Isee 2016, tutte le FAQ
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26 Feb 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Isee 2016, tutte le FAQ

Isee ordinario, mini, corrente, universitario, socio sanitario: come si presentano, quali dati devono essere inseriti, a quali agevolazioni danno diritto, casi particolari.

 

Che cos’è l’Isee?

L’Isee è l’indicatore della situazione economica del nucleo familiare: in pratica, è un indicatore della ricchezza di ciascun componente del nucleo, che si basa sui redditi, sul patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto e sulla situazione personale. Difatti è noto anche col nome di riccometro.

 

 

Che cos’è la DSU?

La DSU, Dichiarazione sostitutiva unica, è la dichiarazione tramite la quale viene determinato l’indice Isee: la sua presentazione è fondamentale per ottenere numerose prestazioni di assistenza e agevolazioni.

 

 

Quali prestazioni si ottengono con l’Isee?

Le prestazioni conseguibili con l’Isee sono numerose, di natura agevolativa e assistenziale; tra queste vi sono: social card, prestazioni scolastiche (mensa scolastica, acquisto libri di testo), prestazioni per l’infanzia (asili nido), prestazioni socio sanitarie. Se verrà confermato il nuovo Ddl povertà, tutte le prestazioni di natura previdenziale e assistenziale saranno erogate solo a chi possiede un Isee inferiore a una determinata soglia.

 

 

Come si compila il modello Isee?

Il modello Isee deve essere compilato con i dati di tutti i componenti del nucleo, i loro redditi, il patrimonio immobiliare e mobiliare (veicoli posseduti, conti correnti, libretti, depositi), ed eventualmente con l’indicazione di situazioni particolari (possesso di disabilità, perdita dell’occupazione); certi dati sono compilati automaticamente dall’Inps, che attinge alle sue banche dati ed a quelle dell’Agenzia delle Entrate. La compilazione è comunque differente a seconda del tipo di modello che si deve presentare (Isee mini, ordinario, socio sanitario, corrente, minorenni, universitario).

 

 

Che cos’è l’Isee mini?

L’Isee mini è il modello che deve essere compilato nella generalità delle situazioni, quando non sussistono casi particolari, ed è composto dal modulo MB1 ed FC1.

 

 

Che cos’è il modulo MB1?

Il modulo MB1, cosiddetto Modello Mini, è quello che deve essere compilato per ogni componente della famiglia, per qualsiasi genere di prestazione richiesta: contiene i dati relativi al nucleo familiare ed alla casa di abitazione. In particolare, nella prima sezione devono essere indicati i componenti del nucleo alla data di presentazione della dichiarazione.

Nella sezione dedicata all’abitazione del nucleo, bisogna indicare se la casa è di proprietà, in affitto, in comodato, o altro, gli estremi dell’eventuale contratto di locazione, e la scelta della residenza familiare, in caso di coniugi con diversa residenza.

 

 

Quali sono le agevolazioni da indicare nel modello MB1?

Nel modello MB1 vanno indicate, barrando la corrispondente casella, le seguenti agevolazioni:

 

– nucleo familiare, in presenza di figli minorenni, in cui entrambi i genitori, o l’unico genitore presente, hanno svolto attività di lavoro o di impresa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati (nel 2016 l’anno di riferimento è il 2014);

 

– nucleo composto esclusivamente da genitore solo con i suoi figli minorenni (nel caso di genitori non conviventi e non coniugati tra loro, si deve compilare anche il modulo MB2);

 

– nucleo familiare con almeno tre figli (anche maggiorenni) degli stessi genitori, ovvero di uno stesso componente o del suo coniuge.

 

 

Che cos’è il modulo MB2?

Il modulo MB2 deve essere compilato quando si richiedono prestazioni relative al diritto allo studio universitario (Isee Universitario, o Iseeu), oppure prestazioni per i minorenni (Isee minorenni), se i genitori non sono coniugati e né conviventi tra loro: contiene le indicazioni relative alla presenza dei genitori nel nucleo, i dati rilevanti sull’autonomia dello studente (è considerato autonomo lo studente che vive per conto proprio, solo qualora possieda un’adeguata capacità di reddito), ed i dati relativi ai genitori non coniugati e non conviventi.

 

 

Che cos’è l’Isee minorenni?

L’Isee minorenni è il modello di dichiarazione da presentare quando nel nucleo ci sono figli minori e genitori non coniugati e non conviventi tra loro. Nell’Isee minorenni, il genitore non convivente, non coniugato con l’altro genitore e che abbia riconosciuto il figlio si considera parte del nucleo, a meno che non si trovi in una delle seguenti situazioni:

 

– risulti coniugato con persona diversa dall’altro genitore;

– risulti avere figli con persona diversa dall’altro genitore;

– sia stato stabilito con provvedimento dell’autorità giudiziaria il versamento di assegni periodici destinato al mantenimento dei figli;

– sussista esclusione dalla potestà sui figli o sia stato allontanato dalla residenza familiare;

– risulti accertata in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali la estraneità in termini di rapporti affettivi ed economici.

