I contributi doppi anticipano la pensione?
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26 Feb 2016
 
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Noemi Secci
 


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I contributi doppi anticipano la pensione?

Doppio impiego part time, lavoratore dipendente con attività in proprio: la doppia contribuzione accorcia i requisiti per la pensione?

 

Svolgo due lavori contemporaneamente: è vero che i contributi raddoppiano, e che posso ottenere la pensione anticipata con circa 21 anni di contributi?

 

Capita, a molti lavoratori, di svolgere due impieghi part time contemporaneamente: avere due impieghi nello stesso tempo, difatti, non è vietato, purché non si superi il limite massimo delle 48 ore a settimana, ed ovviamente, purché gli orari lavorativi non si sovrappongano.

In questi casi, però, le settimane nelle quali è stata prestata una doppia attività non “contano doppio”, nel senso letterale del termine: ai fini del diritto alla pensione, difatti, una settimana con due impieghi è contata come una settimana, senza alcuna aggiunta temporale.

Ciò che raddoppia, invece, è l’ammontare dei contributi: in parole povere, i versamenti di contributi da parte dei due datori di lavoro sono sommati, e vanno ad aumentare, dunque, la misura della futura pensione.

 

 

Lavoro dipendente ed autonomo

L’aumento della contribuzione ai fini della misura della pensione, e non del diritto, si verifica anche quando il dipendente svolge, oltre al rapporto di lavoro subordinato, un’attività in proprio.

 

Prendiamo il caso di Tizio, consulente del lavoro, che, oltre a essere dipendente della ditta X, svolge attività come libero professionista: nonostante abbia un rapporto di lavoro subordinato, è obbligato al versamento di contribuzione alla sua cassa, in quanto esercita la professione. Gli anni che risultano versati presso la cassa professionale non devono essere sommati agli anni versati presso l’Inps, se contemporanei: deve essere sommato il solo ammontare dei contributi, ai fini della misura dell’assegno di pensione.

 

Questo principio vale per ogni tipologia di contributi versata in contemporanea: contribuzione accantonata presso la Gestione Separata Inps, derivante da attività professionale, parasubordinata, o da lavoro occasionale accessorio (quello pagato con i voucher), contributi Enpals, etc.

 

 

Maggiorazione dei contributi

Esistono, comunque, dei casi in cui, in un anno, possano essere accreditate più di 52 settimane: vediamo le ipotesi maggiormente conosciute.

 

 

Maggiorazione contributiva per invalidità

I soggetti con invalidità superiore al 74% hanno diritto al riconoscimento di 2 mesi di contributi figurativi in più all’anno, per un massimo di 5 anni nell’intera vita lavorativa.

I contributi extra possono essere assegnati, a partire dal 2002, per ogni anno successivo al riconoscimento dell’invalidità nella misura richiesta. È inoltre necessario che il provvedimento di riconoscimento “percentualizzi” l’invalidità, cioè la riconosca esplicitamente in misura percentuale.

La stessa maggiorazione è valida per i sordomuti; i centralinisti non vedenti, invece, hanno diritto a una maggiorazione di 4 mesi all’anno.

 

 

Maggiorazione contributiva per esposizione all’amianto

Per i lavoratori esposti all’amianto per almeno 10 anni, o che hanno contratto malattie professionali per esposizione all’amianto, l’anzianità contributiva è maggiorata del 50%.

 

 

Maggiorazione contributiva per vittime di terrorismo e stragi

I lavoratori vittime di eventi terroristici, che a causa di ciò siano divenuti permanentemente invalidi, hanno diritto ad un aumento figurativo di 10 anni di anzianità contributiva, ai fini del diritto e della misura della pensione.

La stessa maggiorazione è concessa al coniuge e ai figli, anche maggiorenni, della vittima, o, in mancanza, ai genitori.


Autore immagine: 123rf com

 


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