Abolito l’onere della prova con il nuovo Canone Rai
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22 Feb 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Abolito l’onere della prova con il nuovo Canone Rai

Con l’utenza energia elettrica è obbligatorio anche il canone Rai: l’unica prova contraria è la dichiarazione annuale di non possesso del televisore; non sono previsti altri mezzi di difesa per il contribuente.

 

Con il canone Rai in bolletta, il possesso del televisore (o qualsiasi altro apparecchio in grado di ricevere onde audio/video) diventa una presunzione assoluta se il contribuente non invia nei termini l’autocertificazione in cui dichiara di non possedere il televisore: in tal caso, infatti, non potrà più contestare l’eventuale avviso di accertamento del Fisco. Dunque, diventa impossibile ormai opporsi alle sanzioni per omesso versamento dell’imposta sulla tv. Una situazione paradossale, che comprime il diritto di difesa (leggi anche “Canone Rai: impossibile opporsi“). Ma procediamo con ordine.

 

 

Quando si presume il possesso del televisore

Tra le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 in materia di canone Rai vi è il rafforzamento della presunzione di possesso del televisore (o qualsiasi altro apparecchio in grado di ricevere onde audio/video) nell’abitazione di residenza.

 

Infatti, alla presunzione tradizionale secondo cui “La presenza di un impianto aereo atto alla captazione o trasmissione di onde elettriche o di un dispositivo idoneo a sostituire l’impianto aereo,  ovvero di linee interne per il funzionamento di apparecchi radioelettrici, fa presumere la detenzione o l’utenza di un apparecchio radioricevente[1] è aggiunta quella ben più forte per cui “La detenzione di un apparecchio si presume altresì nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica[2].

 

In altri termini l’Amministrazione finanziaria e le società di energia elettrica possono desumere il possesso di un televisore o altro apparecchio e, quindi, automaticamente l’obbligo di pagamento del canone RAI quando:

 

– nell’immobile vi è un impianto aereo atto alla captazione o trasmissione di onde elettriche o un dispositivo idoneo a sostituire l’impianto aereo o linee interne per il funzionamento di apparecchi radioelettrici: questa circostanza presuppone comunque un previo accertamento sul luogo da parte degli agenti della finanza: solo il riscontro effettivo delle antenne può far desumere il possesso del televisore (a prescindere dal fatto che questo venga effettivamente usato);

 

– nell’immobile in cui il soggetto ha la residenza anagrafica se lì abbia un’utenza per la fornitura di energia elettrica: in questo caso, a prescindere dalle antenne e dai controlli del Fisco sul luogo, si presume che se si paga la bolletta dell’energia elettrica si ha un televisore.

 

L’unico modo che il contribuente ha per vincere tali presunzioni e fornire la prova contraria è esclusivamente quello di spedire, ogni anno, un’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate di Torino in cui dichiara, sotto la propria responsabilità, di non possedere alcun televisore o qualsiasi altro apparecchio in grado di ricevere onde audio/video, nonostante le antenne e/o l’utenza per l’energia elettrica.

 

La legge [3] infatti prevede testualmente che: “Allo scopo di superare le presunzioni di cui ai precedenti periodi, a decorrere dall’anno 2016 è ammessa esclusivamente una dichiarazione (…) presentata all’Agenzia delle Entrate – Direzione provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino I – Sportello S.A.T., con le modalità definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, e ha validità per l’anno in cui è stata presentata”.

 

L’autocertificazione ha validità annuale quindi non salva dal pagamento del canone Rai se non è rispedita di anno in anno.

 

 

Cosa succede se il contribuente non presenta l’autocertificazione annuale?

In assenza di autocertificazione in cui si dichiara il mancato possesso del televisore, la presunzione di possesso diventa assoluta e incontrovertibile e automaticamente il canone Rai diventa dovuto.

 

L’avviso di accertamento del Fisco non è più contestabile perché la legge, espressamente, non permette al contribuente di fornire la prova contraria.

 

Di fatto, dunque, il contribuente che dimentica di inviare con cadenza annuale l’autocertificazione, perde definitivamente la possibilità di dimostrare che il televisore non lo ha e che quindi non deve pagare alcun canone.

 

 

Abolizione dell’onere della prova e violazione del diritto di difesa

In tal modo la legge, da un lato, facilita la riscossione del canone abolendo ogni onere della prova in capo al Fisco: non servono più operazioni di verifica o accertamento nelle case degli italiani; basta controllare che abbiano un’utenza per energia elettrica nella casa di residenza.

 

A tal proposito è previsto espressamente un sistema di scambio di informazioni tra l’Anagrafe tributaria, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, l’Acquirente Unico Spa, il Ministero dell’interno, i comuni, nonché gli altri soggetti pubblici o privati; essi sono “autorizzati allo scambio e all’utilizzo di tutte le informazioni utili, e in particolare dei dati relativi alle famiglie anagrafiche, alle utenze per la fornitura di energia elettrica, ai soggetti tenuti al pagamento del canone di abbonamento alla televisione, ai soggetti beneficiari delle agevolazioni di cui all’articolo 38, comma 8, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nonché ai soggetti esenti dal pagamento del canone[4].

 

Dall’altro lato, a fronte dell’abolizione dell’onere della prova, la legge concede al contribuente unicamente la possibilità di premunirsi della prova contraria prima di un eventuale accertamento.

 

Ciascun cittadino che non deposita l’autocertificazione con cadenza annuale resta allora senza strumenti difesa e, per legge, se ha l’abbonamento energia elettrica, ha anche un televisore. Non ci sono mezzi di prova contraria.

 

L’avviso di accertamento con il quale il Fisco pretende il canone Rai diventa incontestabile tanto con riguardo al tributo quanto con riguardo alle sanzioni. Perché si, chi non ha il televisore ma si è dimenticato di comunicarlo in tempo all’Agenzia delle Entrate, deve pagare comunque il canone Rai più sanzioni e interessi di mora.

 

Si tratta di un’evidente violazione del diritto di difesa del contribuente che vede definitivamente compromessa ogni possibilità di contestazione in caso di tributo non dovuto.


[1] Art. 1 R.D. n. 246/1938.

[2] Art. 1 c. 153, Legge di Stabilità 2016.

[3] Art. 1 c. 153, Legge di Stabilità 2016.

[4] Art. 1 c. 156, Legge di Stabilità 2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
23 Feb 2016 Fabio Cimmarrusti

Scusi ma per l’energia elettrica fornita dal contatore condominiale depotenziato che permette il solo uso dell’illuminazione del vano scale, come si può procedere?

Buon Lavoro

Fabio Cimmarrusti