Cambia Equitalia e la cartella di pagamento
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20 Feb 2016
 
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Cambia Equitalia e la cartella di pagamento

Non più la parola aggio ma oneri di riscossione. Addio alle tre società del gruppo: l’incorporazione è stata ufficializzata ieri.

 

In solo due giorni Equitalia, il gruppo di riscossione dei crediti dello Stato, è stato interessato da due importanti cambiamenti: l’uno in ordine alla propria struttura, l’altro in ordine al rapporto con il contribuente.

In particolare, in merito al primo aspetto, le tre società del Gruppo si fondono tra loro: non esisterà più Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud, ma un’unica società operativa in tutte e tre le precedenti aree geografiche. Proprio ieri è stata ufficializzata l’incorporazione. La nuova organizzazione dovrebbe comportare un risparmio di costi e una spendig review. Inoltre, con la riorganizzazione l’ad di Equitalia, Ruffini, conta di migliorare decisamente i servizi di riscossione cercando di rendere quanto più omogenei ed efficaci i sistemi e le procedure di riscossione.

 

Veniamo ora al rapporto con il cittadino. Con il provvedimento emanato ieri dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, cambia il modello della cartella di pagamento che viene notificata al contribuente. La sua nuova struttura è più chiara e fruibile, ma soprattutto si adegua alle novità normative sul contenzioso tributario.

 

Viene prevista un’unica sezione dedicata alle molteplici modalità di pagamento degli importi a ruolo (in precedenza erano due).

 

Ma i maggiori ritocchi hanno riguardato le avvertenze, infatti, dopo la revisione della disciplina dell’istituto del reclamo-mediazione, la sezione “Presentazione del reclamo-mediazione e del ricorso” è diventata “Presentazione del ricorso”. In particolare, viene cancellato ogni riferimento alle norme precedenti che imponevano al contribuente di presentare, in via preliminare, un’istanza di reclamo-mediazione. Ora, per le controversie di valore non superiore a ventimila euro, la presentazione del ricorso giurisdizionale produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell’ammontare della pretesa.

 

Viene poi indicato al contribuente l’importo entro il quale questi può presentare il ricorso senza bisogno di avvocati, commercialisti o altra assistenza tecnica: tale limite, infatti, è passato da 2.582,28 a 3.000 euro.

 

Infine, cambia la terminologia relativa alle somme spettanti a Equitalia: non si chiama più aggio ma oneri di riscossione.


 


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