Assegno di mantenimento: stop penale se il ritardo è per pochi mesi
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25 Feb 2016
 
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Assegno di mantenimento: stop penale se il ritardo è per pochi mesi

Assegno di mantenimento, tenuità del fatto se l’omesso versamento è di poche mensilità.

 

Il mancato versamento dell’assegno di mantenimento dell’ex coniuge o del figlio – condotta che costituisce non solo illecito civile (dando luogo a un eventuale pignoramento), ma anche reato – può essere considerato di “particolare tenuità”, tale da meritare la non punibilità prevista, a partire dall’anno scorso, dal codice penale [1]. Ciò però a condizione che l’omissione riguardi poche mensilità e la somma sia stata versata in ritardo, a prescindere dalle considerazioni della persona offesa. Lo ha detto il tribunale di Genova con una recente sentenza [2].

 

 

Omesso versamento del mantenimento: come evitare il reato

La sentenza offre un valido spunto, a tutti i mariti, impenitenti ritardatari nel versamento dell’assegno di mantenimento, per evitare la condanna penale. Quel che, nella sostanza, emerge dalla pronuncia in commento è che, per poter beneficiare della “non punibilità per tenuità del fatto”, è necessario ravvedersi e non approfittare troppo della situazione. In pratica, in caso di omesso pagamento del mantenimento, bisogna:

 

– provvedere al più presto al pagamento della somma, anche se in ritardo;

 

– non ripetere l’omissione per troppi mesi.

 

 

Il reato per il mancato pagamento del mantenimento

Chi si sottrae all’obbligo di corrispondere all’ex coniuge l’assegno periodico di mantenimento stabilito dal giudice della separazione/divorzio o dal Tribunale dei minorenni, viola non solo la legge civile, ma anche quella penale; il capo di imputazione, in questi casi, è quello relativo al reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare [3]. Si può essere processati anche perché, nell’arco di meno di un anno, non si corrispondono alla ex moglie e/o al figlio poche mensilità. Se però, nel procedimento, l’imputato dimostra che tale somma sia stata versata successivamente e che il ritardo è stato dovuto a difficoltà economiche (si pensi al lavoro di un autonomo, soggetto alle fluttuazioni del mercato), si può ottenere un regime di favore consistente nella immediata archiviazione del procedimento penale per “particolare tenuità del fatto”.

 

 

La particolare tenuità del fatto

Il Tribunale di Genova ha riconosciuto la commissione del reato da parte dell’imputato, in quanto il delitto in questione si perfeziona con il semplice mancato pagamento della somma dovuta; tuttavia ritiene che quando la condotta sia stata occasionale e che le conseguenze del ritardato pagamento non siano particolarmente gravi, vi siano tutte le condizioni per l’applicabilità della causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto. Dette condizioni sono:

 

– l’offesa di particolare tenuità

– il comportamento non abituale del reo.

 

È dunque ben possibile – afferma il Tribunale – che il nuovo istituto trovi applicazione anche contro la volontà della persona offesa nel caso in cui il fatto valutato nella sua complessità sia di portata lesiva pressoché nulla e non desti alcun allarme sociale.


La sentenza

Tribunale di Genova – Sezione I penale – Sentenza 16 settembre 2015 n. 4440

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE DI GENOVA

SEZIONE PRIMA

IN COMPOSIZIONE MONOCRATICA

Dr. RICCARDO CRUCIOLI

in data 9/09/2015 in camera di consiglio ha pronunciato e pubblicato, mediante lettura del dispositivo, la seguente

SENTENZA

(ai sensi dell’art. 438 c.p.p.)

nei confronti di:

DE.St., nato a (…), domicilio eletto in (…) presso la persona e nello studio del difensore, difeso di fiducia dall’Avv. Ma.CA. del Foro di Genova

ASSENTE

IMPUTATO

per il reato p. e p. dagli artt. 3,4 c. 2 della legge 8 febbraio 2006 n. 54 e 12-sexies della legge 1 dicembre 1970 n. 898, in riferimento all’art. 570 del codice penale per essersi sottratto all’obbligo di corrispondere all’ex coniuge De.Fr. l’assegno periodico di Euro 350,00 dovutole per il mantenimento del figlio De.Ma. e determinato nel provvedimento emesso dal Tribunale per i Minorenni di Genova in data 26/1/2012: in particolare, non corrispondeva le mensilità di giugno e dicembre 2012 nonché

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[1] Art. 131-bis cod. pen.

[2] Trib. Genova, sent. n. 4440 del 16.09.2015.

[3] Artt. 3 e 4 L. 54/2006 (disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli) e art. 12-sexies della legge 898/1970 (disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio) in riferimento all’articolo 570 del cod. pdn. (violazione degli obblighi di assistenza familiare).

 

Autore immagine: 123rf com

 


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