Fondo patrimoniale: la prova contro Equitalia per evitare l’ipoteca
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6 Mar 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Fondo patrimoniale: la prova contro Equitalia per evitare l’ipoteca

Non è detto che i debiti tributari contratti nello svolgimento dell’attività professionale autonoma siano legati a esigenze familiari: la prova può essere fornita tramite presunzioni semplici e rende illegittimi il pignoramento e l’ipoteca del bene nel fondo patrimoniale.

 

Illegittimi il pignoramento e l’ipoteca dell’immobile confluito nel fondo patrimoniale se i debiti tributari derivano dall’attività lavorativa autonoma del debitore e sono estranei ai bisogni della famiglia.

 

È quanto affermato da una recentissima sentenza della Cassazione [1] che fa chiarezza sulla disciplina normativa dell’esecuzione sul fondo patrimoniale.

 

La legge [2] prevede che l’esecuzione sui beni del fondo e sui frutti di essi non può aver luogo per i debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia.

 

La norma si occupa della possibilità dell’esecuzione, e anche dell’iscrizione di ipoteca, su beni e sui frutti del fondo. L’esecuzione non è esclusa sempre, bensì nel solo caso in cui i debiti per cui si procede siano insorti “per scopi estranei ai bisogni della famiglia” e conosciuti dal creditore come tali.

 

Secondo i giudici, il divieto in questione si applica anche ai debiti di natura tributaria e a prescindere dal fatto che l’obbligazione abbia natura contrattuale o extracontrattuale: i requisiti richiesti per la impossibilità di pignoramento o ipoteca dei beni del fondo sono infatti la contrazione del debito per scopi estranei ai bisogni della famiglia e la consapevolezza del creditore.

 

L’onere della prova circa l’impignorabilità dei beni del fondo patrimoniale grava sul debitore esecutato il quale deve dimostrare che il debito per cui si procede è stato contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia e che il creditore ne era consapevole.

 

La prova può consistere anche in “presunzioni semplici o nel ricorso a criteri logici e di comune esperienza[3]. Per esempio, nel caso esaminato dalla Corte, si è ritenuto, sulla base della fonte dell’obbligazione, (costituita dall’attività lavorativa del contribuente) e l’elevato importo del debito tributario, che i debiti fossero estranei ai bisogni familiari e che Equitalia ne fosse consapevole.

 

Ai fini del ricorso a presunzioni semplici occorre che l’interessato alleghi i fatti noti (natura del debito e dell’obbligazione da cui è sorto e relazione rispetto ai bisogni familiari) dai quali il giudice possa risalire, in via presuntiva, alla condizione di impignorabilità prevista dalla legge.

 

Dunque, in tema di fondo patrimoniale, il criterio identificativo dei debiti per i quali può avere luogo l’esecuzione sui beni del fondo va ricercato non già nella natura dell’obbligazione, contrattuale o extracontrattuale, ma nella relazione tra il fatto generatore di essa e i bisogni della famiglia, sicché anche un debito di natura tributaria sorto per l’esercizio dell’attività imprenditoriale potrebbe ritenersi contratto per soddisfare tale finalità.

 

Sta al debitore interessato dimostrare che non vi è alcun legame tra il debito tributario derivante dall’attività professionale e i bisogni della famiglia per i quali il fondo è stato costituito.


[1] Cass. sent. n. 3600 del 24.2.2016

[2] Art. 170 cod. civ.

[3] Cass. sent. n.5385/2013.

 


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