Guida in stato di ebbrezza: confisca dell’auto anche se cointestata
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24 Feb 2016
 
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Guida in stato di ebbrezza: confisca dell’auto anche se cointestata

La contitolarità dell’automobile con un altro soggetto comporta la confisca parziale del mezzo per tutelare i diritti del terzo.

 

Nel caso in cui il conducente si metta alla guida in evidente stato di ebbrezza (ossia con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l) scatta la confisca dell’auto: si tratta di una misura che comporta la definitiva sottrazione del mezzo. Se l’auto è in comproprietà con un altro soggetto scatta solo la confisca parziale. È quanto chiarito dalla Corte di Appello di Trento con una recente sentenza [1].

 

La confisca parziale, in questo modo, serve a contemperare due opposte esigenze: da un lato quella di sottrarre l’automobile a un soggetto ritenuto pericoloso, dall’altro lato non danneggiare completamente le ragioni del contitolare, il quale è estraneo al reato.

 

Solo nel caso in cui l’automobile è interamente intestata a un terzo soggetto, e non al conducente trovato ubriaco al volante, non si può procedere alla confisca. Diversamente, nel caso di comproprietà, è vietata l’intera confisca del veicolo, ma è possibile invece quella parziale. E ciò vale anche se il comproprietario è il coniuge del conducente trovato in stato di ebbrezza dalla volante. Di conseguenza il veicolo sarà confiscato per la sola quota appartenente all’imputato.

 

La corte ha stabilito che “è assoggettabile a confisca il veicolo in comproprietà con un terzo in quanto la presunzione di assoluta pericolosità insita nella disponibilità del bene rimanga integra nel caso di comproprietà con persona estranea al reato”. Dunque solo nel caso in cui il veicolo appartenga esclusivamente a un terzo la confisca non è configurabile.


[1] C. App. Trento, sent. n. 125/15.

 


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