Inesistente la notifica dell’impugnazione al difensore revocato
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24 Feb 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Inesistente la notifica dell’impugnazione al difensore revocato

La notifica dell’appello al difensore sostituito è insanabile: l’errore colpevole della parte non consente la remissione in termini e la sentenza passa in giudicato.

 

Decade definitivamente dalla possibilità di appellare la sentenza chi notifica l’appello alla controparte presso il difensore revocato. La notifica all’avvocato non più difensore della parte si considera infatti affetta da inesistenza in quanto, a seguito della revoca del mandato, non vi è più alcun legame tra il luogo in cui è effettuata la notifica e il destinatario dell’atto notificato.

 

Ne deriva che, se nel frattempo, sono già decorsi i termini previsti dalla legge, la parte appellante non può più procedere con l’impugnazione né essere rimessa in termini dal giudice.

È quanto affermato da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Potenza [1].

 

Secondo i giudici, l’errore di notifica dell’appello al difensore revocato invece che a quello effettivo costituisce un’ipotesi di inesistenza e quindi nullità insanabile, una volta che già nel giudizio di primo grado, la controparte abbia avuto conoscenza legale di tale sostituzione. Difatti il difensore revocato e sostituito, così come il suo studio presso il quale la parte aveva originariamente eletto domicilio, non hanno più alcun legame con la parte stessa ai fini della notifica.

 

L’insanabilità del vizio comporta l’inapplicabilità dell’istituto della rimessione in termini [2]. Quest’ultimo prevede, infatti, la possibilità per la parte decaduta da termini perentori di chiedere al giudice la concessione di nuovi termini solo quando la decadenza sia avvenuta per causa non imputabile.

Ebbene, l’errore sul procuratore è sicuramente dovuto a negligenza e disattenzione e non è pertanto perdonabile.

 

Nel caso di specie, per esempio, la circostanza della nomina del nuovo difensore era oggettivamente conoscibile da numerosi elementi emergenti dagli atti del processo: deposito rituale della costituzione del nuovo difensore; verbale d’udienza; sentenza gravata in cui la parte risultava difesa e rappresentata dal nuovo difensore.

 

Dunque, secondo i giudici: “la notifica dell’atto d’impugnazione eseguita presso lo studio del primo avvocato a cui è stato espressamente revocato il mandato defensionale è giuridicamente inesistente, essendo insorto l’onere per l’Ufficio, in presenza di conoscenza legale della sua sostituzione, di notificare l’atto d’impugnazione in detto domicilio con l’ulteriore conseguenza che, a seguito della decorrenza del termine breve, la sentenza impugnata ha acquistato autorità di cosa giudicata”.

 

La pronuncia in esame è conforme all’orientamento maggioritario della giurisprudenza. Si segnala in particolare una pronuncia della Cassazione [3] secondo cui, se la notifica del ricorso va a vuoto, perché la parte lo invia al vecchio domicilio del procuratore della controparte, il ricorso è inammissibile. Tanto più che gli indirizzi aggiornati degli avvocati sono di facile reperibilità, perché gli Ordini li pubblicano anche online. E ciò preclude anche la possibilità di sanare l’omessa notifica, non verificandosi le necessarie condizioni di causa di forza maggiore o di caso fortuito.

 

Termini e luogo di notifica dell’appello

Si ricorda che i termini improrogabili (salvo causa di decadenza incolpevole) per la notifica dell’appello sono di trenta giorni in caso di notifica della sentenza impugnabile o di sei mesi in caso di mancata notifica.

 

Per l’individuazione del luogo della notifica la legge [4] prevede che se nell’atto di notifica della sentenza la parte ha dichiarato la sua residenza o eletto domicilio nella circoscrizione del giudice che l’ha pronunciata, l’impugnazione deve essere notificata nel luogo indicato; altrimenti si notifica presso il procuratore costituito o nella residenza dichiarata o nel domicilio eletto per il giudizio.

 

L’impugnazione può essere notificata nei luoghi sopra menzionati collettivamente e impersonalmente agli eredi della parte defunta dopo la notificazione della sentenza.

Quando manca la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio e, in ogni caso, dopo un anno dalla pubblicazione della sentenza, l’impugnazione, se è ancora ammessa dalla legge, si notifica alla parte personalmente.


[1] CTR Potenza, sent. n. 617/02/15.

[2] Art. 53 cod. proc. civ.

[3] Cass. sent. n. 22329/2011.

[4] Art. 330 cod. proc. civ.

 


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