PCT: per l’appello basta la copia della sentenza inviata dalla cancelleria
Lo sai che?
23 Feb 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

PCT: per l’appello basta la copia della sentenza inviata dalla cancelleria

La copia trasmessa a mezzo pec dalla cancelleria equivale all’originale e può considerarsi copia autentica e dunque valida anche ai fini dell’impugnazione.

 

Per procedere all’appello di una sentenza non è necessario estrarre, con modalità telematica, il pdf con la pronuncia di primo grado dal fascicolo informatico: è sufficiente l’attestazione sulla copia che viene notificata dalla cancelleria sulla pec dell’avvocato, estratta dal cancelliere. È quanto chiarito dalla Cassazione [1] con una recente ordinanza che, certamente, agevola non di poco il compito dell’avvocato all’interno del processo civile telematico.

 

La copia del provvedimento trasmessa a mezzo Pec dalla cancelleria del tribunale equivale infatti all’originale e dunque può considerarsi copia autentica anche ai fini dell’impugnazione. Pertanto, va dichiarata procedibile e tempestiva l’impugnazione nel caso in cui la parte ricorrente abbia depositato, come copia autentica del provvedimento impugnato, quella di cui ha ricevuto comunicazione dalla Cancelleria del Tribunale, tramite posta elettronica certificata [2]. Ora la legge [3] prevede che le copie informatiche, anche per immagine, di atti processuali di parte e degli ausiliari del giudice nonché dei provvedimenti di quest’ultimo, presenti nei fascicoli informatici o trasmessi in allegato alle comunicazioni telematiche dei procedimenti indicati nel presente articolo, equivalgono all’originale anche se prive della firma digitale del cancelliere di attestazione di conformità all’originale. Dunque, la produzione della copia trasmessa in allegato dalla cancelleria deve di per sé reputarsi equivalente all’originale presente nel fascicolo informatico, tenuto conto che la comunicazione con cui essa viene trasmessa contiene tutti gli indici di individuazione della sua estrazione.

 

Non conta – si legge in sentenza – il fatto che in calce al provvedimento l’avvocato dell’appellante abbia apposto “con modulo adesivo da lui firmato, l’attestazione secondo cui il provvedimento stesso è copia conforme all’originale telematico/analogico scansionato” dal Tribunale. Il difensore non è tenuto ad estrarre con modalità telematica la copia dal fascicolo informatico, giacché, la copia trasmessa a mezzo PEC dalla cancelleria equivale all’originale e, dunque, può considerarsi una copia autentica.


[1] Cass. sent. n. 3386/2016 del 22.02.2016.

[2] Ex art. 16, comma 4, del Dl n. 179/2012 (convertito con modificazioni, nella legge n. 221 del 2012).

[3] Art. 16-bis, comma 9-bis, Dl n. 179/2012 (convertito con modificazioni, nella legge n. 221 del 2012).

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti