Mediazione: l’assenza ingiustificata della parte
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29 Feb 2016
 
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Mediazione: l’assenza ingiustificata della parte

Se la parte non presenzia personalmente, senza limitarsi a delegare qualcun altro, scatta la multa pari al contributo unificato e l’improcedibilità della domanda.

 

Nell’incontro di mediazione, la presenza della parte deve essere personale. Guai pertanto a delegare il proprio difensore o un altro soggetto se non c’è un valido motivo a giustificare l’assenza del diretto interessato: in tali casi, infatti, la sanzione prevista, oltre a quella dell’improcedibilità della domanda, è una somma pari al contributo unificato previsto per la causa in corso. La stessa regola vale anche nel caso di domanda riconvenzionale: secondo infatti una recente sentenza del tribunale di Roma [1], l’ingiustificata assenza in mediazione dei convenuti che hanno proposto domanda riconvenzionale comporta non solo la condanna al pagamento di una somma pari alla “tassa” di avvio del giudizio, ma determina anche la dichiarazione di improcedibilità della riconvenzionale.

 

Il giudice ha ribadito la necessità della comparizione personale delle parti con l’assistenza dell’avvocato: il mandato processuale conferito a quest’ultimo, con incarico di partecipare all’incontro, non è sufficiente per potersi dire realmente compiuto il tentativo di mediazione. Solo eccezionalmente può ammettersi la rappresentanza a mezzo di procura speciale (preferibilmente notarile), per “validi e comprovati motivi che impediscano la partecipazione personale”.

 

 

La procura notarile

Fra l’altro una rappresentanza fondata su una mera procura non notarile come in questo caso difficilmente può propiziare un accordo. E non soltanto perché solo la parte personalmente sa cosa gli interessa veramente, cosa è rinunciabile e cosa non lo è e via dicendo. Ma anche perché solo in questo modo le altre parti possono essere sicure di concludere un accordo valido ed efficace, immune da successive contestazioni da parte del presunto rappresentato che contesti l’esistenza, la veridicità e la latitudine del mandato (e quindi la sussistenza dei poteri rappresentativi della parte assente dichiarati dal mandatario) contenuto in una mera scrittura privata.

 

 

Argomenti di prova a svantaggio di chi non partecipa

Il tribunale ritiene di poter affermare che la mancata comparizione della parte regolarmente convocata, come nel caso in esame, davanti al mediatore costituisce di regola elemento che a seconda delle circostanze può integrare o anche costituire prova unica a favore della parte chiamante, per l’accertamento e la prova di fatti a carico della parte chiamata non comparsa. Ciò secondo l’insegnamento della giurisprudenza della Suprema Corte. Quest’ultima ha ritenuto che, in base al codice di procedura civile [2], il giudice, secondo le circostanze, può trarre dal comportamento tenuto dalle parti unica e sufficiente fonte di prova [3].

 

 

Mediazione obbligatoria anche per la domanda riconvenzionale

Ulteriore conseguenza dell’assenza ingiustificata dei convenuti è l’improcedibilità della domanda riconvenzionale da essi proposta. La necessità che anche la domanda riconvenzionale debba essere preceduta dall’esperimento di mediazione sia nel caso di mediazione obbligatoria per la materia che la riguarda e sia nel caso di mediazione delegata, la giurisprudenza del tribunale di Roma è costante.

Secondo il giudice la domanda riconvenzionale è cosa ben diversa dalle eccezioni, variamente qualificate che possono essere sollevate dal convenuto. Queste ultime non hanno vita propria, possono al contrario vivere solo all’interno della causa ed in relazione alle domande avversarie alle quali si oppongono.

Ben altra cosa la domanda riconvenzionale la quale, può essere dispiegata anche autonomamente altrove, in un altro procedimento, anche assumendo se del caso forma e veste di domanda attorea. La domanda riconvenzionale contiene la richiesta di una pronuncia che ha per oggetto un bene della vita (in senso lato) che la parte richiede al giudice.

Essa è idonea a supportare un’autonoma causa e controversia e come tale, ove previsto o ordinato dal giudice, è soggetta alle regole di procedibilità ivi compreso l’obbligo di mediazione.

 

 

La precedente giurisprudenza

L’esigenza della comparizione personale delle parti è ormai ribadita da diversi fori, dopo che, con l’ordinanza del 19 marzo 2014, il Tribunale di Firenze, per la prima volta, aveva sposato l’orientamento più rigoroso. La presenza del diretto interessato all’incontro di mediazione – accompagnato comunque dal suo difensore – è garanzia di un corretto ed effettivo svolgimento della conciliazione tra le parti. Il mediatore dovrebbe allora verificare la sussistenza, o meno, di un eventuale impedimento momentaneo e giustificato a presenziare ed eventualmente rinviare ad altra data. Se, però, l’impedimento non viene motivato e non vi sono ragioni per ritenere che al successivo incontro la parte si presenti, il tentativo di mediazione si deve ritenere “snobbato” dalla parte.

Con il conseguente rinvio degli atti al giudice, quest’ultimo dovrà dichiarare l’improcedibilità della domanda – se la mediazione doveva essere esperita dall’attore o dal convenuto con la domanda riconvenzionale – e, infine, applicare la multa pari al contributo unificato.

 

Il Tribunale di Firenze, con la sentenza dell’ 8 gennaio 2016, in una controversia sui “bond Argentina”, ha inoltre dichiarato l’improcedibilità della domanda in quanto nei due “primi incontri” svolti in mediazione è sempre mancata la presenza della parte sostanziale (aveva partecipato solo l’avvocato quale assistente tecnico e non anche in rappresentanza sostanziale).


[1] Trib. Roma, sent. del 17.12.2015.

[2] Art. 116 cod. proc. civ.

[3] Cass. sent. n. 6568/1998, n. 10268/2002; n. 3822/1995; n. 193/1995; n. 9514/1993.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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