Interessi sul conto: no a variazioni collegate a usi di piazza
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24 Feb 2016
 
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Interessi sul conto: no a variazioni collegate a usi di piazza

Finanziamento e conto corrente: la banca può variare il tasso, ma deve ancorarsi a criteri prestabiliti.

 

In un contratto di conto corrente, la banca può variare unilateralmente il tasso di interesse (previa comunicazione al cliente), ma per farlo deve ancorarsi a criteri prestabiliti, in modo da assicurare, al di fuori di ogni margine di discrezionalità e con certezza, una concreta determinazione degli stessi. Insomma gli interessi devono essere fissati su scala nazionale e vincolante, o comunque con riferimento ad elementi obiettivi ed esterni. Pertanto è illegittima la generica determinazione degli interessi ancorati agli “usi di piazza”. È quanto ribadito, per l’ennesima volta, dalla Cassazione [1].

 

Tutte le volte in cui il contratto di conto corrente prevede che gli interessi dovuti dal correntista alla banca siano determinati alle condizioni praticate usualmente dalle aziende di credito sulla piazza e producano interessi nella stessa misura (clausola a stampa), il correntista può rivolgersi al giudice affinché dichiari la nullità della clausola relative alla determinazione del tasso; in questo modo l’istituto di credito viene condannato a restituire la somma indebitamente percepita a titolo di interessi extra legali.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 9 dicembre 2015 – 23 febbraio 2016, n. 3480
Presidente Bernabai – Relatore Dogliotti

Svolgimento del processo

Con citazione notificata in data 22/02/2003, F.L. conveniva davanti al Tribunale di Larino – Sezione distaccata di Termoli, San Paolo IMI S.p.A., chiedendo la condanna della banca a restituirgli somme indebitamente percepite, a titolo di interessi extra legali nonché di capitalizzazione degli stessi, riguardo a conto corrente di cui era titolare.
Costituitosi il contraddittorio, la convenuta chiedeva il rigetto delle domande.
Con ordinanza ex art. 186 quater cpc in data 12/04/2006, il Tribunale di Larino, Sezione distaccata di Termoli, in composizione monocratica, dichiarava la nullità delle clausole del contratto di conto corrente, relative alla determinazione del tasso di interesse e alla capitalizzazione trimestrale, e condannava la banca stessa a restituire all’attore la somma di Euro 69.383,00.
Avverso tale sentenza proponeva appello la banca.
Costituitosi il contraddittorio, il Fallimento di F.L. , in persona del curatore, ne chiedeva il rigetto.
La Corte di Appello di Campobasso, con sentenza in data 03/09/2009, rigettava l’appello.
Ricorre per cassazione INTESA San Paolo S.p.A.,

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[1] Cass. sent. n. 3480/16 del 23.02.2016.

 


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