Se il padre non fa visita ai figli perde l’affidamento
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25 Feb 2016
 
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Se il padre non fa visita ai figli perde l’affidamento

Affidamento esclusivo nel caso in cui uno dei due genitori non rispetti le visite ai minori concordate con l’ex e prestabilite dal giudice.

 

Il genitore che non va a trovare i figli ne perde l’affidamento. Se è vero che, nel nostro ordinamento, la regola è quella dell’affidamento condiviso dei minori a entrambi i coniugi che si separano, è anche vero che il genitore non deve macchiarsi di colpe gravi nei confronti della prole: tale sarebbe, per esempio, il comportamento di chi salti le visite coi figli concordate con l’ex o prestabilite dalla sentenza del giudice della separazione o del divorzio. In tali casi, quindi, ben può il tribunale commutare l’affidamento da “condiviso” ad esclusivo, in favore cioè del coniuge presso cui la prole è stata collocata. È questo l’orientamento espresso dal Tribunale di Caltanissetta con una recente sentenza [1].

 

È chiaro, tuttavia, che se le visite vengono rese difficili o impossibili non per la negligenza del soggetto obbligato a rispettarle, ma a causa del comportamento ostruzionistico dell’altro genitore – che mette i figli contro l’ex coniuge, istigandone l’odio e l’intolleranza – allora le sorti si invertono e a perdere l’affidamento è chi vive coi minori. Tale questione porta con sé quella della cosiddetta PAS, ossia la sindrome di alienazione genitoriale. Una recente sentenza che si è occupata del tema è quella emessa dal Tribunale di Cosenza, poi confermata in secondo grado dalla Corte di Appello di Catanzaro: i giudici calabresi hanno revocato l’affidamento condiviso nei confronti di una donna che aveva ripetutamente denigrato il padre agli occhi del figlio, fino a farne risultare una figura mostruosa, al fine di recidere il legame affettivo tra i due.

 

L’affidamento dei minori a entrambi i genitori (cosiddetto affidamento condiviso) è, a seguito di una recente riforma, la regola a cui il giudice deve sempre adeguarsi in ogni ipotesi di separazione dei genitori. Salvo, però, che ciò confligga con l’interesse del minore. Non sono le colpe che il coniuge ha nei confronti dell’ex a escludere l’affidamento condiviso (per esempio: chi abbia più volte tradito la moglie può anche essere un ottimo padre), ma quelle nei confronti della prole. Così facendo – si legge nella sentenza – “si è voluto definitivamente porre al centro l’interesse superiore del minore a mantenere rapporti con entrambi i genitori (…), in modo tale che le decisioni giudiziali che lo riguardano tengano conto, per quanto possibile, dell’esigenza di salvaguardare tale fondamentale diritto”. Sicché – conclude il Tribunale – alla regola dell’affidamento condiviso dei figli si può derogare “solo ove la sua applicazione risulti contraria all’interesse del minore [2].

 

Nel caso in esame, l’uomo aveva violato l’obbligo di mantenimento e (cosa “ancor più rilevante”) non aveva rispettato il regime delle visite, così ledendo il “primario diritto dei figli minori a mantenere rapporti continuativi con entrambi i genitori”. Inoltre, “a fronte di asserite condotte impeditive” della moglie, non aveva fatto ricorso agli strumenti predisposti dall’ordinamento a tutela dei propri interessi e dei diritti della prole. In pratica, l’uomo era stato tacitamente accondiscendente agli ostacoli frapposti dall’ex alla frequentazione del papà coi bambini, non facendo valere le proprie ragioni innanzi al tribunale per censurare il comportamento della moglie e ottenere la rimozione degli ostacoli al suo diritto di visita. Per queste ragioni, i figli sono stati affidati in via esclusiva alla madre.


La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE DI CALTANISSETTA

SEZIONE CIVILE

composto dai sigg.ri Magistrati

Calogero Domenico Cammarata Presidente

Gregorio Balsamo Giudice

dr.ssa Rossella Vittorini Giudice

dei quali il secondo relatore ed estensore, riunito in camera di con-

siglio ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa iscritta al n. 1796/13 del Ruolo Generale degli Affari ci-

vili contenziosi vertente

TRA

(A), nata a … il …, elettivamente domiciliata in …, viale … n. … ,

presso lo studio dell’avv. …, che la rappresenta e difende giusta

procura a margine del ricorso introduttivo;

RICORRENTE

CONTRO

(B), nato a … l’…, elettivamente domiciliato in …, c.da … n. .., pres-

so lo studio dell’avv. …, che lo rappresenta e difende per procura in

calce alla comparsa di costituzione e risposta;

RESISTENTE

E CON L’INTERVENTO

del Pubblico Ministero

Tribunale di

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[1] Trib. Caltanissetta, sent. del 30.12.2015.

[2] Art. 337-quater cod. civ.

 

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