Nullo il fermo auto se Equitalia non prova la notifica con atti originali
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28 Feb 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Nullo il fermo auto se Equitalia non prova la notifica con atti originali

Se il contribuente impugna il fermo amministrativo per difetto di notifica del provvedimento o della cartella, Equitalia deve dimostrare l’avvenuta notifica con atti originali: le copie degli avvisi di ricevimento non hanno alcun valore probatorio.

 

Ennesima pronuncia contro la documentazione in fotocopia depositata da Equitalia a riprova della notifica degli atti al contribuente.

Questa volta è la Commissione Tributaria di Cosenza [1] a ricordare che, ai fini della validità del fermo amministrativo, occorre l’avvenuta notifica del preavviso di fermo e delle cartelle esattoriali.

Se il contribuente contesta l’esistenza o regolarità della notifica con ricorso al giudice, Equitalia non può limitarsi a fornire la prova contraria depositando le sole copie degli avvisi di ricevimento.

 

La pronuncia in questione fissa due punti principali in tema di legittimità dell’azione esecutiva di Equitalia e dell’onere probatorio in materia di notifica:

 

1) Il provvedimento di fermo è nullo per nullità della notificazione dello stesso e degli atti presupposti. La notificazione infatti, “lungi dall’assolvere ad una mera funzione conoscitiva, è elemento fondante dell’atto medesimo, in carenza e in difetto del quale l’atto è affetto da nullità non sanabile a posteriori”;

 

2)  Nel caso di contenzioso, l’onere della prova grava sull’Amministrazione Finanziaria e su Equitalia, ognuno per gli atti di propria competenza. A tal fine non basta produrre copie degli avvisi di ricevimento che, “come più volte ribadito da questo Collegio risultano privi di efficacia probatoria”.

 

I giudici aderiscono all’orientamento maggioritario della giurisprudenza secondo cui, vista l’essenzialità della notifica ai fini della validità sostanziale (e non solo formale) della riscossione coattiva, è richiesto ad Equitalia un onere probatorio specifico.

Se, in giudizio, il contribuente sostiene che la notifica degli atti esecutivi e/o degli atti anteriori non è mai avvenuta o avvenuta in modo irregolare e quindi viziata (per esempio consegna dell’atto a persona non abilitata a riceverlo), Equitalia è tenuta ad esibire, a riprova del rispetto della sequenza procedimentale prodromica all’esecuzione forzata:

 

a) la ricevuta di ritorno della raccomandata con la quale è stata notificata la cartella di pagamento o la relata di notifica;

 

b) la copia della cartella di pagamento o del diverso atto della riscossione.

 

Solo in tal modo, il Concessionario può dare piena prova sia del contenuto che della notifica della cartella [2].

 

Quanto detto trova riscontro anche in un importante pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione [3] secondo cui l’estratto di ruolo è inidoneo ai fini dell’iscrizione dell’ipoteca per la seguente motivazione: l’estratto di ruolo è un semplice atto amministrativo interno generalmente consistente nell’elencazione di una pluralità di cartelle e di importi da pagare.

 

Quindi l’onere probatorio non potrebbe essere soddisfatto neppure depositato il solo estratto di ruolo; servono gli originali degli avvisi di ricevimento o delle relate di notifica strettamente correlati agli atti ai quali si riferiscono.


[1] CTP Cosenza, sent. n. 6226/2015.

[2] CTR Milano sent. n. 63/14/13 e CTP Genova sentenza n. 11/01/2012 del 2005.

[3] Cass. Sez. Unite sent. n. 4126/2012.

 


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