 

 

L’ “ex”

Il mio ex convivente si è spostato ed ha fatto un altro figlio: lo devo inserire nell’Isee minorenni?

Se il genitore non convivente è coniugato, oppure ha figli, con persona diversa dall’altro genitore, l’Isee minorenni tiene conto della sua situazione economica, nonché della scala di equivalenza dell’altro nucleo, integrando l’Isee del nucleo del figlio minorenne con una componente aggiuntiva.

 

Il mio ex versa un assegno periodico per il mantenimento dei figli: lo devo inserire nell’Isee minorenni?

In questo caso, il genitore non rientra nel nucleo del figlio e non rileva nel calcolo dell’Isee minorenni, pertanto basterà presentare l’Isee ordinario.

 

Percepisco un assegno dal mio ex marito: dove lo indico?

Le informazioni relative gli assegni periodici corrisposti al coniuge o ai figli, o percepiti dal coniuge, devono essere indicate nel quadro FC5.

 

Sono obbligato a versare un assegno di mantenimento ai figli, ma non ho versato nulla: devo indicare l’importo nell’Isee?

Pur in presenza di una sentenza, l’assegno da dichiarare deve essere quello effettivamente corrisposto; se mai corrisposto va dichiarato il valore zero.

 

 

Che cos’è il modulo MB3?

Il modulo MB3, noto anche come Isee socio-sanitario, è il modello che deve essere compilato per richiedere prestazioni di natura sociale e sanitaria, come la degenza o il ricovero in determinate strutture, per i soggetti non autosufficienti, le prestazioni di assistenza domiciliare, il bonus per gli acquisti ed altri servizi a favore dei disabili.

Per ricevere le prestazioni è necessario che nel nucleo familiare sia presente un disabile (invalido, portatore di handicap, non autosufficiente…), la cui condizione di svantaggio sia certificata.

 

 

Nell’Isee sociosanitario quale nucleo familiare va indicato?

È possibile indicare, nell’Isee sociosanitario, un nucleo familiare ristretto, composto dal beneficiario della prestazione, dal coniuge, dai figli minorenni e dai figli maggiorenni (i quali ultimi vanno inclusi solo se a carico ai fini IRPEF e se non coniugati e senza figli). In questo caso deve essere compilato il modulo MB1 rid.

 

 

Cosa inserire nel Modulo FC1?

Il modulo FC1 deve essere compilato con i dati di ciascun componente, per tutte le tipologie di prestazioni richieste; deve essere indicata anche l’attività svolta dal singolo componente, tra le seguenti:

 

– lavoro dipendente a tempo indeterminato;

– lavoro dipendente a tempo determinato o con contratto di apprendistato;

– lavoro con contratto di somministrazione (“interinale”);

– lavoratore o disoccupato con sostegno al reddito (cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga, contratti di solidarietà; lavori socialmente utili; mobilità, ASPI, etc.);

– lavoro parasubordinato (collaborazione a progetto o cococo);

– lavoro accessorio (voucher), occasionale, tirocini, stages;

– lavoratore autonomo, libero professionista, imprenditore;

– non occupato;

– pensionato;

– casalingo;

– studente.

 

Nel modulo FC1 sono poi presenti i quadri da FC2 a FC6.

 

 

Dove indico il conto corrente?

Il conto corrente va inserito nel quadro FC2: il quadro deve essere compilato con le indicazioni relative al patrimonio mobiliare posseduto dal singolo componente (conti correnti, carte di credito, libretti, depositi, titoli, dei quali deve essere indicata la giacenza media).

 

 

Devo indicare la carta di credito con Iban?

Le carte di credito prepagate con Iban, dal 2016, devono essere indicate tra i rapporti finanziari da inserire nel Quadro FC2 sez. I del modello. In pratica, le carte prepagate, da quest’anno, sono assimilate al conto corrente: relativamente a queste carte, difatti, l’istituto di credito emittente deve fornire la giacenza media, per la relativa indicazione nell’Isee. Nell’Isee 2015, invece, era sufficiente inserire il valore al 31 dicembre dell’anno precedente.

 

 

Come si calcola la giacenza media?

La giacenza media, da inserire relativamente a conti correnti e carte con Iban, deve essere calcolata in questo modo:

 

– bisogna prima sommare tutti i numeri creditori annuali reperiti negli estratti conto, relativamente a ciascun rapporto;

– bisogna poi dividere la cifra totale per 365.

 

 

Conto cointestato e carta ricaricabile

Ho il conto cointestato con mio marito: devo dichiarare interamente la giacenza media?

In caso di conto cointestato si deve dichiarare il 50% della giacenza media (se i cointestatari sono due, altrimenti occorre aver riguardo al numero dei cointestatari per determinare la percentuale).

 

Devo indicare la carta ricaricabile senza iban?

