Isee più basso per chi prende permessi e aspettativa
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25 Feb 2016
 
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Noemi Secci
 


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Isee più basso per chi prende permessi e aspettativa

I periodi di sospensione del lavoro non retribuiti danno diritto a presentare l’Isee corrente anche se è stato il lavoratore a chiederli.

 

Una buona novità per i dipendenti costretti a prendere permessi non retribuiti o periodi di aspettativa non indennizzati: secondo le ultime faq del Ministero del lavoro, anche queste tipologie di sospensione abbassano la soglia Isee e danno diritto a presentare l’Isee corrente.

In questo modo, il “riccometro” (cioè l’indicatore di ricchezza) del nucleo familiare si può adeguare alla situazione attuale di mancanza di reddito, ed il lavoratore in aspettativa non retribuita può avere diritto alle prestazioni assistenziali, come la social card.

 

 

Isee corrente: come funziona

Innanzitutto ricordiamo che cos’è l’Isee: si tratta dell’indicatore della “ricchezza” del nucleo familiare, cioè dell’indice della situazione patrimoniale e di reddito di ogni componente della famiglia. L’Isee è rilevato tramite la presentazione, da parte dell’interessato, della DSU, la dichiarazione sostitutiva unica: questa dichiarazione è indispensabile per ricevere la maggior parte delle prestazioni di assistenza.

L’Isee normalmente fa riferimento ai redditi del secondo anno che precede la presentazione della dichiarazione: questo può andare bene quando la situazione lavorativa dei componenti del nucleo non subisce significative variazioni. Quando, però, uno dei componenti perde il lavoro, l’indice Isee rispecchia una situazione economica della famiglia che non esiste più: a questo problema si può rimediare presentando una nuova dichiarazione, l’Isee corrente.

 

L’Isee corrente effettua il ricalcolo della situazione economica familiare utilizzando i dati reddituali più recenti:

 

-redditi da lavoro dipendente, pensione ed assimilati, percepiti nei 12 mesi precedenti;

 

-redditi da lavoro dipendente percepiti nei 2 mesi precedenti, solo se chi ha perso il lavoro aveva un rapporto dipendente a tempo indeterminato;

 

– redditi d’impresa o di lavoro autonomo, compresi i redditi di partecipazione, percepiti nei 12 mesi precedenti;

trattamenti di assistenza, previdenza e indennità percepiti da enti pubblici, incluse le carte di debito, conseguiti nei 12 mesi precedenti.

 

 

Isee corrente, permessi e aspettativa non retribuiti

È possibile richiedere l’Isee corrente non solo se uno dei componenti della famiglia perde il lavoro dipendente a tempo indeterminato, ma anche in questi casi:

 

sospensione del lavoro dipendente a tempo indeterminato;

 

riduzione dell’orario di lavoro, se il componente è dipendente a tempo indeterminato;

 

perdita di un impiego a tempo determinato o flessibile, se il lavoratore è stato occupato per almeno 120 giorni nei 12 mesi precedenti la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro;

 

cessazione dell’attività di lavoro autonomo, se il lavoratore aveva svolto l’attività in via continuativa per un minimo di 12 mesi.

 

Per presentare l’Isee corrente, l’indicatore della situazione economica attuale deve aver subito uno scostamento di un minimo del 25%, rispetto all’indicatore calcolato con l’Isee ordinario; la variazione della situazione si deve essere verificata nei 2 mesi che precedono la presentazione della dichiarazione.

 

Secondo le ultime indicazioni del Ministero, rientrano nelle ipotesi di sospensione anche i permessi e le aspettative non retribuite, anche se la sospensione non dipende dal datore di lavoro.

La portata di questa previsione non è di poco conto: grazie alla possibilità di ottenere l’Isee corrente, chi deve richiedere la sospensione non retribuita dell’attività lavorativa può vedersi riconoscere le prestazioni di assistenza, come la Carta acquisti. Per ottenere la Carta acquisti, meglio conosciuta come social card, è difatti necessaria una soglia Isee inferiore a 6.788,61 euro (nel nucleo, poi, deve essere presente un bambino sotto i 3 anni o un anziano over 65).

Ma non c’è solo la social card; i servizi ottenibili attraverso l’Isee sono numerosi: si va dalle prestazioni scolastiche, come libri di testo, mense e borse di studio, ai servizi per l’infanzia, alle agevolazioni per le tasse universitarie, ai servizi socio sanitari.

 

Da ora in poi, dunque, ci saranno meno ostacoli di tipo economico per chi richiede aspettativa o permessi non retribuiti: si auspica, però, un futuro miglioramento della conciliazione tra lavoro e vita privata, grazie al quale i dipendenti non siano più costretti a sospendere l’attività per venire incontro alle esigenze della famiglia.


 


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