Se la banca paga l’assegno a un soggetto che non è il creditore
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23 Feb 2016
 
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Se la banca paga l’assegno a un soggetto che non è il creditore

La banca è responsabile per aver pagato un assegno non trasferibile a una persona diversa dal prenditore, anche se non ha colpe.

 

La banca risponde se paga l’assegno a persona diversa dal beneficiario anche se chi è andato ad incassare il titolo ha messo un firma falsa e aveva un falso documento di identità. È quanto chiarito dalla Cassazione ieri [1].

 

 

La vicenda

Una banca pagava a persona diversa dal beneficiario un assegno non trasferibile poiché questo, per farsi dare i soldi, si faceva identificare con una patente di guida e codice fiscale falsi. Così il titolare del blocchetto degli assegni chiamava in causa la banca negoziatrice ritenendola responsabile dei danni derivanti dal pagamento a favore di soggetto non legittimato.

 

In primo e in secondo grado, l’attore perdeva la causa perché, secondo i giudici, l’istituto di credito era esente da colpa avendo identificato il presentatore del titolo sulla base di documenti apparentemente regolari.

 

In Cassazione le sorti si sono ribaltate.

 

 

La responsabilità della banca se paga un assegno a soggetto diverso

Esiste un contrasto giurisprudenziale sulla responsabilità della banca che paghi un assegno non trasferibile a soggetto diverso dal beneficiario per via di un’errata identificazione del presentatore del titolo per l’incasso.

 

Secondo un primo orientamento, la banca non è responsabile se, con scrupolo e diligenza, ma anche ad occhio nudo e senza dover procurarsi particolari strumenti tecnici, identifica il portatore dell’assegno e accerta che la firma riportata sul titolo è proprio quella del traente.

 

Secondo invece un orientamento più rigoroso, la banca è sempre responsabile se paga a un soggetto non legittimato, a prescindere da eventuali colpe sull’identificazione di quest’ultimo. Per cui dovrà pagare nuovamente il creditore effettivo.

 

La sentenza in commento aderisce a questa seconda linea interpretativa. Secondo la Suprema Corte, la responsabilità della banca prescinde da eventuali sue colpe [2].


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 9 – 22 febbraio 2016, n. 3405
Presidente/Relatore Nappi

Svolgimento del processo

Con la sentenza impugnata la Corte d’appello di Firenze ribadì il rigetto della domanda di risarcimento dei danni proposta dalla Fondiaria Sai s.p.a. nei confronti della Banca Monte dei Paschi di Siena s.p.a., che aveva pagato a persona diversa dal beneficiario un assegno bancario tratto per L. 9.500.000 su un conto corrente bancario presso l’Istituto San Paolo di (…) con clausola di non trasferibilità in favore di C.F. , che aveva poi disconosciuto la firma di girata apposta sul titolo al momento dell’incasso.
Ritennero i giudici del merito che doveva escludersi la responsabilità della banca negoziatrice del titolo, perché il pagamento era avvenuto in favore di soggetto che aveva presentato una falsa patente di guida intestata a C.F. e un tesserino di codice fiscale, ed era stato così identificato sula base di documenti apparentemente regolari. Né il pagamento era stato effettuato immediatamente, bensì previo versamento su libretto di risparmio intestato a C.F. e ritirato poi dallo stesso soggetto così qualificatosi venti giorni dopo. Mentre una

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 [1] Cass. sent. n. 3405/2016.

[2] Ciò perché, se un tale pagamento potesse considerarsi liberatorio, il beneficiario effettivo dell’assegno smarrito o sottratto non potrebbe giovarsi neppure dell’ammortamento escluso dall’art. 73 R.D. 1736/33 per l’assegno bancario emesso con la clausola non trasferibile.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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