Il diritto d’uso e di abitazione
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20 Feb 2016
 
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Il diritto d’uso e di abitazione

Definizione e distinzioni: il potere di servirsi di un bene mobile o immobile oppure di abitare una casa limitata ai bisogni del titolare o della sua famiglia.

 

 

L’uso e l’abitazione

Analoghe al diritto di usufrutto, ma con contenuto più ristretto, sono le due figure previste dagli artt. 1021-1026:

 

a) il diritto di uso (art. 1021) che attribuisce al suo titolare (usuario) il potere di servirsi di un bene mobile o immobile e, se esso è fruttifero, di raccoglierne i frutti limitatamente a quanto occorre ai bisogni suoi e della sua famiglia;

b) il diritto di abitazione (art. 1022), che attribuisce al titolare il diritto di abitare una casa limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia.

 

Ai sensi dell’art. 540, al coniuge superstite, quale successore mortis causa, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Si tratta di un’ipotesi di costituzione ex lege dei diritti di uso e di abitazione (legati ex lege).

 

I diritti di abitazione e d’uso riservati al coniuge superstite riguardano l’immobile concretamente utilizzato come residenza familiare prima della morte del de cuius, sicché essi non spettano al coniuge separato qualora la cessazione della convivenza renda impossibile individuare una casa adibita a residenza familiare (Cass. 13407/2014).

I diritti di uso e di abitazione hanno carattere personalissimo e, quindi, non possono essere ceduti o locati.

Per il resto trovano applicazione, in quanto compatibili, le norme che disciplinano l’usufrutto (art. 1026).

 

Il diritto di abitazione deve essere tenuto distinto dal diritto di uso di una casa. Il titolare di un diritto di abitazione può, infatti, soltanto abitarla insieme ai suoi familiari e con il limite del godimento derivante dai bisogni suoi e della sua famiglia. Il titolare di un diritto di uso può, invece, anche usare la casa per uffici, magazzini etc. e può usarne per intero anche se tale uso esuberi da quelli che sono i suoi reali bisogni.

 

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