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News Pubblicato il 23 febbraio 2016

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News Abolizione Ticket: il Governo ci ripensa

> News Pubblicato il 23 febbraio 2016

Il Governo vuole riammettere alla tutela le 203 prestazioni sanitarie escluse dal DM Lorenzin: nel frattempo è caos sulle prescrizioni.

Il Governo è costretto a modificare il Decreto Appropriatezza, meglio noto come DM Lorenzin, che ha escluso dalla tutela sanitaria 203 prestazioni mediche, abolendo di fatto il ticket.

Dall’entrata in vigore del DM, difatti, l’accesso alle 203 prestazioni incriminate è diventato praticamente impossibile: tali prestazioni, in maggioranza analisi, possono essere prescritte solo se rispondono a precisi criteri di appropriatezza e alle condizioni di erogabilità.

Queste condizioni, però, sono molto difficili da rispettare (a questo proposito, si veda: Abolito il ticket per 203 prestazioni mediche), ed inoltre mancano i programmi, per i medici, che consentono di adeguare le ricette alle previsioni normative: così, rischiano di saltare ben 22 milioni di prestazioni sanitarie.

Le prestazioni tagliate

Le prestazioni mediche fuori tutela sono, per la maggior parte, esami di laboratorio: non si tratta di analisi di poco conto, ma di verifiche fondamentali per la salute (per conoscerle nel dettaglio, si veda: Esclusione ticket, le 203 prestazioni fuori tutela).

Pensiamo agli esami allergologici dei bambini: d’ora in poi, per non pagarli di tasca, bisognerà avere la prescrizione sia del pediatra che dello specialista allergologo (e non è detto che entrambi rilascino la ricetta, visto il rischio di pesanti sanzioni per chi prescrive prestazioni inappropriate).

Pensiamo, ancora, a chi deve sottoporsi ad esami di controllo frequenti, dal colesterolo, alla mammografia; o a chi deve pagare di tasca propria la risonanza magnetica.

Ma non va meglio nemmeno a chi riesce ad ottenere la prescrizione, perché sono diminuite le prestazioni che possono essere inserite in ciascuna ricetta: aumentando dunque il numero di ricette, aumentano i costi.

Ambulatori e ospedali nel caos

La poca chiarezza delle condizioni di prescrizione e di erogazione, la non adeguatezza dei software, e la paura delle sanzioni, hanno determinato un vero e proprio blocco delle prestazioni: nella pratica, il fine del decreto, cioè quello di limitare gli spechi, è stato distorto sino ad arrivare a limitare il diritto alla salute.

Proprio per questo, il Tribunale del malato ha aperto un servizio, S.O.S. Appropriatezza, al quale arrivano ogni giorno innumerevoli segnalazioni e lamentele.

Decreto da modificare

Proseguire in un quadro simile non è più possibile, ed è per questo che il Governo ha deciso di fare marcia indietro: per ora con una circolare applicativa, che dovrebbe servire a superare le difficoltà tecniche causate dal decreto.

In seguito, dovrà essere emanato un altro atto avente forza di legge: molto probabilmente le nuove regole si troveranno nel Dpcm sui nuovi Livelli essenziali di assistenza, il cosiddetto Dpcm Lea.

Nel frattempo, dopo una protesta dei sindacati durata due giorni, le sanzioni per i medici sono state sospese:  anche se le nuove regole non saranno modificate in tempi brevissime, lo stand by alle multe ed i rimedi alle difficoltà tecniche serviranno almeno a tamponare questa situazione di emergenza.

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2 Commenti

Maria giovanna Angioni

24 febbraio 2016 alle 15:33

le solite porc..te all’italiana!

Renzo william Cafarelli

24 febbraio 2016 alle 17:43

la dimostrazione di avere “dilettanti allo sbaraglio”
ricordate quanto è tempo

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