Rendite catastali: la competenza è della Commissione Tributaria
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18 Feb 2016
 
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Rendite catastali: la competenza è della Commissione Tributaria

Giurisdizione: al giudice ordinario vanno le controversie su esistenza o estensione della proprietà, mentre alla CTP le operazioni catastali.

 

Il regolamento di confini tra privati è di competenza del tribunale ordinario, anche quando le risultanze catastali sono errate. Se invece è richiesto all’Agenzia delle Entrate e del territorio di adeguare o rettificare i dati nei pubblici registri, la giurisdizione è della Commissione Tributaria. Il principio è stato affermato ieri dalle Sezioni Unite della Cassazione [1].

 

Con l’intento di dipanare il conflitto di giurisdizione sollevato in merito alle domande giudiziali di accertamento di porzioni immobiliari e di disapplicazione e rettifica di atti catastali recanti identificativi errati (tra cui la dichiarazione d’obbligo dell’Agenzia del Territorio), le Sezioni Unite chiariscono l’esatta portata della giurisdizione del giudice tributario sulle operazioni catastali.

 

 

La vicenda

Davanti al Tribunale ordinario, veniva presentata la domanda di accertamento di porzioni immobiliari con conseguente richiesta di disapplicazione e rettifica di atti catastali recanti identificativi errati, tra i quali anche la dichiarazione d’obbligo dell’Agenzia del Territorio. In particolare, le comproprietarie di un appartamento e delle relative pertinenze convenivano in giudizio, dinanzi al Tribunale, la proprietaria di un altro immobile presente nello stesso condominio, chiedendo anche l’accertamento delle rispettive porzioni immobiliari, la disapplicazione degli atti catastali recanti identificativi errati e la dichiarazione dell’obbligo di apportare le relative correzioni e rettifiche catastali.

Il giudice ordinario dichiarava il proprio difetto di giurisdizione in favore del giudice tributario limitatamente alla richiesta rimodulazione catastale delle unità immobiliari in questione, disponendo altresì il prosieguo del giudizio per le restanti domande.

 

 

La giurisdizione

Secondo le Sezioni Unite hanno appartengono al giudice tributario le controversie promosse dai possessori concernenti l’intestazione, la delimitazione, la figura, l’estensione, il classamento dei terreni, nonché la consistenza, il classamento e la rendita delle singole unità immobiliari.

La giurisdizione tributaria è competente ogniqualvolta vi sia una controversia in cui emerge una parte pubblica che esercita un potere impositivo.

Con particolare riferimento alle operazioni catastali, la giurisdizione tributaria non può estendersi ad ogni controversia che rientri nelle materie ivi indicate: in tal modo finirebbero per esservi attratte anche molte tipiche azioni di rivendica o di regolamento di confini che pacificamente appartengono alla giurisdizione ordinaria.

Alle CTP dunque vanno riferite le sole controversie che abbiano ad oggetti atti relativi alla intestazione o alle variazioni catastali sia di terreni che di fabbricati che si pongano come presupposto per l’assoggettamento a tributi. Ne restano escluse le contestazioni circa la titolarità del diritto dominicale.

 

Invece, se la causa viene instaurata tra privati, al pari delle azioni di rivendica o di regolamento di confini, la competenza è del giudice ordinario. A quest’ultimo competono le controversie tra privati o tra privati e pubblica amministrazione, aventi ad oggetto la verifica dell’esistenza ed estensione della proprietà. In tali ipotesi, i dati catastali possono essere utilizzati a fini probatori.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza 6 ottobre 2015 – 16 febbraio 2016, n. 2950
Presidente Rovelli – Relatore Virgilio

Ritenuto in fatto

1. B.M.C. e B.M. , esponendo di essere comproprietarie di un appartamento, di due cantinole e di un box all’interno di un fabbricato condominiale sito in (…), convennero dinanzi al Tribunale di Roma Maria D.B.T. , proprietaria di altre unità immobiliari nel medesimo condominio, chiedendo – fra l’altro – l’accertamento delle rispettive porzioni immobiliari, la disapplicazione degli atti catastali recanti identificativi errati e la dichiarazione dell’obbligo di vari enti, tra i quali l’Agenzia del territorio, di apportare le relative correzioni e rettifiche catastali.
Il Tribunale adito, dopo aver ordinato l’integrazione del contraddittorio nei confronti del Ministero dell’economia e delle finanze, con sentenza non definitiva dichiarò il proprio difetto di giurisdizione, in favore del giudice tributario, in ordine ai capi di domanda di cui ai punti da A ad E dell’atto di citazione “relativi alla rimodulazione catastale, previa disapplicazione dell’attuale inquadramento”, delle unità immobiliari in questione; e dispose, con separata ordinanza, il prosieguo del giudizio sulle

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[1] Cass. sent. n. 2950/16 del 17.02.2016

 


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