Fermo auto Equitalia: l’avvocato può sempre volare in udienza
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28 Feb 2016
 
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Fermo auto Equitalia: l’avvocato può sempre volare in udienza

L’automobile non è un bene strumentale all’esercizio della professione di avvocato: il Tribunale di Cagliari reinterpreta il decreto del Fare avvilendo la professione legale e ledendo i diritti dei clienti.

 

Del tutto stonate e fuori dal coro della unanime giurisprudenza di merito sono due ordinanze emesse dal Tribunale di Cagliari (la prima in sede di ricorso d’urgenza [1], la seconda nel successivo reclamo [2]) in materia di fermo auto iscritto da Equitalia nei riguardi di un bene strumentale. Secondo i giudici sardi, difatti, l’automobile dell’avvocato non può considerarsi come indispensabile all’esercizio della professione e, pertanto, può essere soggetta al “blocco” di Equitalia, senza che da ciò l’attività del legale, a tutela dei diritti dei propri clienti, ne possa essere minimamente inficiata. Al di là della irragionevolezza del ragionamento – che, probabilmente, è rimasto a una concezione della professione legale ancora ferma a una scrivania, poco distante da quella del giudice – la motivazione, sotto un aspetto giuridico, ci appare estremamente traballante (per quello che si dirà più in seguito).

 

Ci preme, preliminarmente, sottolineare che lo staff intero di questa testata giornalista, insieme a Studiocataldi.it e Avvocatoandreani.it, rispettivamente diretti dagli avvocati Roberto Cataldi e Anna Andreani – attualmente costituenti i principali giornali giuridici consultati dal mondo professionale e non – prende le distanze da una tale interpretazione, lesiva non solo della dignità della professione di avvocato, ma soprattutto dei diritti del cittadino (e, in particolare, del diritto costituzionale alla difesa), diritti che, senza la presenza fisica, in udienza, del difensore – al pari del chirurgo in sala operatoria – sarebbero completamente frustrati.

 

 

La vicenda

Oggetto della vicenda è un avvocato che si è visto iscrivere il fermo amministrativo per il mancato pagamento di una cartella esattoriale. Il professionista, però, chiedeva la revoca della misura cautelare, così come previsto dal cosiddetto “Decreto del Fare” [3], dimostrando che il bene era da considerarsi “strumentale all’attività”; a prova di ciò, dimostrava che il mezzo – oltre ad essere l’unico posseduto dal contribuente – era inserito nel registro dei beni strumenti e nel libro cespiti. Infine, per maggior scrupolo, l’avvocato dava prova come lo stesso fosse altresì spesso impegnato in udienze presso fori lontani dal luogo di residenza (di tanto venivano prodotti i decreti di fissazione di udienza).

 

 

L’auto non è uno strumento per i professionisti

Secondo il tribunale di Cagliari, però, l’esercizio di un’attività professionale non necessita dell’auto. Si legge, infatti, testualmente nell’ordinanza ex articolo 700 che “stante la natura strettamente intellettuale svolta dal ricorrente, l’autovettura non costituisce bene indispensabile alla professione a differenza di altri beni (come le dotazioni informatiche attualmente imprescindibili)”.

 

Il ragionamento calpesta, però, il dettato stesso della legge ed è estremamente contraddittorio. La ragione è presto spiegata e si può sintetizzare con i seguenti passaggi logici:

 

– la legge [3] testualmente esclude il fermo dei “beni mobili iscritti in pubblici registri” (automobile su tutti) se il debitore dimostri “all’agente della riscossione che il bene (cioè l’automobile oggetto di fermo) è strumentale all’attività di impresa o della professione”;

 

– l’espresso richiamo alla parola “professione” contenuto nella norma implica che, già a monte, il legislatore ha fatto una valutazione (con presunzione assoluta) di strumentalità dell’automobile alla professione medesima;

 

– dunque, il giudice non può scendere nel merito valutando se – in astratto – l’automobile (in quanto tale) rientri tra i beni strumentali alla professione, perché la valutazione l’ha già fatta il legislatore. Il magistrato potrebbe, tutt’al più, giudicare se, nel caso specifico, il contribuente abbia dato prova della suddetta strumentalità (per esempio, con le opportune allegazioni), circostanza, però, che nel caso di specie non era sindacabile, attesa la minuziosa documentazione fiscale agli atti.

 

Il tribunale di Cagliari sostiene che l’automobile non sarebbe un bene strumentale per l’attività professionale: sicché – è lecito chiedersi – quale significato residuerebbe allora alla norma laddove parla proprio di revoca del fermo sul mezzo strumentale all’attività professionale?

