Cartella Equitalia per contributi INPS: termini di impugnazione
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21 Mar 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Cartella Equitalia per contributi INPS: termini di impugnazione

La cartella esattoriale per contributi INPS deve essere impugnata entro venti giorni dalla notifica per vizi formali ed entro quaranta giorni per vizi sostanziali.

 

La cartella Equitalia per contributi o premi INPS non versati può essere impugnata con ricorso dinanzi al tribunale, in funzione di giudice del lavoro.

La Cassazione [1] precisa, però, che in caso di impugnazione per vizi formali della cartella non si applica il termine di decadenza di quaranta giorni previsto dalla legge speciale, bensì quello generico di venti giorni previsto per l’opposizione agli atti esecutivi [2].

 

 

Ricorso contro cartella Equitalia INPS per vizi di merito

La cartella per contributi INPS può essere impugnata per vizi sostanziali, relativi cioè al merito della pretesa: per esempio in caso di contributi già versati o comunque non dovuti, contributi prescritti, errore di calcolo delle somme dovute a titolo di contributi, premi, interessi o sanzioni.

 

I vizi di merito possono essere fatti valere dinanzi al giudice con ricorso da depositarsi nel termine di decadenza di quaranta giorni, decorrenti dalla data di notifica della cartella al destinatario.

 

La legge [3] prevede infatti che “Contro l’iscrizione a ruolo il contribuente può proporre opposizione al giudice del lavoro entro il termine di quaranta giorni dalla notifica della cartella di pagamento. Il ricorso va notificato all’ente impositore”.

 

La cartella deve obbligatoriamente contenere, a pena di nullità, l’indicazione del termine di quaranta giorni utile per la proposizione del ricorso e l’autorità giudiziaria competente.

 

 

Ricorso contro cartella Equitalia INPS per vizi formali

La cartella per contributi INPS può essere impugnata anche per vizi formali, relativi cioè alla forma dell’atto o alla sua notifica: per esempio in caso di mancata indicazione delle voci di calcolo, mancata sottoscrizione, notifica nulla o inesistente, motivazione mancante o incompleta.

 

Secondo la Cassazione, i vizi formali devono essere impugnati con l’opposizione gli atti esecutivi nel termine più breve di venti giorni. I giudici ritengono infatti che le irregolarità formali della cartella, in quanto titolo esecutivo, devono essere sollevate attraverso lo strumento dell’opposizione agli atti esecutivi.

 

Il termine di quaranta giorni previsto dalla citata legge in materia di riscossione di contributi previdenziali si riferisce unicamente all’opposizione per vizi di merito.

 

Ricorso contro cartella Equitalia INPS per vizi di merito e formali

Vizi sostanziali e vizi di merito possono essere dedotti in unico atto di opposizione. Per esempio, con lo stesso ricorso si può impugnare la prescrizione del credito e il difetto di notifica.  Ma quale termine bisogna rispettare in questo caso?

 

Per evitare di incorrere in decadenze, occorre depositare il ricorso entro venti giorni dalla notifica della cartella, altrimenti i vizi formali non possono più essere oggetto di opposizione [4]. Difatti, se l’impugnazione avviene nel termine di quaranta giorni ma dopo i venti dalla notifica, il giudizio resta in piedi solo per l’accertamento dei vizi di merito della cartella, mentre per i vizi formali, in quanto denunciati tardivamente, l’opposizione è inammissibile.


[1] Cass. sent. n. 2647/2016.

[2] Art. 617 cod. proc. civ.

[3] Art. 24 D.Lgs 46/1999.

[4] Cass. ord. 15116/2015.

 


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