Per quanto concerne le prepagate prive di codice Iban, vanno sempre indicate nel quadro FC2, ma nella seconda sezione, con il codice 99.

 

Posso inserire il saldo del conto al 31 dicembre anziché la giacenza media?

Ai fini del calcolo dell’Isee, può essere preso in considerazione il saldo al 31 dicembre del conto corrente se:

la differenza tra il totale di tutti i saldi dei conti correnti indicati e il totale di tutte le giacenze medie è positiva;

 

nel corso dell’anno precedente sono stati acquistati beni immobili, altre componenti del patrimonio mobiliare, o sono stati effettuati trasferimenti ad altri componenti del nucleo familiare.

È invece presa in considerazione la giacenza media se la differenza tra il totale di tutti i saldi dei conti correnti indicati e il totale di tutte le giacenze medie è negativa.

 

 

I trasferimenti di denaro tra familiari vanno segnalati nell’Isee?

All’interno del modello Isee 2016 è specificato che anche i trasferimenti tra familiari rientrano negli incrementi del patrimonio mobiliare: questo, perché il calcolo del valore del patrimonio mobiliare in presenza di tale variazione risulterebbe falsato, al pari di quanto accadrebbe per l’acquisto di immobili o di titoli.

 

 

La casa e l’Isee

Ho comprato una casa: devo comunque indicare la giacenza media del mio conto corrente?

In tutte le ipotesi d’incremento del patrimonio immobiliare deve essere indicato solamente il saldo finale di conti correnti, depositi, libretti e strumenti similari, dai quali è stato prelevato almeno parte dell’ammontare utile all’acquisto.

 

Mio marito ha comprato una casa, attingendo dal conto cointestato con me: siamo esclusi dalla presentazione della giacenza media?

In caso di conto cointestato, può avvalersi dell’opzione di dichiarazione del saldo del conto corrente nell’Isee per incremento immobiliare solo chi ha effettuato l’acquisto, mentre l’altro cointestatario deve comunque dichiarare il 50% della giacenza media.

 

Dove devono essere inseriti i dati degli immobili posseduti?

I dati relativi agli immobili sono inseriti nel quadro FC3; questo quadro deve essere completato con i dati relativi al patrimonio immobiliare posseduto da ogni singolo componente del nucleo.

 

Devo dichiarare un immobile di cui ho solo la nuda proprietà?

la nuda proprietà non deve essere dichiarata assieme al patrimonio immobiliare. L’ immobile posseduto con la sola nuda proprietà dovrà allora essere dichiarato dall’usufruttuario, poiché è lui il titolare del diritto reale di godimento sul bene.

 

Ho un box in campagna in cui tengo alcuni attrezzi: devo dichiararlo nell’Isee?

Le costruzioni strumentali alle attività agricole, come i fabbricati destinati alla custodia delle macchine, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione, non devono essere inserite nell’Isee.

 

Devo dichiarare gli immobili pignorati e non ancora venduti all’asta?

I beni, pur essendo sottratti alla libera disponibilità del debitore, restano di sua proprietà, e devono essere dichiarati nell’Isee.

 

 

I gioielli e l’Isee

Devo dichiarare nell’Isee i gioielli che possiedo in una cassetta di sicurezza in banca?

I gioielli, le opere d’arte(quadri, statue, etc), ed i preziosi in generale non devono essere dichiarati, perché al di fuori degli elementi del patrimonio mobiliare da inserire nell’Isee, tassativamente elencati.

 

 

Scooter e auto

Ho uno scooter: lo devo dichiarare?

All’interno del patrimonio mobiliare devono essere dichiarati, oltre agli autoveicoli ed ai natanti, i soli motoveicoli al di sopra dei 250 cc. Pertanto, scooter e ciclomotori al di sotto di tale cilindrata non devono essere inseriti in dichiarazione.

 

Dove devo inserire le auto possedute?

Nel quadro FC6: in tale prospetto devono essere indicati i veicoli posseduti dal singolo componente (autoveicoli, motoveicoli, navi o imbarcazioni).

 

 

Come faccio a correggere l’Isee?

L’Isee può essere corretto presentando il modulo FC3, quadro FC8: può essere infatti presentato per integrare una dichiarazione già presentata o rettificare i dati utilizzati dall’Inps per il calcolo dell’Isee, precedentemente non auto-dichiarati e rilevati negli archivi dell’Agenzia delle entrate o dell’Inps. La rettifica o integrazione deve essere effettuata dal dichiarante che ha originariamente sottoscritto la Dsu ovvero della persona di cui si intende integrare o rettificare i dati.

 

 

Se cambio residenza devo ripresentare l’Isee?

Il cambio di residenza non obbliga alla presentazione di una nuova DSU. Si rende necessaria solo dietro effettiva richiesta da parte dell’ente che eroga le prestazioni richieste con l’Isee.

 

 

Permesso di soggiorno e Isee

Sono in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno: posso presentare l’Isee?

