Piante e alberi: le distanze dal confine
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24 Feb 2016
 
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Piante e alberi: le distanze dal confine

Le regole fissate dal codice civile in materia di distanze minime per alberi di fusto alto o basso, viti, piante da frutto, siepi, arbusti e canneti.

 

Piante e alberi devono essere collocati a distanze minime dal confine con la proprietà del vicino. Tali distanze sono stabilite dagli usi locali o da specifici regolamenti comunali; in mancanza, valgono le norme previste dal codice civile.

Lo scopo di tali regole è di evitare, da un lato, che i frutti e i rami di alberi e piante possano danneggiare il fondo del vicino, dall’altro che possano togliere allo stesso luce ed aria e, non in ultimo, a consentire che i suddetti vegetali possano trovare uno spazio adeguato per poter crescere senza occlusioni.

 

La disciplina sulle distanze per siepi e alberi si applica quando esistono due fondi confinanti appartenenti a proprietari diversi.

 

La disciplina sulle distanze non si applica:

 

– se sul confine esiste un muro divisorio – di proprietà esclusiva o in comune tra i due vicini – a condizione che le piante siano tenute ad altezza pari od inferiore alla sommità del muro stesso;

 

– se i due fondi sono separati da un fosso in comproprietà [1];

 

– alle piante in vaso mobile e alle piante rampicanti.

 

 

Le distanze dal confine

Come detto, se non vi sono usi o regolamenti locali che prevedono diversamente, valgono le seguenti distanze minime:

 

albero di alto fusto: 3 metri (2)

 

albero non di alto fusto: 1,5 metri

 

vite:         0,5 metri (a prescindere dall’altezza raggiunta)

 

arbusto e cannetti: 0,5 metri (a prescindere dall’altezza raggiunta)

 

pianta da frutto di altezza non maggiore di 2,5 metri: 0,5 metri

 

siepe viva: 0,5 metri

 

siepe di ontano: 1 metro

 

siepe di castagno e simili: 1 metro

 

siepe di robinie: 2 metri

 

 

Quando un albero è di fusto alto?

L’albero è di alto fusto se questo, semplice o diviso in rami, sorge ad altezza superiore a 3 metri, come per i noci, i castagni, le querce, i pini, i cipressi, gli olmi, i pioppi, i platani e simili.

 

L’albero, invece, non si considera di alto fusto se il tronco e le branchie principali non superano i 3 metri.

 

 

Come si misura la distanza dal confine di piante e alberi?

Per misurare la distanza dal confine di piante, alberi e siepi è necessario tracciare la linea retta più breve che parte dal punto della semina o dalla base esterna del tronco dell’albero al tempo della piantagione fino alla linea di confine. In caso di successivo sviluppo della pianta, la distanza si deve necessariamente misurare dal centro del tronco.

 

Se sul confine dei due fondi è presente un muro comune, la distanza della siepe si calcola dalla facciata del muro rivolta verso la siepe (e non rispetto alla linea mediana del muro comune).

 

 

Rami e radici che sporgono sul terreno altrui

Se i rami dell’albero del vicino si protendono sul fondo altrui, il proprietario di quest’ultimo può chiedere, in qualsiasi momento, che vengano tagliati: tale diritto, infatti, non è soggetto a prescrizione, né la controparte può mai vantare l’usucapione.

 

 

La tutela del vicino in caso di violazione delle distanze minime

Il vicino può chiedere, entro massimo 5 anni, il risarcimento del danno per la pianta, l’albero o la siepe piantato a distanza inferiore a quella regolamentare. L’entità del danno si presume per il solo fatto che il vegetale non era regolamentare, per cui non è necessaria la prova su tale aspetto. La liquidazione del danno avviene in via equitativa, salvo dimostrazione di specifici e ulteriori danni.

 

Oltre la risarcimento del danno, il vicino può chiedere l’estirpazione della pianta o dell’albero che è nato o è stato piantato a distanza inferiore a quella prevista dai regolamenti o dagli usi oppure, in mancanza, dal codice civile.

 

La richiesta di estirpazione prescinde dall’esistenza di un danno provocato dalla pianta.

 

Il vicino ha diritto di chiedere che la pianta venga estirpata in qualsiasi momento (diritto imprescrittibile), salvo che l’altro vicino abbia acquisito il diritto a mantenere la pianta a distanza inferiore da quella legale per usucapione o per destinazione del padre di famiglia.


[1] Cass. sent. n. 19936/2007.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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