Niente canone Rai sul monitor di videosorveglianza
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19 Feb 2016
 
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Niente canone Rai sul monitor di videosorveglianza

Abbonamento Tv non dovuto se il video non è idoneo a ricevere le emissioni televisive perché privo di sintonizzatore.

 

Non si deve pagare il canone Rai se il monitor serve per la videosorveglianza. È quanto chiarito dalla Commissione Tributaria Provinciale con una recente sentenza [1]. L’imposta sulla televisione, come specificato già dal Ministero dello Sviluppo Economico nel 2012 [2], è dovuta solo se l’apparecchio è in grado di ricevere le emissioni televisive e, quindi, è dotato di sintonizzatore. Di conseguenza, non scontano il balzello il monitor del computer, il video che è collegato con il sistema a circuito chiuso di videosorveglianza o i teleschermi su cui viene proiettato qualche video di pubblicità per i clienti: si tratta di semplici “scatole”, sulle quali la trasmissione di programmi televisivi è impossibile.

 

La Commissione prende letteralmente in giro il solerte rappresentante della Guardia di Finanza per l’accertamento effettuato in una banca: l’uomo aveva chiesto l’esibizione della ricevuta del pagamento del canone Rai avendo notato un monitor che trasmetteva quanto le telecamere rilevavano nei locali. Evidentemente credeva che, al di là del controllo dei soldi dei clienti, lo schermo potesse trasmettere, nella pausa pranzo, qualche telenovelas o gioco a premi. Invece l’apparecchio televisivo – si legge nella sentenza – del quale la Guardia di Finanza, “con comportamento eccessivamente diligente rispetto ad altri compiti di istituto”, ha accertato la detenzione presso la filiale, ritenendo sussistente il mancato pagamento del canone speciale di abbonamento televisivo, è in realtà completamente individuabile quale “apparato di visualizzazione (monitor) in locale delle telecamere del sistema a circuito chiuso”; si tratta quindi di un apparato specificamente fabbricato dal fornitore che non può, in alcun modo, essere considerato atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni, in quanto la visualizzazione del segnale avviene su un unico ingresso (S-Video) ed è privo di sintonizzatore TV, come certificato e attestato dalla dichiarazione del fornitore del servizio di videoregistrazione e videosorveglianza presente agli atti.

 

Il Mise ha definito [2] gli apparecchi “atti” e “adattabili” alle radioaudizioni escludendo espressamente l’apparecchio privo di sintonizzatore radio operante nelle bande destinate al servizio di radiodiffusione.

 

Dunque, tutte le volte in cui l’apparecchio non è corredato dagli indispensabili accessori per vedere i segnali tv (sintonizzatore, scheda video TV, ecc.), esso non può essere considerato apparecchio televisivo. Pertanto il canone Rai non è dovuto.


[1] CTP Torino sent. n. 86/2016 del 14.01.2016.

[2] Mise nota prot. N. 12991 del 22.02.2012, recepita dall’ABI con circolare n. 7 del 24.04.2012.

 


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