Equitalia accede ai conti correnti per pignorarli
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25 Feb 2016
 
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Equitalia accede ai conti correnti per pignorarli

Accessi diretti all’Anagrafe dei rapporti finanziari e all’Anagrafe tributaria per procedere alla riscossione e al pignoramento in modo diretto e senza autorizzazioni del tribunale.

 

Equitalia potrà sapere, già con una semplice pressione su un tasto del computer, su quale conto corrente andare a pignorare i nostri soldi. Il tutto, quindi, in tempo reale e senza chiedere preventive autorizzazioni. È questa la proposta fatta al Parlamento dall’amministratore delegato Maria Ruffini, audito proprio ieri in Commissione di Vigilanza. Si tratta di una novità che non ha precedenti e che potrebbe ridurre, di gran misura, l’evasione. Ma procediamo con ordine.

 

È non è un mistero che l’anagrafe dei conti correnti (o, meglio detta, Anagrafe dei rapporti finanziari) sia stata istituita allo scopo di stanare gli evasori. Si tratta di un maxi data base in cui le banche sono obbligate, per legge, a far confluire periodicamente tutti i dati in loro possesso sui conti correnti dei clienti. Se tuttavia, inizialmente, ad essa doveva accedere solo l’Agenzia delle Entrate per stanare l’evasione fiscale, verificando il saldo, i prelievi e i versamenti dei contribuenti, al fine di valutare il loro tenore di vita e poter scovare le falsificazioni dell’Isee, in futuro la banca dati potrebbe essere utilizzata anche per ottimizzare i pignoramenti di Equitalia. In pratica, si passa da un utilizzo nato solo per l’accertamento fiscale ad uno rivolto anche alla successiva fase della riscossione.

 

Non si tratta di una grossa novità, atteso che, già oggi, qualsiasi creditore – anche privato – può fare istanza al Presidente del Tribunale per accedere ai maxi cervelloni della pubblica amministrazione (ivi compresa l’Anagrafe tributaria e quella dei rapporti finanziari) per effettuare la ricerca telematica dei beni da pignorare; ma la specialità della disciplina che Ruffini chiede al legislatore di autorizzare sta nel fatto che l’accesso da parte di Equitalia potrebbe essere diretto e immediato. Insomma, il tutto comodamente dal computer del dipendente di Equitalia che, nel “premere il bottone del computer” avvierà il pignoramento del conto corrente.

Per cui, se anche la riforma non ci sarà (circostanza che sembra, però, piuttosto remota), l’Agente della riscossione potrà effettuare la “trafila”, già previsa dal codice di procedura civile, realizzando lo stesso risultato: l’accesso diretto ai dati dei conti correnti dei debitori.

 

 

Come avviene il pignoramento del conto da parte di Equitalia

Il pignoramento del conto corrente da parte di Equitalia può avvenire in una forma speciale e semplificata prevista dalla legge sulla riscossione esattoriale. In pratica, a differenza dei comuni pignoramenti, non c’è bisogno di notificare alla banca un invito a comparire innanzi al giudice dell’esecuzione. Tutto avviene in automatico, con una lettera (l’atto di pignoramento vero e proprio) recapitata da Equitalia per il tramite di Poste Italiane, sia al debitore che all’istituto di credito. Quest’ultimo blocca immediatamente il conto corrente e, se entro 60 giorni il contribuente non paga il proprio debito, è obbligato a versare le somme pignorate sul conto di Equitalia, senza bisogno di alcun ordine del giudice. Il conto resta bloccato fino a quando il debito non è completamente estinto.

 

 

Chi si salverà?

A salvarsi – si fa per dire – saranno solo i conti correnti dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, o meglio, quelli in cui si potrà dimostrare che vi vengono depositate solo somme provenienti dall’azienda datrice di lavoro o dall’ente di previdenza e non altri importi. Per essi, infatti, valgono le nuove regole approvate in via definitiva la scorsa estate. E cioè:

 

– per le somme già depositate all’atto della notifica del pignoramento, il blocco può riguardare solo la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale ossia da 1.345,56 in su (l’assegno sociale per il 2015 è pari a 448,52 euro che, moltiplicato x 3, fa appunto 1.345,56);

 

– per le somme che verranno successivamente accreditate a titolo di pensioni o redditi di lavoro il pignoramento potrà avvenire nella misura massima di un quinto.


Autore immagine 123rf com

 


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Commenti
28 Feb 2016 antonio serino

non ho capito, quindi sul conto ci possono essere solo 1.300€ e se ce ne sono di più non va bene?