Buche stradali: per il risarcimento necessaria la cintura di sicurezza
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25 Feb 2016
 
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Buche stradali: per il risarcimento necessaria la cintura di sicurezza

Concorso di colpa e danno dimezzato al conducente vittima di un incidente stradale per la fossa sull’asfalto ma che non aveva indossato la cintura di sicurezza.

 

La cintura di sicurezza salva non solo la vita, ma anche il portafogli: difatti, in caso di incidente stradale o di caduta dell’auto su una buca, il risarcimento pagato rispettivamente dall’assicurazione o dal proprietario della strada (di norma il Comune) può essere ridotto se il conducente non indossava le idonee protezioni. A chiarirlo – per quanto la questione sia abbastanza intuitiva – è la Corte di Appello di Napoli [1].

 

Il caso approdato sul banco del giudice riguarda un automobilista finito, con una delle ruote, in una voragine apertasi sull’asfalto. L’uomo, però, aveva dimenticato le cinture di sicurezza prima di mettersi in marcia.

Secondo il collegio di giudici campani, il Comune proprietario di una strada è tenuto a risarcire i danni subiti dai passeggeri di un’autovettura finita in una buca sul manto stradale, non segnalata e non visibile perché ricoperta di acqua e fanghiglia, ma l’entità del risarcimento deve essere dimezzata se chi viaggiava non indossava la cintura di sicurezza. Scatta così il concorso di colpa secondo la percentuale applicata dal giudice in base alle circostanze del caso concreto.

 

La stessa regola vale per i soggetti trasportati all’interno dell’auto diversi dal conducente. Anche per questi si configurano gli stessi limiti di risarcimento nel caso di mancato utilizzo delle apposite imbracature di protezione.

 

In ogni caso, al danneggiato spetta solo la prova dell’evento (la caduta dentro la fossa), delle conseguenze (i danni riportati) e del fatto che queste ultime siano state causate solo dall’evento medesimo e non altre concomitanti ragioni. L’ente locale ha, in questi casi, una responsabilità oggettiva [2], che scatta cioè a prescindere da sue colpe o malafede. Può evitare il risarcimento del danno o ridurlo solo se dimostra che il danno è stato determinato da un caso fortuito come, ad esempio, il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza. È dunque il Comune a dover dare prova, al giudice, che il conducente non fosse “assicurato” dalle protezioni: una prova non sempre agevole.


La sentenza

Corte d’Appello Napoli – Sezione 4 BIS civile – Sentenza 24 luglio 2015 n. 3367

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

La Corte di Appello di Napoli – sezione IV bis civile,

in persona dei Magistrati:

1) dott. ssa Caterina Molfino – Presidente;

2) dott.ssa Andreina Giudicepietro – Consigliere;

3) dott. Francesco Pastore – Consigliere rel.;

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa iscritta al n. 3840/09 R.G. riservata in decisione all’udienza dell’8.5.2015 e vertente

TRA

DA.PA. (CF: …) rapp.to e difeso in virtù di mandato in atti dall’Avv. PA.PI.ES. con cui elett.te domicilia in Napoli alla piazza (…) presso lo studio dell’Avv. GE.AU.;

APPELLANTE

EComune di Torre Annunziata;
APPELLATO CONTUMACE
OGGETTO: risarcimento danni.
CONCLUSIONI: come da verbali di causa che si intendono integralmente richiamati e trascritti. SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

DA.PA. chiedeva il risarcimento dei danni, patrimoniali e non, subiti in data 28.11.2005 allorché l’auto su cui viaggiava come trasportato finiva in

Mostra tutto

[1] C. App. Napoli, sent. n. 3367/15 del 24.07.2015.

[2] Art. 2051 cod. civ.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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