Premi di produttività: arrivano le nuove regole
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28 Feb 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Premi di produttività: arrivano le nuove regole

In arrivo il decreto attuativo per la detassazione dei salari di produttività, delle misure di welfare e della partecipazione agli utili aziendali.

 

Sta per essere emanato il decreto attuativo della Legge di stabilità [1] , che fisserà i criteri di misurazione degli incrementi di produttività, qualità, redditività, efficienza ed innovazione. Grazie a questo decreto sarà possibile detassare i cosiddetti salari di produttività, cioè le quote dello stipendio collegate ad un maggiore rendimento del dipendente.

In questo breve vademecum, vediamo quali sono i benefits per i dipendenti, e a quali condizioni possono beneficiare della detassazione.

 

 

I premi di produttività

I premi di produttività sono degli extra riconosciuti ai lavoratori per l’aumento del rendimento, della qualità, dell’efficienza e dell’innovazione dell’attività: sarà il decreto di prossima emanazione a indicare, in via generale, quando può sussistere un miglioramento di questi fattori. L’ultima parola, però, spetterà all’azienda ed ai lavoratori, che stabiliranno quali saranno le azioni e gli interventi che potranno essere detassati.

 

 

La detassazione dei premi di produttività

Secondo la Legge di stabilità 2016, sino ad un massimo di 2.000 euro l’anno, i premi di produttività beneficiano della tassazione sostitutiva al 10%, se il reddito del lavoratore non supera 50.000 euro annui.

L’imposta al 10% sostituisce l’Irpef e le addizionali; ovviamente i premi non confluiranno nel reddito imponibile del lavoratore, proprio perché sono assoggettati alla tassazione sostitutiva.

Perché la detassazione sia possibile devono essere stipulati degli accordi aziendali o territoriali, che individuino in modo oggettivo gli interventi soggetti all’imposta sostitutiva, nel rispetto delle indicazioni generali del decreto di prossima emanazione.

 

 

La partecipazione all’attività aziendale

La Legge di Stabilità prevede che la detassazione sia estesa sino a 2500 euro l’anno, quando l’azienda coinvolge i dipendenti nell’organizzazione del lavoro. Che cosa intende la legge col coinvolgimento nell’organizzazione dovrà essere chiarito dal prossimo decreto.

 

 

I servizi di welfare totalmente esclusi dalle tasse

Se i lavoratori decidono di trasformare i premi di produttività in servizi di welfare aziendale, su questi benefits non è dovuta alcuna imposta (nemmeno quella sostitutiva al 10%), come previsto dalla Legge di Stabilità.

La detassazione, però, è soggetta ai limiti di esenzione annui previsti dal Testo unico delle imposte sui redditi [2].

In particolare, possono beneficiare della detassazione i seguenti servizi:

 

asili nido aziendali e voucher per la frequenza di asili nido;

borse di studio offerte ai familiari dei lavoratori;

servizi sanitari e socio assistenziali.

 

Dovrebbero comunque rientrare nell’insieme delle misure detassate anche le somme destinate alla previdenza complementare e, in generale, tutte le misure che migliorano la qualità della vita dei dipendenti e la conciliazione famiglia-lavoro.


 


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