Condominio: mediazione e opposizione al decreto ingiuntivo
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23 Feb 2016
 
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Condominio: mediazione e opposizione al decreto ingiuntivo

La procedura di mediazione va attivata dal condòmino che intende opporsi nei 40 giorni al decreto ingiuntivo per le spese condominiali.

 

Nel caso in cui l’amministratore di condominio notifichi un decreto ingiuntivo al condòmino moroso per il mancato pagamento degli oneri mensili, spetta a quest’ultimo, qualora proponga opposizione al predetto decreto ingiuntivo, attivare il procedimento di mediazione. È quanto chiarito dal Tribunale di Milano in una recente sentenza [1].

 

Continua a tenere banco la diatriba giurisprudenziale sui rapporti tra mediazione e opposizione a decreto ingiuntivo: nonostante la sentenza dell’anno scorso in cui la Cassazione ha detto che l’obbligo di attivare la procedura di conciliazione spetti al debitore opponente, alcuni tribunali (come quello di Firenze) continuano a sostenere la tesi opposta.

La questione non è puramente formale, ma anzi da essa discende la validità dello stesso decreto ingiuntivo. Ma procediamo con ordine.

 

Ricordiamo che le liti condominiali rientrano tra quelle materie in cui la procedura di mediazione è obbligatoria. Alla prima udienza successiva all’opposizione, il giudice decide sull’eventuale provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo e affida alle parti un termine entro cui attivare la mediazione. Se nessuna delle due si rivolge all’organismo di mediazione perché fissi l’appuntamento tra le parti, la causa viene dichiarata improcedibile e si estingue. Tuttavia, nel caso di opposizione al decreto ingiuntivo sorge il problema della sorte del decreto ingiuntivo stesso.

 

Ebbene, se si dovesse ritenere che l’onere di avviare la mediazione gravi sul creditore-opposto, in caso di inerzia, o di assenza della parte al primo incontro, il decreto ingiuntivo verrebbe revocato e il debitore sarebbe libero; diversamente, a ritenere che la procedura debba essere attivata dal debitore-opponente, si avrebbe la dichiarazione di improcedibilità dell’opposizione e il decreto ingiuntivo diverrebbe definitivo e non più contestabile.

 

La particolarità della questione approdata al tribunale di Milano è che essa affronta la materia condominiale e, in particolare, la notifica di un decreto ingiuntivo per mancato pagamento delle spese condominiali ripartite secondo i consueti millesimi. Secondo i giudici meneghini l’obbligo di attivare la mediazione spetta al condòmino-debitore che intenda presentare opposizione al decreto ingiuntivo notificatogli dall’amministratore. Pena l’estinzione del giudizio di opposizione e la conferma del decreto ingiuntivo.

 

Pertanto, il condominio può liberamente agire con un ricorso per ingiunzione nei confronti del condomino moroso: il ricorso è provvisoriamente esecutivo, ossia consente di avviare il pignoramento dal giorno dopo la sua notifica. Il debitore, dal canto suo, può proporre opposizione nel termine di 40 giorni dalla notifica del decreto e chiedere, in quella sede, che il giudice sospenda la provvisoria esecutorietà ove ne sussistano i requisiti.

 

Con la sentenza in commento, il Tribunale di Milano si è allineato dunque alla recente pronuncia della Cassazione [2], affermando che grava sul condòmino che si è opposto al decreto ingiuntivo promuovere la mediazione obbligatoria. È infatti il condòmino che ha interesse a opporsi al decreto ingiuntivo per vederlo revocato all’esito del giudizio di opposizione, sicché è anche suo interesse che tale giudizio non si estingua. Per evitare tale estinzione, dunque, sarà il condòmino a doversi fare parte diligente e promuovere il tentativo di mediazione nel termine assegnato.


[1] Trib. Milano, sent. n. 13870 del 9.12.2015.

[2] Cass. sent. n. 24629/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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