La firma del dipendente sulla busta paga non salva il datore di lavoro
Lo sai che?
24 Feb 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

La firma del dipendente sulla busta paga non salva il datore di lavoro

Il cedolino, anche se riporta la sottoscrizione del dipendente, non prova che quest’ultimo abbia ricevuto il pagamento ivi indicato.

 

Anche se il dipendente firma per ricevuta la busta paga può sempre dimostrare di non aver ricevuto la somma ivi indicata: la sua sottoscrizione, dunque, non salva il datore di lavoro da una successiva richiesta di differenze retributive. Lo ha chiarito il Tribunale di Bari con una recente sentenza [1].

 

Il giudice ricorda innanzitutto che, secondo la Cassazione [2], spetta al datore di lavoro dimostrare di aver pagato il dipendente: prova che deve essere fornita attraverso la documentazione prodotta agli atti, nel giudizio instaurato dal dipendente per ottenere le paghe non corrisposte. La semplice consegna del prospetto paga ai lavoratori non è sufficiente per dimostrare l’avvenuto adempimento. Né è sufficiente la firma per ricevuta”, apposta dal lavoratore medesimo sul cedolino: essa, infatti, non implica, in maniera univoca, l’effettivo pagamento della somma indicata nel medesimo documento, non integrando detta dizione un’espressione tale da giustificare la sola interpretazione letterale.


La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE DI BARI

SEZIONE LAVORO

in persona della dott.ssa Teresa A. Garcea, all’udienza del 8 aprile 2015 ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa di lavoro iscritta al n. 8904 del Ruolo Generale degli Affari Contenziosi dell’anno 2004 vertente

TRA

B.I.,

elettivamente domiciliata in Bari, via (…), presso lo studio degli Avv.ti F.C. e M.L., che la rappresentano e difendono come da mandato a margine dell’atto introduttivo

– ricorrente –

e

  • S.r.l.
  • in persona del legale rappresentante p.t., elettivamente domiciliata in Bari, Via (…), presso lo studio dell’Avv. R.G., rappresentata e difesa dagli Avv.ti P.R. e A.N., come da mandato a margine della memoria di costituzione

    – resistente –

    FATTO E MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con ricorso depositato il 13.4.04 e ritualmente notificato, I.B. ha citato in giudizio la P. S.r.l., esercente attività di commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento e prodotti

    Mostra tutto

    [1] Trib. Bari, sent. n. 2305 dell’8.04.2016.

    [2] Cass. sent. n. 4512/92; Cass. sent. n. 1150/94.

    [3] Cass. sent. n. 6267/1998.

     

    Autore immagine: 123rf com

     

     


    richiedi consulenza ai nostri professionisti

     
     
    Commenti