Naspi 2016 tagliata per i lavoratori stagionali
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21 Feb 2016
 
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Noemi Secci
 


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Naspi 2016 tagliata per i lavoratori stagionali

Eliminati i benefici che consentivano agli stagionali di allungare la disoccupazione sino a 6 mesi: i periodi già indennizzati non possono essere contati.

 

La Naspi, la nuova indennità di disoccupazione 2016, è stata ideata per ridurre i costi degli ammortizzatori sociali: difatti, il sussidio può essere percepito per un numero di settimane pari alla metà di quelle lavorate negli ultimi 4 anni, esclusi i periodi già indennizzati.

Questa regola era però attenuata per gli stagionali [1], che potevano contare anche i periodi di lavoro per i quali la disoccupazione era già stata percepita, sino ad arrivare ad una durata della Naspi massima di 6 mesi. Dal 2016, invece, questo beneficio è stato abolito e la Naspi degli stagionali è calcolata come quella di tutti gli altri lavoratori.

 

 

Naspi per i lavoratori stagionali

Facciamo un esempio per comprendere le regole applicate sino al 2015: Tizio, dipendente stagionale, viene licenziato nel dicembre 2015. Contando a ritroso nei 4 anni che precedono la perdita dell’impiego, risulta complessivamente con 14 mesi lavorati, dei quali 8 mesi sono già stati indennizzati con l’Aspi. In questo caso è possibile contare, per calcolare la durata della Naspi, i mesi già indennizzati, sino a percepire 6 mesi di disoccupazione.

Tizio riceverà, dunque, la Naspi per 6 mesi (non per 7 mesi, cioè per la metà dei 14 mesi lavorati, in quanto l’agevolazione dà diritto ad un massimo di 6 mensilità di disoccupazione).

 

Facciamo ora un esempio per capire le nuove regole: Caio, dipendente stagionale, è licenziato nel gennaio 2016. Contando a ritroso nei 4 anni che precedono la perdita dell’impiego, risulta anche lui con 14 mesi complessivamente lavorati, dei quali 8 mesi sono già stati indennizzati con l’Aspi. In questo caso, però, non può contare, per calcolare la durata della Naspi, i mesi per i quali ha già ricevuto la disoccupazione.

Potrà dunque percepire la Naspi per un totale di 3 mesi, cioè la metà dei mesi non indennizzati da un altro ammortizzatore sociale.

 

In pratica, ciò che fa da spartiacque, per determinare l’applicazione o meno del beneficio, è la data del licenziamento: se la perdita dell’impiego è avvenuta prima del 31 dicembre 2015, si applica l’agevolazione. Se è successiva, la durata della Naspi degli stagionali si determina secondo le regole valide per la generalità dei lavoratori, quindi escludendo dal computo le settimane per cui è già stata ricevuta la disoccupazione.

 

 

Aspi per i lavoratori stagionali

In base a quanto esposto, la differenza tra la Naspi e l’Aspi, il trattamento di disoccupazione in vigore sino ad aprile 2015, è davvero notevole per i lavoratori stagionali.

La durata dell’Aspi, infatti, non era basata direttamente sulle settimane lavorate, ma sull’età: bastava, cioè, possedere almeno 52 settimane lavorate negli ultimi 2 anni, anche se già indennizzate, per aver diritto ad un minimo di 8 mesi di disoccupazione ( la durata aumentava per gli over 50 e gli over 55).

Con questo sistema, i lavoratori stagionali, a fronte di un’attività ricorrente della durata di 6 mesi l’anno, avevano garantito l’indennizzo dei rimanenti 6 mesi di interruzione: un meccanismo che trasformava la disoccupazione in un sussidio automatico e permanente, anziché in un sostegno temporaneo finalizzato alla ricerca di un nuovo impiego nei mesi di pausa.

 

Tale sistema, con l’incalzare della crisi economica, era però diventato insostenibile, poiché gli stagionali hanno una probabilità di ricorrere alla disoccupazione molto più alta degli altri lavoratori. Questo spiega perché il Governo abbia deciso di intervenire, collegando direttamente la durata della prestazione ai periodi lavorati e non già indennizzati.

 

 

Lavoratori stagionali e perdita della Naspi

Le nuove regole, peraltro, non si limitano a tagliare la durata della disoccupazione, ma subordinano il trattamento alla partecipazione attiva nella ricerca di un impiego.

Anche gli stagionali, come la generalità dei lavoratori, dovranno dunque sottoscrivere il patto di servizio presso il Centro per l’impiego, e partecipare a tutti gli incontri di orientamento, ai corsi di formazione e ad ogni iniziativa programmata.

Chi si rifiuta di partecipare, lavoratore stagionale o meno, perde la Naspi ed ogni beneficio legato allo stato di disoccupazione.


[1] D.lgs. n. 148/2015.

 


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