi di polizia; inoltre, in accoglimento dell’appello incidentale della compagnia assicuratrice, ha condannato l’E. al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio.
Ricorre per cassazione l’E. affidandosi a due motivi illustrati da memoria; resiste l’intimata a mezzo di controricorso.

Motivi della decisione

1. I1 Tribunale ha affermato che, “pur avendo l’attore … assolto all’onere sul medesimo gravante di provare che il sinistro si è verificato per la condotta colposa o dolosa del conducente dell’altro veicolo, non ha,

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[1] Ex art. 19 della l. n. 990/1969.

[2] Cass. sent. n. 3019/16 del 17.02.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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