Il cittadino extracomunitario residente in Italia, in attesa del rinnovo con codice fiscale, può presentare la DSU.

 

 

A chi devo presentare l’Isee?

L’Isee può essere presentato tramite Caf, oppure direttamente dal dichiarante, utilizzando i servizi online dell’Inps per il cittadino. In questo caso, si aprirà una maschera di compilazione del modello, che sarà acquisito immediatamente dall’Inps, una volta completato.

Se l’integrazione è effettuata tramite Caf, questo dovrà rilasciare una nuova attestazione: la tempistica è la stessa prevista per il rilascio della prima dichiarazione, pari a 10 giorni.

 

 

L’attesa per l’Isee

Quanto devo attendere per ottenere l’attestazione Isee dal Caf?

La procedura ha una durata media di 10 giorni lavorativi:

 

– entro 4 giorni lavorativi dall’acquisizione della Dsu, il Caf deve inviare i moduli per via telematica all’Inps;

– entro i successivi 4 giorni, il sistema informativo Isee acquisisce i dati dell’anagrafe tributaria;

– entro il 2° giorno lavorativo successivo, l’Inps calcola l’Isee e lo mette a disposizione del Caf.

 

L’attestazione Isee non arriva: come posso ottenerla?

Se, dopo 15 giorni lavorativi dalla presentazione della dichiarazione, l’Inps non l’ha ancora convalidata, è possibile utilizzare lo stesso modello integrativo (quadro FC8, sezione II), per indicare i dati che devono essere compilati dall’Agenzia delle Entrate e dall’Istituto.

 

 

Il figlio disabile e l’Isee

Mio figlio è disabile: c’è un punto nell’Isee in cui posso indicare la disabilità?

Bisogna indicare la disabilità o la non autosufficienza nel modulo FC2, quadro FC7: il prospetto deve essere compilato in caso di presenza di disabili o di persone non autosufficienti nel nucleo; è necessario indicare, oltre al grado di disabilità o alla non autosufficienza del componente, l’eventuale percezione di prestazioni sanitarie residenziali e le spese per i servizi alla persona.

 

 

Devo dichiarare il possesso della tv nell’Isee?

Le apparecchiature atte alla ricezione del segnale tv non devono essere inserite all’interno della dichiarazione Isee, in quanto non facenti parte degli elementi del patrimonio mobiliare tassativamente elencati.

 

 

Devo dichiarare l’impianto fotovoltaico nell’Isee?

Gli impianti fotovoltaici inferiori a 3 kw oppure occupanti uno spazio al suolo inferiore ai 150 mq sono considerati beni mobili, ma non vanno dichiarati nell’Isee, in quanto non facenti parte dell’elenco tassativo del patrimonio mobiliare.

Per gli impianti superiori, occorrerà procedere a una variazione catastale, in quanto incrementano il valore del patrimonio immobiliare.

 

 

Lo studente universitario

Sono studentessa universitaria e sono coniugata; non ho reddito, ma mio marito ha delle entrate: sono sempre legata al nucleo familiare d’origine, ai fini Isee?

Sebbene, ai fini Isee, lo studente universitario sia generalmente considerato autonomo quando possiede, in prima persona, un’adeguata capacità di reddito, se risulta sposato il requisito reddituale deve essere valutato tenendo conto anche dei redditi del coniuge. La specifica si è resa necessaria in quanto, se lo studente non possiede un reddito tale da renderlo indipendente, ma tale reddito è posseduto dal coniuge di quest’ultimo, si realizza comunque l’autonomia dal nucleo familiare originario.

 

 

L’assistenza personale e l’Isee

Devo indicare nell’Isee i rimborsi spese per l’assistenza personale?

Devono essere indicati i contributi percepiti quali rimborso spese per collaboratori domestici e addetti all’assistenza personale, in quanto si tratta di costi detratti dall’INPS in via automatica. L’indicazione deve essere effettuata nel Quadro FC8, alla sezione III.

 

 

Che cos’è l’Isee corrente?

L’Isee corrente è una particolare tipologia di modello Isee, che effettua il calcolo della situazione economica familiare basandosi su dati di reddito più recenti ( e non su quelli del secondo anno che precede la presentazione della dichiarazione, utilizzati normalmente).

 

 

Licenziamenti, aspettativa e cassa integrazione

Ho perso il lavoro, posso chiedere l’Isee corrente?

L’Isee corrente può essere richiesto in caso di risoluzione del rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, per uno dei componenti del nucleo, avvenuta negli ultimi 2 mesi.

 

Sono in cassaintegrazione a zero ore, posso chiedere l’Isee corrente?

L’Isee corrente può essere richiesto sia in caso di sospensione dell’attività lavorativa dipendente a tempo indeterminato, sia nel caso di riduzione dell’orario, per uno dei componenti del nucleo, avvenuta negli ultimi 2 mesi.