Dunque, stando a quanto si legge nel provvedimento, in commento, delle due l’una: o l’automobile dell’avvocato non è l’automobile a cui fa riferimento la legge, o quella dell’avvocato non è una professione.

 

Non solo: a rendere ancora più incomprensibile il ragionamento del giudice cagliaritano sono le sue stesse parole laddove sostiene che, se è vero che non è strumentale l’automobile, lo sono invece le “dotazioni informatiche”. Quindi, con una originale capacità creativa della norma, il magistrato suggerisce ad Equitalia di cancellare il “fermo auto” tutte le volte in cui venga iscritto sui… computer di studio!

 

Ci si sarebbe aspetto di vedere fortemente censurato un ragionamento del genere in sede di reclamo. Ma le sorprese non finiscono mai, specie quando si parla di Equitalia. Anche in seconda istanza, il tribunale cagliaritano conferma il contorto ragionamento del primo atto del giudizio, rigettando per le medesime ragioni il reclamo. Anzi, a dir il vero, un rimedio il magistrato lo trova: per togliere il fermo – scrive davvero in questi termini – la soluzione migliore è pagare, visto che il debito non è particolarmente elevato…!

 

 

La confusione

L’impressione è che il giudice abbia interpretato le norme sul fermo auto per come, invece, andrebbero interpretate quelle sul pignoramento degli strumenti, oggetti e libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arto o del mestiere del debitore [4]. Per essi vale il pignoramento nei limiti di un 1/5, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale della riscossione o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito. Ebbene, per tali beni il concetto di strumentalità si riferisce alla “organizzazione in sé” e non alla “persona”. Per esempio: è illimitatamente pignorabile l’auto dell’imprenditore che serve a quest’ultimo per recarsi in azienda, mentre non lo è il montacarichi.

 

 

Ripassiamo la legge e la giurisprudenza

Per non confondere le idee a chi ci legge, ricordiamo che nel caso di contribuente (o soggetto coobbligato) che esercita attività di impresa o professione, questo può impedire l’iscrizione del fermo dimostrando che il veicolo che Equitalia intende sottoporre a fermo è strumentale alla propria attività d’impresa o professionale (ad esempio, l’escavatore per un’impresa edile o l’autovettura per l’agente di commercio).

 

Il contribuente (o il coobbligato) devono provvedervi entro 30 giorni dalla notifica della comunicazione preventiva; detto termine non dovrebbe essere perentorio tuttavia, secondo autorevole dottrina, la dimostrazione tardiva sarebbe priva di effetti, salvo ritenere che l’Agente della riscossione possa cancellare il fermo già iscritto.

 

La stessa autorevole dottrina ritiene che la strumentalità debba essere valutata in base alle disposizioni delle imposte sui redditi (essendo assente una tale nozione nelle disposizioni del codice di procedura civile in tema si espropriazione), considerando tali (in via generale) quelli utilizzati e necessari per lo svolgimento dell’attività e regolarmente iscritti in contabilità.

 

Alcuni autori, tuttavia, considerano la possibilità di una valutazione sostanziale, svincolata dalle risultanze contabili cosicché, ad esempio, l’unica autovettura dell’idraulico utilizzata per recarsi dai clienti dovrebbe comunque essere considerata strumentale, anche se non riportata nei registri contabili mentre potrebbe non esserlo l’autovettura del professionista che svolge prevalentemente l’attività nel proprio studio o nell’abitazione.

 

I beni strumentali che possono considerarsi non soggetti a fermo non corrispondono necessariamente con i beni indispensabili all’esercizio dell’attività del debitore per i quali vige invece il diverso limite di pignorabilità.

 

Se l’attività d’impresa o la professione non sono esercitate abitualmente i beni strumentali dovrebbero essere assoggettabili a fermo.

 

Di quanto sopra sono convinti già molti giudici [5] che hanno ritenuto non assoggettabile a fermo amministrativo l’auto dell’avvocato, alla luce della norma introdotta con il Decreto del Fare.


[1] Trib. Cagliari, ord. del 27.10.2015, dott. Luchi.

[2] Trib. Cagliari, ord. del 27.01.2016, dott. Maria Mura.

[3] Dl. 69/2013 che ha modificato l’art. 86 co. 2, DPR n. 602/1973.

[4] Art. 62 dPR 602/1973 e art. 515 co. 3 cod. proc. civ.

[5] Ex plurimis, cfr. CTP Perugia, sent. n. 40/15.

 

 

Autore immagine: 123rf com

 


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