La casa prestata al figlio resta alla moglie dopo la separazione
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19 Feb 2016
 
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La casa prestata al figlio resta alla moglie dopo la separazione

Comodato precario e comodato vita natural durante: se l’immobile è prestato per le esigenze abitative della famiglia non va restituito dopo la separazione.

 

Occhio a prestare la casa al figlio, affinché ne faccia il proprio tetto domestico, se non si firma un contratto e si stabilisce un termine ben preciso di scadenza: il rischio, infatti, è quello di non poter recuperare l’immobile in caso di separazione della giovane coppia. Il monito viene da una recente sentenza della Corte di Appello di Napoli [1].

 

I giudici non fanno che ribadire un orientamento ormai consolidato in giurisprudenza (per maggiori approfondimenti sul tema leggi: “Comodato: dopo la separazione la casa resta alla moglie” e “Se l’immobile della coppia di fatto è in comodato dai genitori”). In pratica, tutte le volte in cui l’abitazione viene prestata per esigenze abitative del nuovo nucleo familiare, e quindi al contratto di comodato non viene dato un esplicito termine (cosiddetto comodato vita natural durante), nel momento in cui la coppia si separa e il giudice assegna l’immobile alla moglie (perché collocataria dei figli), il proprietario non può esigere la restituzione della casa. Lo può fare solo dimostrando la sopravvenienza di un bisogno urgente e imprevisto come, per esempio, l’uso diretto e personale dell’immobile o un deterioramento delle proprie condizioni economiche che giustifichi la restituzione del bene ai fini della vendita o locazione.

 

Diversa è, invece, l’ipotesi del cosiddetto comodato precario, quello cioè a cui è stato assegnato un termine. L’ipotesi è tutt’altro che infrequente: madre e padre prestano al figlio un loro appartamento finché questi non stabilizzi il proprio lavoro per poter pagare il mutuo o finché non venga ultimato il suo immobile ancora in corso di costruzione.

 

Dunque, nel caso di comodato non precario, se il figlio si separa dalla moglie, l’appartamento concessogli in prestito dai genitori e adibito a casa familiare non torna automaticamente nella disponibilità dei comodanti. La destinazione della casa familiare, infatti, indipendentemente dall’insorgere di una crisi coniugale, è destinata a persistere e viene meno solo con la raggiunta indipendenza economica dei figli.

Altra ipotesi in tal senso, se sopravvenga per il comodante un urgente ed imprevisto bisogno successivo alla stipula del contratto di comodato.


La sentenza

Corte d’Appello di Napoli – Sezione II civile – Sentenza 26 agosto 2015 n. 3526

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

La Corte di appello di Napoli, sezione seconda civile, nelle persone dei magistrati:

dott. Rosamaria Venuta – Presidente

dott. Rosaria Papa – Consigliere

dott. Antonio Lepre – Consigliere est.

ha pronunciato la seguente

Sentenza

Nella causa iscritta al n. 3482/2014 del Ruolo Generale degli affari civili contenziosi, avente ad oggetto “occupazione senza titolo di immobile” e vertente

TRA
TR.AN.RO., rappresentata e difesa dall’avv. IA.MA. C.F. (…) appellante

ERO.IM., rappresentata e difesa dall’avv. LU.RE. C.F. (…) APPELLATA
CONCLUSIONI: come da verbali ed atti
Motivi della decisione

Il fatto storico processuale

Con atto di citazione notificato in data 25/5/2012 TR.AN.RO. conveniva in giudizio RO.IM. dinanzi al tribunale di Napoli per sentir accertare e dichiarare la detenzione sine titulo dell’immobile sito alla via (…), piano terra, int.1, di cui assumeva essere proprietaria giusta atto di donazione

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[1] C. App. Napoli, sent. n. 3526/2015 del 26.08.2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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