Integrazioni salariali 2016, quali sono e chi ne ha diritto
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22 Feb 2016
 
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Noemi Secci
 


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Integrazioni salariali 2016, quali sono e chi ne ha diritto

Col decreto di riordino degli ammortizzatori sociali, è notevolmente cambiata la disciplina delle integrazioni dello stipendio, in caso di riduzione delle ore di attività: in particolare, sono preferiti gli strumenti di sostegno del reddito autofinanziati dalle imprese tramite Fondi bilaterali, al posto dei vecchi sussidi pubblici.

 

Inoltre, le integrazioni salariali spettanti sono diverse a seconda del numero di dipendenti dell’azienda: vediamo, in questo breve vademecum, tutti gli strumenti di integrazione del reddito validi nel 2016, ed i lavoratori aventi diritto ai sussidi.

 

 

Lavoratori di aziende sino a 5 dipendenti

I lavoratori di aziende con meno di 5 dipendenti in organico possono accedere agli strumenti di integrazione dello stipendio con forti limitazioni, se le imprese non hanno aderito ad un fondo bilaterale; peraltro, i sussidi non autofinanziati tramite fondo non saranno più accessibili, dal 2017.

Di seguito, i sussidi attualmente fruibili.

 

 

Cassa in deroga

La cassaintegrazione in deroga è un’integrazione salariale fruibile in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa; spetta alle aziende che non possono accedere ai benefici della cassa integrazione (CIG) ordinaria.

La cassa in deroga dà diritto a un’integrazione dello stipendio pari all’80% delle ore di attività non prestate per effetto della riduzione o della sospensione del lavoro; l’integrazione è dovuta sino all’orario ordinario stabilito dai contratti collettivi, comunque non oltre le 40 ore settimanali.

L’attuale durata massima della Cig in deroga [1] è pari a tre mesi l’anno, anche frazionati.

 

Lo strumento non potrà più essere utilizzato dal 2017; è comunque sottoposto a dei limiti di spesa e l’operatività dipende dalle singole regioni.

 

 

Contratti di solidarietà di tipo B

I contratti di solidarietà di tipo B sono i contratti di solidarietà difensivi estesi alle aziende non rientranti nel campo della Cigs (cassa integrazione straordinaria). Attraverso i contratti di solidarietà difensivi, i dipendenti riducono il proprio orario per evitare esuberi del personale e ricevono un’integrazione salariale per le ore di attività non prestate.

L’integrazione salariale legate a tale tipologia di contratti [2]può essere erogata fino al 31 dicembre 2016, per gli accordi stipulati fino al 30 giugno 2016. I sussidi sono comunque sottoposti a limiti di spesa.

 

 

Lavoratori di aziende da 6 a 15 dipendenti

Per i lavoratori di aziende aventi in organico da 6 a 15 dipendenti sono previsti:

 

– la Cig in deroga;

– i contratti di solidarietà di tipo B;

– i sussidi erogati dai fondi bilaterali (assegno ordinario, prepensionamento, assegno di solidarietà).

 

Vediamo questi strumenti nel dettaglio.

 

 

Assegno ordinario

L’assegno ordinario è erogato per le stesse situazioni di interruzione o riduzione dell’attività che danno luogo alla cassa integrazione (ordinaria e straordinaria) e ai contratti di solidarietà: chi corrisponde il sussidio è il fondo bilaterale a cui l’azienda aderisce.

 

La durata non può essere inferiore alle 13 settimane e superiore alla durata prevista dalla disciplina generale di Cig, Cigs e Contratti di solidarietà, a seconda della causale che ha dato luogo all’assegno (per approfondimenti: Assegno ordinario e di solidarietà 2016, chi ne ha diritto).

 

 

Assegno di prepensionamento

L’assegno di prepensionamento è un incentivo all’esodo, riconosciuto ai lavoratori che raggiungono i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata entro 5 anni: si tratta di un’alternativa agli esuberi di personale.

Lo strumento è finanziato dal fondo bilaterale cui aderisce l’azienda e può avere una durata massima di 5 anni.

 

 

Assegno di solidarietà

L’assegno di solidarietà è una prestazione che spetta solo se esiste un accordo collettivo aziendale che stabilisce una riduzione dell’orario dei lavoratori: la riduzione oraria deve essere finalizzata a evitare o ridurre i licenziamenti, sia collettivi che individuali.

In pratica, non si ha diritto all’assegno se non esiste un contratto di solidarietà.

 

L’assegno può essere erogato solo dal Fondo di integrazione salariale (che sostituisce il vecchio Fondo di solidarietà residuale) e non da un fondo bilaterale, a partire dal 1° luglio 2016; la durata massima è di 12 mesi in un biennio mobile.

 

 

Lavoratori di aziende oltre 15 dipendenti destinatarie di Cig e Cigs

Se i lavoratori appartengono ad imprese aventi diritto alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria, non possono ricevere le prestazioni ordinarie dei fondi bilaterali, né i trattamenti del Fondo di integrazione salariale.

Tuttavia, se l’azienda aderisce a un fondo bilaterale, possono essere erogati gli assegni di prepensionamento e le prestazioni integrative di cassa integrazione ordinaria e straordinaria, nonché dei contratti di solidarietà.

 

La durata delle prestazioni è pari a:

 

12 mesi in un biennio mobile, per la cassa integrazione ordinaria;

 

24 mesi in un quinquennio mobile (12 mesi se la causale è crisi aziendale), per la cassa integrazione straordinaria;

 

36 mesi nel quinquennio mobile, per i contratti di solidarietà di tipo A (cioè quelli difensivi stipulati dalle aziende rientranti nel campo di Cig e Cigs);

 

36 mesi: 12 mesi di Cig più 24 mesi di Contratto di Solidarietà;

 

36 mesi: 12 mesi di Cigs più 24 mesi di Contratto di Solidarietà;

 

6 mesi di Cig più 12 mesi di Contratto di Solidarietà: in questo caso è possibile fruire di altri 12 mesi di Cigs oppure di altri 18 mesi di Contratto di Solidarietà;

 

5 anni, per il prepensionamento.

 

 

Lavoratori di aziende oltre 15 dipendenti destinatarie di Cig e Cigs

Se il lavoratore appartiene a un’azienda non assicurata Cig e Cigs, le prestazioni sono erogate dai fondi bilaterali o, se non attivi, dal Fondo di integrazione salariale.

 

La prestazioni fruibili sono:

 

– cassa in deroga;

– contratto di solidarietà di tipo B;

– assegno ordinario (che può essere erogato dal fondo bilaterale o dal Fondo di integrazione salariale);

– assegno di prepensionamento;

– assegno di solidarietà (erogato dal Fondo di integrazione salariale).

 


[1] Art. 1, Co. 304, L.208/2015.

[2] Art. 46, Co. 3 Dlgs 148/2015.

[3] Art. 26, Co. 9, Dlgs 148/2015.

 


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