Assunzioni Inps: concorso più vicino. L’istituto è bloccato
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28 Feb 2016
 
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Assunzioni Inps: concorso più vicino. L’istituto è bloccato

Sblocco delle assunzioni: il tanto richiesto bando all’Inps è invocato dallo stesso Presidente Tito Boeri in audizione alla Commissione Parlamentare di controllo.

 

Servizi Inps in crisi per il blocco delle assunzioni: a dirlo è il Presidente dello stesso Istituto di Previdenza Nazionale, Tito Boeri, in audizione la scorsa settimana presso la Commissione Parlamentare di Controllo; un nuovo bando di concorso è ora, dunque, quanto mai necessario Per il blocco del turn over, il personale dell’Inps diminuisce di oltre 100 unità al mese ha sottolineato Boeri. Nonostante il processo di riorganizzazione interna, volto a rendere ancora più efficiente l’organizzazione interna dell’Istituto, il numero dei dipendenti non può scendere oltre una certa soglia e gli impiegati sono già in affanno nell’erogazione dei servizi indispensabili al cittadino.

 

In soli tre anni, il personale è diminuito del 10% (in alcune sedi si tocca anche il 15%) ed attualmente è al di sotto della domanda che, invece, è in forte crescita per via dell’invecchiamento della popolazione. I tempi di attesa per le pratiche si sono dilatati notevolmente, peggiorando di circa il 20-30%.

 

Insomma, il richiamo alla necessità di un nuovo bando di concorso all’Inps per l’assunzione di nuovo personale è tutt’altro che velata. Sono anni che si susseguono le voci di un concorso, subito dopo smentite e poi riaccese dalle dichiarazioni degli stessi vertici dell’Inps che chiedono letteralmente “soccorso”. Le prospettive per il futuro peraltro non sono più rosee: da qui al 2020 la produttività dei dipendenti dovrebbe crescere del 60% (ma è già al limite) per impedire un aumento delle giacenze. A produttività costante, invece, nel 2020 l’indice di giacenza sarà più che triplicato.

 

“Un Paese con un debito pubblico molto elevato – ha affermato Boeri – tende abbastanza sistematicamente a lasciare deperire la macchina dello Stato perché il modo più semplice di contenere il disavanzo è congelare le assunzioni nella pubblica amministrazione, ma in questo modo la si priva di quella linfa vitale che è data dall’ingresso di nuove competenze. Il blocco del turn over nella Pa continua da 15 anni e inevitabilmente riduce la qualità delle istituzioni. Nel contempo le tasse rimangono alte e nell’opinione pubblica si conferma l’idea di una pubblica amministrazione che è un corpo estraneo che estorce pagamenti come una sanguisuga”. Invece “dobbiamo essere orgogliosi di un ente che integra prestazioni a lavoratori con caratteristiche diverse e che all’estero si guarda con invidia”. Sono parole molto incisive, dotate di un gran realismo.

 

Boeri ha così auspicato lo sblocco delle assunzioni già per il 2016: la previsione dell’obbligo di attingere prima dalle altre amministrazioni cozza con le esigenze dell’Inps che, invece, ha bisogno di professionalità specifiche.


 


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