Professionisti Pubblicato il 20 febbraio 2016

Articolo di

Professionisti Associazioni e fondazioni: la costituzione

> Professionisti Pubblicato il 20 febbraio 2016

Persone giuridiche: la nascita di associazioni e fondazioni, l’atto costitutivo e lo statuto, negozio di fondazione, l’atto di dotazione.

Affinché la persona giuridica possa entrare a far parte del mondo del diritto, il riconoscimento deve esser preceduto dalla costituzione o formazione dell’ente. Anche riguardo alla costituzione occorre distinguere tra associazioni e fondazioni.

La costituzione delle associazioni (in senso lato)

Si ha attraverso:

—      l’atto costitutivo, che è il negozio formale mediante il quale più persone creano un’organizzazione stabile per il perseguimento di uno scopo non lucrativo. Esso dev’essere stipulato con atto pubblico, cioè redatto da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato a darvi pubblica fede (art. 14), e deve contenere l’indicazione del nome dell’associazione, dello scopo, del patrimonio e della sede, nonché la previsione dei diritti e degli obblighi degli associati e le condizioni della loro ammissione (art. 16).

Controversa è la natura giuridica dell’atto costitutivo:

—      secondo l’insegnamento tradizionale (MESSINEO), sarebbe un atto collettivo, perché proveniente da una parte unica e consistente in «un accordo di più dichiarazioni parallele rivolte allo stesso fine»;

—      secondo la dottrina più recente (GALGANO, RESCIGNO), deve parlarsi di un vero e proprio contratto di associazione, simile nella struttura — ma non nello scopo — al contratto di società. In particolare, esso si caratterizza (GALGANO, BESSONE) come contratto plurilaterale con comunione di scopo, perché le parti perseguono tutte il medesimo scopo.

Di regola, l’atto costitutivo dell’associazione è aperto alla possibilità di nuove adesioni (art. 1332); tale carattere deve infatti ritenersi connaturale agli enti associativi privati (RESCIGNO);

—      lo statuto che è, invece, il documento, redatto nella forma dell’atto pubblico, che contiene le norme che regoleranno la vita dell’ente.

Lo statuto impegna all’osservanza non solo gli attuali componenti, ma anche i futuri. La distinzione fra atto costitutivo e statuto nasce dalla prassi di stabilire in momenti diversi, e, quindi, in atti diversi, gli elementi essenziali (nell’atto costitutivo) e le regole di organizzazione e di funzionamento (nello statuto).

Secondo alcuni autori (RESCIGNO), lo statuto, a differenza dell’atto costitutivo, non avrebbe natura contrattuale, bensì di atto unilaterale proveniente dall’ente già costituito, anche se spesso la redazione dello statuto e la stipulazione dell’atto costitutivo sono contestuali.

La dottrina oggi prevalente (AURICCHIO, GALGANO, BIANCA) ritiene invece che l’atto costitutivo e lo statuto si integrano tra loro ed hanno la medesima natura giuridica: essi possono essere sia uniti in un unico documento, sia formalmente separati, ma, in ogni caso, concorrono a formare lo stesso negozio giuridico.

 

La costituzione delle fondazioni

Si ha attraverso:

—      il negozio di fondazione, che ha come contenuto «la volontà del fondatore a che sorga la fondazione» (MESSINEO). È un negozio unilaterale anche quando venga formato da più persone e può essere contenuto in un atto pubblico tra vivi, revocabile finché non sia intervenuto il riconoscimento ovvero il fondatore non abbia fatto iniziare l’attività dell’opera da lui disposta, o in un testamento.

A norma dell’art. 15, la facoltà di revocare l’atto di fondazione non si trasmette agli eredi; così, ad esempio, Tizio, figlio e unico erede del defunto Tizione che in vita aveva costituito una fondazione ancora non riconosciuta, non può conferire procura speciale a suo fratello Caio per revocare l’atto costitutivo della fondazione stessa.

La norma conferma il carattere unilaterale dell’atto di fondazione;

—      l’atto di dotazione, che può anche essere inserito nello stesso documento del negozio di fondazione, ma ha diverso contenuto e natura. È un negozio unilaterale di diritto patrimoniale (di disposizione) che opera l’attribuzione dei beni, a titolo gratuito, al futuro ente da costituire;

—      lo statuto, per il quale vale quanto detto per la costituzione delle associazioni.

Il negozio di fondazione e l’atto di dotazione sono negozi autonomi e diversi; essi si distinguono sia per la natura giuridica sia per il contenuto.

Dottrina e giurisprudenza sono ormai concordi nel ritenere che il negozio di fondazione è un negozio unilaterale e non recettizio.

Controversa è la natura giuridica dell’atto di dotazione. Secondo N. COVIELLO e GANGI, l’atto di dotazione sarebbe da configurare come una donazione a struttura unilaterale, efficace senza bisogno di accettazione da parte del donatario; tale dottrina, però, sorta sotto l’impero del vecchio codice, ove la donazione era definita atto, non può valere per il codice attuale, dove la donazione è un contratto e dove solo per la donazione obnuziale si è sancita, espressamente, la natura unilaterale.

Attualmente prevale la teoria (F. FERRARA Senior, MESSINEO, SANTORO-PASSARELLI, CARIOTA-FERRARA) secondo cui il negozio di dotazione è un negozio di destinazione di un patrimonio ad uno scopo: esso tende a fornire alla futura fondazione i mezzi occorrenti per la sua attività ed è, perciò, diverso ed autonomo rispetto alla donazione. Più in particolare, per una parte della dottrina (CAPOZZI), l’atto di dotazione rientrerebbe nella categoria delle liberalità non donative (art. 809).

Una volta riconosciuta l’autonomia dei due negozi sorge il problema dei loro rapporti, e cioè della relazione che intercorre tra il negozio di fondazione ed il negozio di dotazione.

Secondo la prevalente dottrina (MESSINEO, SANTORO-PASSARELLI, BIGLIAZZI-GERI ed altri), nei rapporti tra negozio di fondazione e negozio di dotazione si configura un collegamento negoziale: negozio principale è il negozio di fondazione, negozio accessorio è quello di dotazione. Pertanto, il negozio di fondazione resta in vita anche quando manchi, o venga annullato, il negozio di dotazione; invece, una volta dichiarato nullo il negozio di fondazione, cade anche il negozio di dotazione: quest’ultimo è accessorio e non è suscettibile di vita autonoma (poiché non si può fornire di patrimonio una persona che non esiste). I due negozi (quello di fondazione e quello di dotazione) sono, dunque, autonomi, ma anche collegati unilateralmente, nel senso che il negozio di dotazione accede, come necessario complemento, al negozio di fondazione.

Manuale-di-Istituzioni-di-Diritto-Privato

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

I PROFESSIONISTI DEL NOSTRO NETWORK