 

Sono in aspettativa non retribuita, posso chiedere l’Isee corrente?

Anche le aspettative ed i permessi non retribuiti rientrano nella casistica di sospensione attività lavorativa per cui è possibile chiedere il ricalcolo dell’Isee corrente.

 

Il contratto a termine non mi è stato rinnovato, posso chiedere l’Isee corrente?

La perdita di un’occupazione a tempo determinato o di un’occupazione flessibile (ad esempio come co.co.co.), per uno dei componenti del nucleo, dà diritto a presentare l’Isee corrente, purché possa dimostrare di essere stato occupato per almeno 120 giorni nei 12 mesi precedenti la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro.

 

Ho chiuso il negozio, posso chiedere l’Isee corrente?

L’Isee corrente può essere richiesto anche per la cessazione, per uno dei componenti del nucleo, dell’attività di lavoro autonomo, qualora sia stata svolta in via continuativa per un minimo di 12 mesi.

 

 

Quali redditi devo indicare nell’Isee corrente?

Per quanto riguarda la presentazione dell’Isee corrente, deve essere compilato il modulo sostitutivo, ossia il modello MS, con i seguenti redditi:

 

-redditi da lavoro dipendente, pensione ed assimilati, percepiti nei 12 mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione;

 

-redditi da lavoro dipendente percepiti nei 2 mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione, solo qualora il componente sia stato lavoratore dipendente a tempo indeterminato (normalizzati moltiplicando tale valore per 6);

 

– redditi d’impresa o di lavoro autonomo, compresi i redditi di partecipazione, percepiti nei 12 mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione ed individuati secondo il principio di cassa;

 

trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari percepiti da enti pubblici, incluse le carte di debito, conseguiti nei dodici mesi precedenti a quello di richiesta della prestazione.

 

 

Quali documenti devo presentare per avere l’Isee corrente?

Per ottenere l’ISEE corrente, il richiedente deve presentare:

 

– il modulo sostitutivo della dichiarazione ( modulo MS);

– i documenti che attestano la variazione della situazione lavorativa;

– le componenti di reddito aggiornate (ad esempio le ultime buste paga).

 

 

Per quanto è valido l’Isee corrente?

La validità dell’Isee corrente è pari a due mesi, e decorre dal momento della presentazione del modulo sostitutivo della dichiarazione.

 

 

Se viene ridotto l’assegno di mantenimento  

Nell’ultimo anno è stato ridotto l’assegno di mantenimento: posso presentare l’Isee corrente?

La risposta in questo caso è negativa, perché si tratta di un’ipotesi non prevista dalla legge, in quanto non sono presenti variazioni della situazione lavorativa come lavoratore dipendente o autonomo.

 

 

La convivenza e l’Isee

Convivo col mio compagno, abbiamo figli ma non siamo sposati: che cosa indico nell’Isee?

Poiché risultano residenti nella stessa abitazione, i genitori fanno parte dello stesso nucleo familiare, anche se non sono sposati. Andrà dunque presentato il modello Isee ordinario, con una particolarità: nel quadro FC1, alla voce “relazione”, il genitore diverso dal dichiarante deve essere indicato con ruolo “P-altra persona nel nucleo”.

 

 

Gli sposi non conviventi e l’Isee

Sono sposata, ma io e mio marito abitiamo in due case diverse: che cosa dobbiamo indicare nell’Isee?

In questa situazione, ai fini anagrafici, vi sono due stati di famiglia diversi, ma, ai fini Isee, il nucleo familiare è uno solo: la situazione è quindi uguale a quella dei coniugi conviventi, ma, visto che gli stati di famiglia sono due, si dovrà precisare quello a cui far riferimento nella dichiarazione, per stabilire eventuali altri componenti del nucleo.

 

Sono sposato, ma io e mia moglie abitiamo in due case diverse: quale residenza dobbiamo indicare nell’Isee?

La scelta della residenza a cui riferirsi deve essere presa di comune accordo, in mancanza andrà indicata l’ultima residenza comune dei coniugi.

 

Sono sposato, ma mia moglie abita all’estero: la devo inserire nell’Isee?

Se uno dei due coniugi risiede all’estero ed è iscritto all’Aire, andrà comunque indicato nella dichiarazione Isee. Diversamente non deve essere indicato.

 

 

Separazione, divorzio e Isee

Sono separata legalmente, ma mio marito convive con me: lo devo inserire nell’Isee?

Il coniuge ufficialmente separato che risulta sempre residente nella casa familiare, dunque nello stesso stato di famiglia dell’altro coniuge, rientra nel nucleo di quest’ultimo e va indicato nella dichiarazione Isee, assieme ai suoi dati reddituali e patrimoniali, all’interno del quadro FC1 con la relazione “P- altra persona nel nucleo” (come se fosse un convivente non coniugato).

 

Sono divorziata: mio figlio maggiorenne convive con me, ma è fiscalmente a carico di mio marito. Chi deve indicarlo nell’Isee?

