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Lo sai che? Pubblicato il 29 febbraio 2016

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Lo sai che? Il Tfr all’ex coniuge

> Lo sai che? Pubblicato il 29 febbraio 2016

La liquidazione del lavoratore: i diritti dell’ex coniuge e la percentuale sul Tfr. Criteri di calcolo e sorte degli anticipi percepiti.

Dopo una vita dedicata al lavoro, il dipendente ha diritto non soltanto alla pensione ma anche alla cosiddetta liquidazione, ossia il TFR, acronimo che sta per trattamento di fine rapporto. Ebbene, se il lavoratore è stato sposato, l’ex coniuge ha diritto ad una percentuale della medesima. Si tratta di una previsione normativa, a tutela della ex “metà”, che si affianca a quelle già previste dalla famosa legge sul divorzio, come, ad esempio, la previsione di un assegno divorzile.

Con questo articolo, ci si propone lo scopo di rispondere ad alcune domande in materia.

 

Quand’è che spetta all’ex coniuge il Tfr?

La legge [1], in primo luogo, presuppone che la coppia abbia già divorziato. Non è sufficiente, ad esempio, che marito e moglie siano in regime di separazione personale. È necessario, pertanto che sia avvenuto lo scioglimento del matrimonio, il quale, secondo la legge, coincide con il divorzio e non con la semplice separazione, anche se legalmente accertata.

In secondo luogo, l’ex coniuge deve percepire un assegno divorzile: se non ne ha diritto oppure ha ricevuto tale contributo in un’unica soluzione, egli non potrà avere la quota di Tfr.

Infine, l’altra “metà” deve essere rimasta nubile o celibe e quindi, più semplicemente, non dev’essersi risposata. Attenzione, a tal proposito: la sola convivenza dell’ex coniuge, con un’altra persona, non impedisce di ricevere la quota di Tfr prevista dalla legge.

A quanto ammonta la percentuale di Tfr dovuta all’ex coniuge?

Sempre secondo la legge citata, la percentuale dovuta ammonta al 40% del Tfr.

 

Come si calcola la percentuale del Tfr dovuta al coniuge divorziato?

Abbiamo visto che, la percentuale in questione ammonta al 40%. Il calcolo in questione, però, deve essere rapportato agli anni di matrimonio. La legge e la sua interpretazione corrente, però, non prendono in considerazione solo il periodo in cui le cose andavano bene nella coppia, ma anche quello successivo e più tormentato della separazione.

In altri termini, bisogna considerare il Tfr maturato durante il matrimonio e la successiva separazione legale, sino alla sentenza di divorzio.

Facendo un esempio pratico, se sino allo scioglimento del matrimonio, il lavoratore ha maturato un Tfr pari a 100, l’ex coniuge avrà diritto a 40. Ovviamente, il Tfr maturato negli anni successivi al divorzio sarà di esclusiva competenza e diritto del lavoratore.

Nel calcolare la percentuale del Tfr dovuta all’ex coniuge, come si considerano gli oneri fiscali?

Come chiarisce la Suprema Corte di Cassazione [2], la quota di competenza del coniuge divorziato deve essere calcolata sulla somma effettivamente dovuta e percepita dal lavoratore e non sulla somma, cosiddetta, “lorda”, cioè gravata dagli oneri fiscali.

In caso contrario, sarebbe ingiustificatamente riconosciuta una percentuale su un importo concretamente non ricevuto, con illegittimo aggravio a carico del lavoratore.

Durante il matrimonio ho chiesto ed ottenuto un anticipo del Tfr: lo stesso deve essere calcolato nella quota dovuta?

Assolutamente no. La Cassazione, a tal proposito, ha precisato che il calcolo della quota di Tfr dovuta all’ex coniuge del lavoratore, deve essere effettuato al netto degli anticipi richiesti ed ottenuti dallo stesso, in costanza di matrimonio [3]. Tra questi, anche quelli percepiti durante la separazione personale legale dei due.

L’anticipo in questione, quindi, non deve essere preso in considerazione per stabilire la percentuale dovuta al coniuge divorziato.

Qual è il motivo? La Suprema Corte spiega che gli anticipi predetti diventano di esclusiva appartenenza del lavoratore nonché parte del suo patrimonio personale.

È importante sapere che, questa regola si applica unitamente a quella principale: bisogna sempre considerare solo il Tfr in rapporto alla durata del matrimonio e della successiva separazione legale, sino alla sentenza di divorzio.

Sono già divorziata e mio marito ha appena percepito il Tfr: come faccio a vedere riconosciuto il mio diritto alla percentuale di legge?

Se suo marito non vuole cedere in alcun modo e non c’è accordo tra di voi, non le resta che rivolgersi ad un legale che, in nome e per suo conto, agirà in Tribunale affinché venga accertato, riconosciuto e quantificato il suo diritto in merito.

note

[1] Art. 12bis Legge 898/1970.

[2] Cass. ord. n. 24421/2013 del 29.10.2013.

[3] Cass sent. n. 19427/2003, n. 19046/2005, n. 24421/2013.

Autore immagine: 123rf com

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