Condanna alle spese: soccombenza reciproca se c’è accoglimento parziale
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23 Feb 2016
 
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Condanna alle spese: soccombenza reciproca se c’è accoglimento parziale

Spese processuali: l’accoglimento parziale della domanda implica soccombenza parziale dell’attore: spese di lite compensate.

 

Se la domanda processuale dell’attore non viene completamente accolta (cosiddetto “accoglimento parziale”), il giudice può disporre la compensazione delle spese di lite e, quindi, salvare il convenuto dalla condanna a pagare l’avvocato di controparte. È quanto chiarito dalla Cassazione in una recente sentenza [1].

 

Facciamo un esempio per comprenderci meglio. Tizio sostiene che Caio gli abbia procurato dei danni per via delle infiltrazioni di acqua dai tubi di scarico del proprio appartamento. Lo chiama in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni. Ma nel quantificare tali danni esagera, così il giudice gliene riconosce solo metà o comunque solo una parte. In tal caso si verifica quella che, in termini tecnici, viene chiamata “soccombenza reciproca”. È come dire che entrambi i soggetti in causa in parte perdono e in parte vincono il giudizio:

 

– il convenuto perde perché deve comunque pagare una parte del risarcimento, ma nello stesso tempo vince perché non deve pagare tutto quanto chiesto dall’attore;

 

– dall’altro lato l’attore in parte vince, perché ottiene il ristoro economico, ma in parte perde perché non gli viene riconosciuto quanto inizialmente preteso.

 

Nel caso che ha dato origine alla sentenza si verteva in tema di risarcimento del danno da sinistro stradale. Le regole sono le stesse: meglio non “sparare a mille” con la richiesta di risarcimento del danno all’assicurazione perché, altrimenti, pur avendo ragione, si rischia di non ottenere, nei confronti della parte soccombente, la cosiddetta condanna alle spese e, quindi, di dover pagare il 50% delle spese processuali (cosiddetta compensazione delle spese di giudizio).

 

 

La reciproca soccombenza

L’accoglimento parziale di una domanda può far scattare la reciproca soccombenza con la possibilità di compensare le spese di lite. La Cassazione, con la sentenza in commento, fa il punto sulle nuove disposizioni in tema di compensazione delle spese per come modificate dal decreto legge del 2014 [2]. La Suprema corte ricorda che, in seguito alle recenti modifiche [3], per le cause iniziate dopo l’11 dicembre 2014, il giudice deve sempre condannare alle spese processuali chi perde la causa.

Al contrario la compensazione delle spese di lite può scattare solo in casi tassativi:

 

– in caso di soccombenza reciproca,

 

– qualora vi sia una assoluta novità

 

– se muta la giurisprudenza su questioni dirimenti.

Per maggiori dettagli sull’argomento leggi la guida: “Chi paga le spese processuali?”.

 

 

Secondo la Corte, sussiste soccombenza reciproca in ipotesi di parziale accoglimento dell’unica domanda proposta dall’attore; in tale circostanza, è possibile la compensazione parziale delle spese di lite con condanna dell’attore al pagamento di un residuo.

 

La nozione di soccombenza reciproca comprende non solo una pluralità di domande contrapposte, accolte o rigettate e che si siano trovate in cumulo nel medesimo processo fra le stesse parti, ma anche l’accoglimento parziale dell’unica domanda proposta, allorché essa sia stata articolata in più capi e ne siano stati accolti uno o alcuni e rigettati gli altri oppure quando la parzialità dell’accoglimento riguardi solo la quantità degli importi richiesti rispetto a una domanda articolata in un unico capo. Invero, non può negarsi, in caso di parziale accoglimento dell’unica domanda proposta, che sussista parziale soccombenza reciproca delle parti; ciò perché, in caso contrario, l’attore, in quanto non soccombente, non potrebbe essere neanche considerato legittimato ad impugnare la pronunzia che abbia accolto la sua domanda solo in parte.

 

Per il caso in cui vi sia parziale reciproca soccombenza, il codice di procedura civile [3] si limita a prevedere la possibilità di una compensazione integrale o parziale delle spese di lite, ma non indica il criterio in base al quale operare la scelta. Secondo la sentenza in commento si deve procedere all’individuazione della parte cui siano eventualmente imputabili in prevalenza, per avervi dato causa, agendo o resistendo alle altrui pretese infondatamente, gli oneri processuali ricollegabili all’attività svolta per la istruzione e decisione delle varie domande proposte. In pratica, è possibile la condanna dell’attore parzialmente vincitore al pagamento di una parte delle spese di lite, ma solo nel caso in cui il giudice ritenga che il convenuto, per difendersi dalle pretese infondate, abbia dovuto affrontare oneri superiori a quelli necessari per difendersi dalle sole pretese fondate.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 21 dicembre 2015 – 22 febbraio 2016, n. 3438
Presidente Berruti – Relatore Tatangelo

Svolgimento del processo

Il giudizio trae origine da un sinistro stradale avvenuto in data (omissis) in località (omissis) , nel quale D.E. e F.I. hanno riportato lesioni personali mentre l’autovettura di proprietà di F.M. ha riportato danni materiali.
I danneggiati hanno richiesto in via stragiudiziale il risarcimento diretto alla società assicuratrice del F. . Ottenuto un pagamento a loro avviso non satisfattivo, hanno agito in giudizio per conseguire il residuo.
La domanda è stata solo parzialmente accolta in primo grado dal Tribunale di Grosseto, il quale, preso atto del versamento di ulteriori somme da parte della compagnia in favore degli attori in corso di causa, la ha condannata a pagare un importo residuo di Euro 661,18 a D.E. , dichiarando invece, per gli altri danneggiati, che le somme percepite in via stragiudiziale (anteriormente al giudizio per F.M. e nel corso di esso per F.I. ) erano pienamente satisfattive; ha quindi compensato integralmente le spese di lite tra tutte le parti.
In parziale accoglimento del gravame proposto dagli attori, la Corte di Appello di Firenze ha poi rideterminato la somma residua ancora dovuta al D. in Euro

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[1] Cass. sent. n. 3438/2016 del 22.02.2016.

[2] Art. 13 del Dl 132/2014.

[3] Nuovo art. 92 cod. proc. civ.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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