Se il figlio è maggiorenne, deve essere inserito nel nucleo familiare della persona di cui è fiscalmente a carico ai fini Irpef, anche se indicato in altro stato di famiglia, perché non convive col genitore responsabile del mantenimento.

 

Sono divorziata: mio figlio maggiorenne convive con me, ma è fiscalmente a carico anche di mio marito (al 50%). Chi deve indicarlo nell’Isee?

Se il figlio maggiorenne è a carico Irpef di più soggetti, farà parte del nucleo familiare del soggetto con cui risulta convivente.

 

 

Quando deve essere presentato l’Isee minorenni?

Il modello Isee minorenni va richiesto quando nel nucleo familiare è presente un solo genitore ed un figlio minore di 18 anni.

I due genitori, dunque, non devono essere né coniugati, né conviventi tra loro: l’Isee minorenni deve essere presentato in queste situazioni, per verificare se e in che modo la situazione economica del genitore esterno al nucleo incida sul reddito della famiglia.

 

 

Isee minorenni e genitori single

Come funziona l’Isee minorenni?

Se i genitori del minore non sono coniugati, ed a convivere col figlio è solo uno di loro, il genitore non convivente si considera comunque facente parte del nucleo familiare ai fini Isee, a meno che non ricorra una delle seguenti cause d’esclusione:

 

– il genitore non convivente è sposato con persona diversa dall’altro genitore (in quest’ipotesi, andrà presentato un Isee minorenni particolare, che contempli una componente aggiuntiva rispetto al nucleo);

 

– il genitore non convivente ha altri figli non in comune con l’altro genitore (anche in quest’ipotesi andrà presentato un Isee minorenni che comprenda una componente aggiuntiva rispetto al nucleo);

 

– il genitore non convivente deve versare un assegno di mantenimento nei confronti del figlio;

 

– il genitore non convivente ha perso la potestà sul figlio, o quest’ultimo è stato adottato (in questo caso, dovrà essere presentato un Isee ordinario, perché il soggetto è totalmente estraneo al nucleo);

 

– il genitore non convivente è considerato estraneo in termini di rapporti economici ed affettivi, in base ad accertamenti dell’autorità giudiziaria o dei servizi sociali (anche in questo caso andrà presentato un Isee ordinario per totale estraneità al nucleo).

 

Il mio ex è irreperibile e non versa un euro per il mantenimento dei figli: devo inserirlo lo stesso nell’Isee?

Quando il genitore non convivente è irrintracciabile, l’altro genitore deve attivarsi presso il Comune o presso le autorità competenti per dichiarare l’irrintracciabilità. In questo modo, potrà essere presentata la Dsu senza bisogno di indicare i redditi della persona non reperibile.

 

Quando spetta la maggiorazione Isee per genitori single?

La maggiorazione può essere fruita se il nucleo familiare è composto da un solo genitore, e da uno o più figli.

Si può considerare nucleo monoparentale anche una famiglia in cui entrambi i genitori siano vivi ed abbiano riconosciuto i figli, laddove risultino non coniugati e non conviventi, se il genitore non convivente coi figli si trovi in una delle seguenti situazioni:

 

– sia coniugato con persona diversa dall’altro genitore;

– abbia dei figli con persona diversa dall’altro genitore;

– sia tenuto, con provvedimento dell’autorità giudiziaria, a versare assegni periodici destinati al mantenimento dei figli;

non abbia la potestà sui figli;

– sia stato allontanato, con provvedimento, dalla residenza familiare;

– risulti estraneo in termini di rapporti affettivi ed economici: l’estraneità deve, però, essere accertata in sede giudiziaria, o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali.

Se il genitore non convivente non si trova in una delle situazioni appena elencate, il nucleo non potrà considerarsi, ai fini Isee, con un solo genitore, e non si avrà diritto alla maggiorazione per nuclei monoparentali.

 

Convivo con mia madre e mio figlio: mi spetta l’agevolazione per genitori single?

In questo caso l’agevolazione non spetta.

 

Come funziona la maggiorazione Isee per genitori single?

La maggiorazione Isee per genitori single rende i parametri di calcolo dell’Isee meno rigidi, tenendo conto delle maggiori difficoltà della famiglia.

 

 

Il coinquilino

La mia coinquilina figura nel mio stato di famiglia: devo inserirla nell’Isee?

Tutti coloro che fanno parte della famiglia anagrafica, cioè che sono conviventi, devono essere inseriti nell’Isee. Si possono però richiedere al comune due stati di famiglia separati.

 

 

L’Isee sociosanitario

Che cos’è l’Isee sociosanitario?

L’Isee socio-sanitario è il modello che deve essere presentato per richiedere prestazioni di natura sociale o sanitaria, che sono erogate da Enti pubblici a determinati soggetti che necessitano di assistenza, compresi i disabili beneficiari di Legge 104.

