Buoni pasto scaduti o rubati: che fare per i ticket non utilizzati?
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29 Feb 2016
 
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Redazione
 


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Buoni pasto scaduti o rubati: che fare per i ticket non utilizzati?

Mi sono accorto di non aver usato uno dei ticket restaurat per averlo lasciato in una tasca per molto tempo: c’è un modo per recuperare i soldi?

 

È sempre possibile recuperare i buoni pasto scaduti; a tal fine il lavoratore deve rivolgersi all’ufficio del personale dell’azienda che glieli ha consegnati. Il datore di lavoro è l’unico legittimato a richiedere la sostituzione dei cosiddetti ticket restaurant scaduti alla società che li ha emessi.

 

In ogni caso, però, non è detto che il lavoratore potrà ottenere la sostituzione del buono pasto scaduto: tutto dipende infatti dalle regole della società emittente: se, infatti, nelle condizioni contrattuali non è prevista la possibilità di un reso, il lavoratore perderà i soldi e non avrà diritto a un nuovo buono pasto.

 

Di norma, le condizioni contrattuali imposte dalle società che emettono i buoni pasto varia da 1 a 3 mesi: prima ci si attiva per chiedere la sostituzione del ticket, più possibilità si hanno per ottenere il nuovo buono. Così, se è passato molto tempo dalla scadenza, oltre il termine previsto dalle condizioni contrattuali è assai improbabile che la società che li ha emessi accetti di sostituirli.

 

Inoltre, viene di norma chiesto che il ticket sia integro e ben conservato: se invece il buono pasto risulta strappato o danneggiato, non è possibile procedere alla lettura ottica necessaria a codificare i numeri di serie, e quindi a impedire falsificazioni.

 

Ricordiamo che dal 1° luglio 2015, la Legge di stabilità 2015 ha modificato il regime fiscale dei buoni pasto elettronici: la soglia di esenzione è stata innalzata a 7 euro, mentre quella dei buoni tradizionali cartacei è rimasta invariata a 5,29 euro. Al di là di questo aspetto, le regole sono rimaste le stesse. Dunque, al pari di quelli cartacei, i buoni pasto elettronici sono un servizio sostitutivo di mensa che non possono essere cumulabili tra loro (massimo 1 per giorno), né cedibili, né commercializzabili, né convertibili in denaro e possono essere utilizzati dai lavoratori beneficiari in ristoranti, supermercati, bar, alimentari e gastronomie, trattorie e take away. Le regole, in definitiva, sono le stesse: anche il buono di carta, per esempio, non è cedibile né cumulabile, anche spesso queste limitazioni vengono ignorate. Quello che cambia è semmai che, trattandosi di uno strumento tracciabile, è più complicato farne un uso improprio.

 

 

Buoni pasto rubati

Diverso e più complicato è, invece, il discorso se il buono pasto non viene ritrovato perché disperso o rubato. In tal caso è improbabile ottenere il rimborso dei ticket cartacei, anche se i buoni sono identificabili con un numero progressivo. Alcune società emittenti escludono, già nei propri regolamenti contrattuali, tale possibilità. In altri casi, invece si prevede la possibilità di chiedere il rimborso, ma solo dietro presentazione, ai Carabinieri o alle altre pubbliche autorità, di una apposita denuncia ove sia indicato il numero di serie e il mese cui si riferisce il ticket.

 

Diverso il discorso se si parla di ticket elettronici. In questo caso, qualora lo smarrimento o il furto subiti dal lavoratore dipendente riguardino una card sulla quale siano stati caricati dei buoni elettronici, si potrà almeno pretendere che la carta venga bloccata, con rilascio di una nuova; se poi le condizioni contrattuali lo prevedono, il lavoratore potrà richiedere che sulla nuova card vengano caricati anche i buoni pasto della vecchia non ancora utilizzati.


 


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Commenti
8 Ott 2016 paolo

ho appena smarrito un blocchetto ticket rest edenred nominali con codice a barre, cosa mi consigliate ? faccio denuncia e chiedo rimborso o perdo tempo