Buoni pasto vietati la domenica e la sera
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29 Feb 2016
 
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Redazione
 


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Buoni pasto vietati la domenica e la sera

Può un lavoratore dipendente, in possesso dei nuovi ticket elettronici, usare i suddetti buoni pasto, durante la domenica, in un ristorante?

 

Con l’introduzione dei buoni pasto elettronici, potrebbe accadere che numerose delle abitudini adottate, in passato, dai lavoratori dipendenti non vengano oggi più consentite, come quella dell’utilizzo cumulativo dei cosiddetti “ticket restaurant” (i quali, invece, possono essere consumati, al massimo, uno per giorno) o dell’impiego in giornate festive o di non lavoro. In verità, non si tratta di nuove regole, ma delle vecchie che riemergono a galla dopo quando invece, con l’impiego della carta, era facile cadere in comportamenti elusivi della normativa. A partire dal 1° luglio 2015, però, la normativa sui buoni pasto è cambiata, elevando la soglia di esenzione dei soli buoni pasto elettronici da 5,29 euro a 7 euro. Questo vuol dire anche che le aziende che finora hanno distribuito ticket sotto i 7 euro possono essere invogliate a innalzarne il valore fino alla massima soglia esentasse.

 

Il buono pasto è fornito dal datore di lavoro in sostituzione del servizio mensa e, di conseguenza, può essere utilizzato solo nelle giornate di effettivo lavoro da parte del dipendente. Quest’ultimo, dunque, non può spendere il ticket nei giorni in cui non va in azienda per pausa settimanale (per esempio, la domenica), o per malattia, p per ferie, o per festività.

Ciò è tanto vero che, quando il dipendente si assenta dal lavoro per malattia o ferie, il mese successivo si vedrà riconosciuto un numero inferiore di buoni pasto, pari cioè ai giorni lavorativi del mese corrente meno i giorni di assenza di quello precedente.

 

Il ristorante, dunque, può oggi ben rifiutarsi di accettare, la sera o la domenica, il buono pasta: è quindi consigliabile accertarsi di ciò prima di sedere al tavolo, onde non incorrere in brutte sorprese al momento del conto. Se in passato il ristoratore ha accettato i ticket di carta anche alla domenica, forse lo ha fatto perché il ticket di carta non è tracciabile come, invece, le nuove card elettroniche di cui numerose aziende oggi si valgono. Con l’utilizzo della card, invece, è possibile risalire al giorno esatto in cui il buono elettronico è stato speso e questo spinge gli esercenti a essere più fiscali sui pagamenti effettuati con questi strumenti.

 

I buoni pasto cartacei vengono consegnati in carnet, con foglietti staccabili segnati con un numero di serie progressivo che possono essere consegnati manualmente all’esercente alla cassa.

Al contrario i buoni pasto elettronici possono essere caricati su una card (senza bisogno di ritiro in azienda) o addirittura con soluzioni mobile – come Ticket Restaurant Mobile di Edenred – che permettono di pagare con lo smartphone tramite i terminali NFC (Near field communication). Con questo sistema, si riduce il rischio di perdere il valore dei buoni in caso di furto o smarrimento, perché a differenza di quanto accade con i carnet, le card possono essere bloccate e riemesse, con il recupero delle somme non utilizzate. Nello stesso tempo, però, con l’introduzione del ticket elettronico diventa difficile cumulare i buoni sconto per via della tracciabilità.

 

La cumulabilità dei ticket restaurant è vietata da sempre. Tuttavia, l’utilizzo del buono sconto nella modalità cartacea ne ha sempre impedito la tracciabilità e quindi in molti usufruivano del beneficio della cumulabilità. Una prassi che dovrebbe venire a decadere per effetto dell’introduzione del ticket elettronico.


Autore immagine: 123rf com

 


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