Pluviale: la spesa ripartita su tutti i condomini
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28 Feb 2016
 
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Pluviale: la spesa ripartita su tutti i condomini

La manutenzione e la riparazione del tubo di scolo dell’acqua piovana compete a tutti i condomini in proporzione ai rispettivi millesimi.

 

A chi spetta riparare il pluviale, ossia il tubo di scolo dell’acqua piovana che, dal tetto o dal terrazzo dell’edificio, scende fino al piano terra? La risposta è in una recente sentenza del Giudice di Pace di Taranto [1]. Così come le opere relative al lastrico solare competono a tutti i proprietari dell’edificio, in virtù del fatto che la copertura giova ad ognuno di essi – dal primo all’ultimo appartamento posto sotto la verticale della copertura stessa -, lo stesso ragionamento deve estendersi a tutte le opere annesse alla copertura, come appunto la tubazione. Per cui – si legge testualmente in sentenza – anche se i piani risultano rispettivamente di proprietà esclusiva di ciascun titolare, la manutenzione del pluviale spetta ai due comproprietari in rapporto alla uguale superficie coperta.

 

In sintesi, le spese relative ai canali di scolo dell’acqua posti sulla facciata dell’edificio competono a tutti i condomini in proporzione ai rispettivi millesimi. Per quanto, invece, riguarda quelli che si trovano sull’autorimessa, la spesa viene ripartita, in parti uguali, tra i proprietari dei box.

 

Ricordiamo, infine, solo per completezza, che l’eventuale cattivo funzionamento del pluviale incassato nella muratura implica la responsabilità del costruttore dello stabile, trattandosi di opera da questi realizzata in qualità di appaltatore [2]. A tal riguardo il costruttore deve garantire che l’opera, nel corso di 10 anni dal compimento:

– non rovini, in tutto o in parte, per vizio del suolo o per difetto della costruzione;

– non presenti evidente pericolo di rovina.

 

Tale garanzia riguarda anche le parti di un immobile che presentano una propria autonomia e le modifiche o riparazioni che riguardano una parte importante dell’opera (come il tetto). Così, la garanzia si estende, ad esempio, ai gravi difetti di costruzione che non riguardano gli appartamenti costruiti (bene principale) ma i viali di accesso pedonali al condominio, tali da compromettere significativamente la funzionalità e la normale utilizzazione dell’opera [3].


La sentenza

 REPUBBLICA ITALIANA

In nome del Popolo Italiano

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI TARANTO-SEZ 1^

Il Dr. Giacovelli Martino, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

       nella causa iscritta al n° 4148/2014, avente ad oggetto: risarcimento danni per € 1.000,00, riservata all’udienza del 3.12.2015, promossa da:

         I.TE. rappresentata e difesa, congiuntamente e disgiuntamente, dagli Avv.ti Veronica Marsico e Bruno S.                                                                     parte attrice

contro

       IACCA ANGELO, con l’Avv. Domenico B.                              parte convenuta

Conclusioni per la parte attrice:

“Voglia il Giudice di Pace adito:

Condannare I.A. a risarcire il danno lamentato dall’ attrice in misura di € 1.000,00, oltre interessi legali a far tempo dalla notifica dell’ atto di citazione;

condannare il

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[1] G.d.P. Taranto, dott. Martino Giacovelli, sent. n. 673/2016 del 24.02.2016.

[2] C. App. Genova sent. del 7.01.2008.

[3] Cass. sent. n. 20644/2013.

 


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