 

A quali prestazioni dà diritto l’Isee socio-sanitario?

I benefici a cui dà diritto la presentazione dell’Isee socio-sanitario consistono in prestazioni sociali agevolate, rivolte a soggetti con disabilità o limitazioni dell’autonomia.

Tali prestazioni sono incluse all’interno di programmi di assistenza integrata, e si concretizzano nelle seguenti misure:

 

– attività di sostegno e di aiuto domestico familiare, preordinate a migliorare l’autonomia del disabile ed a favorire la permanenza nella propria abitazione, evitando ricoveri o trasferimenti;

 

– prestazioni di ospitalità alberghiera presso complessi residenziali e semiresidenziali: sono comprese anche le attività complementari alla fruizione del soggiorno; tali misure sono rivolte a disabili per cui non sia possibile l’assistenza a domicilio;

 

-attività che favoriscano l’inserimento sociale del disabile, comprese erogazioni e benefici di natura economica, bonus o buoni utilizzabili per pagare determinati servizi.

 

Quali documenti servono per presentare l’Isee socio sanitario?

Per presentare il modello Isee socio-sanitario, ed ottenere le relative prestazioni, non basta avere necessità di assistenza o di aiuto, ma è obbligatorio possedere una certificazione di disabilità o di non autosufficienza.

 

Mio figlio ha la Legge 104: ha diritto all’Isee sociosanitario?

Coloro che sono riconosciuti portatori di handicap grave secondo la Legge 104 sono considerati, secondo la tabella di Classificazione delle disabilità allegata alle istruzioni Isee, in possesso di disabilità grave: pertanto, possono presentare l’Isee socio sanitario.

 

Mio marito è inabile totale: può presentare l’Isee sociosanitario?

Gli inabili totali sono considerati in possesso di disabilità grave; pertanto, possono presentare l’Isee socio sanitario.

 

Mia madre percepisce l’assegno di accompagnamento: può presentare l’Isee sociosanitario?

Gli aventi diritto ad indennità di accompagnamento sono considerati non autosufficienti: pertanto, possono presentare l’Isee socio sanitario.

 

Mio marito è disabile, ed è stato ricoverato per gran parte dell’anno: lo devo indicare nell’Isee sociosanitario?

Nel quadro FC7 deve essere indicato se il disabile fruisce di prestazioni socio-sanitarie in ambiente residenziale, cioè se è ricoverato presso residenze socio-sanitarie assistenziali , quali RSA, RSSA, residenze protette, e simili (la casella non va barrata se si vuole richiedere tale prestazioni ma non il soggetto non è ancora ricoverato); deve poi essere indicato l’ammontare versato per la retta nell’anno solare precedente.

 

Devo indicare nell’Isee sociosanitario le spese per l’assistenza personale?

Nella terza sezione del quadro FC7 devono essere inserite le spese sostenute nell’anno precedente per l’assistenza personale: devono essere indicati, però, soltanto i costi relativi alle prestazioni assistenziali acquisite esclusivamente mediante contratto con enti fornitori, pertanto non possono essere inclusi i costi di eventuali collaboratori domestici, badanti, etc.

 

A chi va presentato l’Isee sociosanitario?

L’Isee socio-sanitario, al pari delle altre dichiarazioni, può essere presentato autonomamente, qualora in possesso di codice Pin dispositivo, tramite il sito o il Contact Center dell’Inps; è comunque possibile avvalersi di un patronato o di un Caf.

 

Quali dati devo indicare, relativamente alla certificazione di disabilità o di non autosufficienza?

È necessario inserire gli estremi della certificazione della disabilità, o della non autosufficienza, al fine di permettere all’Inps di effettuare gli opportuni controlli. Dovranno, allo scopo, essere inseriti i seguenti dati:

 

nominativo dell’Ente che ha rilasciato la certificazione di disabilità o non autosufficienza;

numero del documento o della certificazione attestante la disabilità o la non autosufficienza;

data di rilascio della certificazione o del documento attestante la disabilità o la non autosufficienza.

 

Chi deve presentare l’Isee socio sanitario?

Il dichiarante, cioè colui che presenta materialmente la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) e se ne assume la responsabilità, può essere un soggetto diverso dal disabile interessato, purché in possesso delle dovute certificazioni relative al componente del nucleo familiare non autosufficiente.

 

Come viene calcolato l’Isee socio sanitario?

A differenza dell’Isee ordinario, nell’Isee socio-sanitario è possibile inserire un nucleo familiare più ristretto rispetto alla famiglia “reale”: il nucleo, in pratica, può essere composto esclusivamente dal soggetto che beneficia delle prestazioni, dal coniuge, dai figli minorenni e dai figli maggiorenni a carico ai fini fiscali; sono esclusi i figli a carico coniugati, o che abbiano figli a loro volta.

Un altro beneficio dell’Isee socio-sanitario consiste nell’applicazione di detrazioni e franchigie, finalizzate al riconoscimento della situazione di maggior bisogno.

