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Lo sai che? Pubblicato il 21 febbraio 2016

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Lo sai che? Qual è la prescrizione di una polizza vita?

> Lo sai che? Pubblicato il 21 febbraio 2016

Dal 2012 le polizze vita si prescrivono in dieci anni e, pertanto, il beneficiario dell’assicurazione deve esigere la somma entro detto termine: in caso contrario la polizza si dice “dormiente”.

A partire dal 2012 la prescrizione delle polizze vita è passata da due a dieci anni. È questo l’effetto del decreto legge “Crescita” approvato dal Governo Monti [1]. Così resta più tempo per recuperare i soldi legati a una polizza vita scaduta e “dimenticata”: entro tale lasso di tempo, infatti, il beneficiario della polizza vita potrà esigere il pagamento del risarcimento dalla compagnia presso cui sono stati pagati i premi dall’assicurato. Trascorso, invece, tale termine il beneficiario del contratto assicurativo perde il diritto a incassare la prestazione prevista e la polizza si “prescrive” e si dice dormiente.

Per le polizze vita il momento da cui inizia a decorrere la prescrizione può essere:

– il giorno della scadenza, per le polizze vita che hanno una scadenza prevista in contratto;

– il giorno del decesso, nel caso si verifichi la morte dell’Assicurato nel corso della durata contrattuale.

È possibile interrompere i termini della prescrizione inviando all’assicurazione una diffida in cui si chiede il pagamento della somma relativa alla polizza vita.

Scaduto il termine di 10 anni, l’Assicurazione è tenuta a girare i soldi al cosiddetto “Fondo dormienti” e l’assicurazione stessa viene chiamata “polizza dormiente”. Il Festinato a risarcire i risparmiatori vittime di frodi finanziarie. Una volta versati, i Beneficiari non possono chiederne la restituzione al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La nuova normativa si applica solo alle nuove polizze. Per quelle già emesse si applica invece la prescrizione di due anni per cui esse sono già scadute e devolute al Fondo Dormienti. Fino al 13 settembre di quest’anno c’è la possibilità di recuperare i soldi. In pratica, si tratta di una nuova tranche di rimborsi dopo quella chiusa il 15 aprile scorso e che non ha avuto molto successo (dei 7,6 milioni di euro a disposizione sono stati chiesti solo 2 milioni di euro).

note

[1] D.l. n. 79/2012.

Autore immagine: 123rf com

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