Pensione anticipata settima salvaguardia 2016, scadenza il 1° marzo
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24 Feb 2016
 
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Noemi Secci
 


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Pensione anticipata settima salvaguardia 2016, scadenza il 1° marzo

Tempi strettissimi per chi vuole pensionarsi con i vecchi requisiti pre Fornero: la settima salvaguardia chiude i battenti il 1° marzo e non si sa se, in futuro, ci saranno ulteriori interventi a favore degli esodati e dei lavoratori appartenenti alle altre categorie tutelate. Pertanto, chi non riesce ad inviare la richiesta di tale beneficio entro il 1° marzo, se non verrà effettuata un’ottava salvaguardia, dovrà pensionarsi con le rigide regole della Fornero, pur facendo parte dei lavoratori tutelati.

 

Ricordiamo che la settima salvaguardia tutela le seguenti categorie: esodati, lavoratori in mobilità, fruitori di congedo straordinario, lavoratori a termine, prosecutori volontari, per un totale di 26.300 nuovi posti.

 

 

Settima Salvaguardia, i lavoratori tutelati

Vediamo, nel dettaglio, i requisiti delle categorie alle quali appartengono i lavoratori tutelati dalla settima salvaguardia:

 

lavoratori in mobilità (6.300 posti): appartengono alla categoria i dipendenti collocati in mobilità o in trattamento speciale edile in base ad accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011, o da aziende cessate o con procedure concorsuali ; in entrambi i casi, l’attività lavorativa deve risultare terminata entro il 31 dicembre 2014;

 

prosecutori volontari della contribuzione (9.000 posti): si tratta dei lavoratori in possesso di autorizzazione al versamento volontario dei contributi precedente al 4 dicembre 2011,con almeno un contributo volontario al 6 dicembre 2011, o un contributo da lavoro effettivo accreditato tra il primo gennaio 2007 e il 30 novembre 2013;

 

cessati dal servizio (6.000 posti): si tratta dei cosiddetti esodati, cioè dei lavoratori incentivati all’esodo, cessati dal servizio entro il 31 dicembre 2012; rientrano nella categoria anche coloro il cui rapporto si è concluso a causa di una risoluzione unilaterale, tra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011;

 

lavoratori in congedo per assistenza a figli disabili (2.000 posti): si tratta dei dipendenti assenti, nel 2011, con congedo straordinario retribuito, per assistere figli portatori di handicap grave (in base alla Legge 104);

 

– lavoratori a termine (3.000 posti): si tratta di dipendenti a tempo determinato il cui rapporto è cessato tra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non stagionali e non appartenenti al settore agricolo.

 

Per ulteriori approfondimenti sulle categorie tutelate, vi invitiamo a leggere: Settima salvaguardia, ultimi chiarimenti dell’Inps.

 

 

Settima salvaguardia, requisiti di età e contribuzione

Per accedere alla settima salvaguardia, i requisiti di età e contribuzione sono quelli precedenti all’entrata in vigore della Legge Fornero [1] (incrementati dagli adeguamenti alla speranza di vita), e la decorrenza della pensione non è immediata, ma devono essere applicate le vecchie finestre mobili.

 

In particolare, la decorrenza della pensione, contando anche il periodo di finestra, si deve collocare prima del 6 gennaio 2017; di conseguenza, i requisiti di età e contributivi per arrivare al pensionamento sono:

 

quota 97,3 (cioè somma di età e di contributi) con almeno 61 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi, entro il 31 dicembre 2015 (si deve applicare una finestra di 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti);

 

– in alternativa, 40 anni di contributi entro il 30 Settembre 2015 ( finestra di 15 mesi); per i dipendenti del comparto scuola, la data entro cui maturare 40 anni di contributi è il 31 dicembre 2015;

 

– in alternativa, 65 anni e 3 mesi di età (60 anni e 6 mesi per le lavoratrici dipendenti del settore privato), assieme ad almeno 20 anni di contributi, entro il 31 dicembre 2015 ( finestra di 12 mesi).

 

 

Settima salvaguardia: età e contributi autonomi

Chi possiede anche contributi da lavoro autonomo, oltreché contributi da lavoro dipendente, per accedere alla salvaguardia deve possedere uno dei seguenti requisiti:

 

quota 98,3, con almeno 62 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi, al 30 giugno 2015 (finestra di 18 mesi);

 

40 anni di contributi al 31 marzo 2015 (finestra di 21 mesi);

 

65 anni e 3 mesi d’età (60 anni e 6 mesi per le donne), assieme a 20 anni di contributi, al 30 giugno 2015 (finestra di 18 mesi).

 

 

Settima salvaguardia: come fare domanda

La domanda di accesso alla Settima Salvaguardia è scaricabile dal sito del Ministero del Lavoro, in allegato alla Circolare contenete le istruzioni [3]: il modulo deve essere inoltrato alla Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) competente, assieme ad un documento d’identità ed alla documentazione, o all’autocertificazione, comprovante il possesso dei requisiti.

La domanda deve essere inviata tramite posta elettronica, posta elettronica certificata (Pec), o raccomandata con ricevuta di ritorno. L’invio può essere effettuato direttamente dagli interessati, oppure dagli intermediari abilitati, come i patronati, i consulenti del lavoro e i commercialisti.

 

I lavoratori possono comunque fare un’ulteriore domanda all’Inps, direttamente o per il tramite del patronato: l’istanza all’Inps non è però alternativa a quella da presentare alla Dtl, che va inoltrata entro i termini.

 

Possono, invece, inoltrare la domanda soltanto all’Inps, tramite il portale web dell’Istituto, i lavoratori in mobilità o trattamento speciale edile, gli autorizzati al versamento dei contributi volontari e gli iscritti alle gestioni private, pubbliche e dei lavoratori di sport e spettacolo .

La procedura web del sito dell’Inps, per verificare il diritto a pensione con Salvaguardia, può essere effettuata on line dal sito dell’Istituto, oppure tramite patronato.

 

Per chi è in possesso di codice Pin dell’Inps, il percorso per inoltrare le istanze online è:

 

– “Verifica del diritto a pensione da Salvaguardia legge 208/2015”;

– Gruppo: Certificazione;

– Sottogruppo: Diritto a pensione;

– Tipo: Salvaguardia legge 208/2015.

 

I moduli accessibili sono poi suddivisi in base alla tipologia di lavoratore.

 

 

Settima salvaguardia: rigetto della domanda

Se dovesse intervenire un provvedimento che nega l’accesso alla salvaguardia, gli interessati possono presentare istanza di riesame, presso la sede Inps competente, entro 30 giorni dalla data di ricevimento del provvedimento.

 

Per le domande inviate alla DTL, in caso di rigetto il lavoratore può, entro 30 giorni dalla comunicazione, effettuare un ricorso amministrativo, proponendo richiesta di riesame presso la stessa DTL che ha emesso il provvedimento.


[1] D.L. 201/2011.

[2] Mlps, Circ. n. 36/2015.

 


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