 

 

L’Isee e la social card

Quale soglia Isee devo possedere per avere la social card?

Per aver diritto alla carta acquisti è richiesto il possesso di Isee in corso di validità inferiore a euro 6.788,61 , per l’anno 2016.

Nel nucleo familiare dovrà essere presente un minore sotto i 3 anni o un over 65.

 

Devo ripresentare l’Isee per avere la social card 2016?

Poiché la dichiarazione Isee ha validità dal momento della presentazione fino al 15 gennaio dell’anno successivo, nel 1° bimestre dell’anno possono essere prese a riferimento le Dsu in corso di validità presentate nell’anno in corso ovvero l’ultima Dsu dell’anno precedente, privilegiando quella più favorevole all’utente.

Dal secondo bimestre dell’anno, invece, poiché tutte le Dsu dell’anno precedente hanno cessato la validità (15 gennaio), vanno necessariamente prese a riferimento le Dsu presentate nell’anno in corso.

 

Devo dichiarare la Social Card assieme alle carte di credito?

Non si può assimilare la Carta Acquisiti alle altre carte di credito, poiché si tratta, in realtà, di un sussidio sociale pubblico. Di conseguenza, non deve essere inserita nell’Isee, poiché l’Inps, possedendola direttamente all’interno della sua banca dati, la utilizzerà automaticamente per il calcolo dell’Indicatore.

 

 

Assegno di maternità

Quale modello Isee devo presentare per avere l’assegno di maternità del comune?

Per la maternità dei Comuni è necessario l’ISEE minorenni.

 

 

L’affitto e l’Isee

Abito in una casa in affitto: quale canone devo indicare?

È necessario indicare nell’Isee il canone di locazione alla data di presentazione della DSU.

 

Se il contratto di affitto ha più cointestatari, come indico il canone nell’Isee?

Se tutti i cointestati del contratto fanno parte del nucleo, l’importo da indicare è il totale del canone riferito all’abitazione.

Se non tutti i cointestati del contratto fanno parte del nucleo, l’importo da indicare deve essere proporzionato alla quota di cui i componenti del nucleo sono titolari. Non è possibile quindi indicare quote di canone relative ad altri cointestatari del contratto, quando questi sono estranei al nucleo familiare.

 

Posso indicare nell’Isee il canone di locazione anche se non ho pagato tutte le mensilità?

Nell’Isee deve essere indicato il canone previsto dal contratto senza la necessità di verificarne il pagamento.

 

 

Il mutuo e l’Isee

Come inserisco nell’Isee il mutuo congelato dell’abitazione?

Il fatto che il mutuo sia sospeso non ha importanza, in quanto non deve essere verificato se il dichiarante ha pagato il mutuo, ma solo il debito residuo al 31 dicembre dell’anno precedente.

 

 

Devo inserire il TFR nell’Isee?

Il Tfr non deve essere inserito nell’Isee.

 

 

Devo inserire gli arretrati nell’Isee?

Gli arretrati soggetti a tassazione separata non devono essere inseriti nell’Isee.

 

 

Il fondo pensione e i voucher lavoro

Devo dichiarare nell’Isee il riscatto anticipato del fondo pensione?

Questo reddito è assimilato al TFR e quindi non va inserito nella DSU.

 

 

Devo dichiarare i voucher da lavoro occasionale accessorio nell’Isee?

I buoni lavoro non rientrano fra i trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari erogati dall’INPS, pertanto devono essere indicati nella Dsu nel modulo FC1- Quadro FC4 in “Redditi esenti da imposta”.

 

 

Devo dichiarare la rendita Inail nell’Isee?

Deve essere dichiarata, in quanto non erogata dall’Inps.

 


Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
18 Ago 2016 Giuseppe Mancini

Salve, devo compilare la DSU 2016 per l’iSEE 2016 e vorrei sapere se – avendo venduto l’abitazione principale con annesso garage in data 14.12.2015 – devo indicarla nella dichiarazione come patrimonio immobiliare o indicarne solamente il corrispettivo della vendita come variazione del patrimonio mobiliare. Ho acquistato l’abitazione nuova nell’anno successivo. Grazie.

 
14 Set 2016 Giuseppe Napoli

buonasera, ai fini del DSU (ambito patrimonio mobiliare modulo FC 1 quadro FC2 sez 1) l’estinzione parziale del mutuo, può essere considerata come incremento del patrimonio immobiliare o mobiliare?

 
28 Set 2016 Carlo Bonzi

Da 5 anni convivo con la mia compagna e compariamo sullo stesso stato di famiglia ora, ai fini dell’ISEE, vorrei dividerlo e fare due nuclei famigliari ma l’impiegato del comune mi ha detto che non è più possibile, dovevamo farlo al momento della richiesta di residenza; ora, a suo dire, l’alternativa sarebbe cambiare la residenza di uno dei due.
E’ vero?
Grazie
Carlo Bonzi