Dal 1 giugno 2016 notifica della cartella Equitalia solo via PEC
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29 Feb 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Dal 1 giugno 2016 notifica della cartella Equitalia solo via PEC

Imprese, ditte individuali e professionisti riceveranno la cartella esattoriale esclusivamente via PEC: ecco cosa cambia secondo l’amministratore delegato di Equitalia.

 

A partire dal 1 giugno 2016 niente più raccomandate e buste verdi per le cartelle Equitalia: la notifica avverrà esclusivamente via PEC. La novità interessa unicamente le imprese e le ditte individuali nonché i professionisti iscritti in albi o elenchi, i quali riceveranno gli atti della riscossione all’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato alla Camera di Commercio o all’ordine di iscrizione [1].

 

Per l’individuazione dell’indirizzo PEC, Equitalia consulterà l’Indice nazionale degli indirizzi di Posta elettronica certificata (cosiddetto Registro Ini-Pec).

 

Le persone fisiche continueranno a ricevere le cartelle esattoriali in forma cartacea tramite posta o con notifica a mano del messo comunale. Tuttavia, sarà facoltà del contribuente richiedere (in modo espresso) la notifica a mezzo PEC indicando il proprio indirizzo di posta elettronica certificata.

 

 

Se la notifica PEC non va a buon fine

In caso di insuccesso del tentativo di notifica, sarà obbligatorio procedere al deposito, preferibilmente in formato elettronico, degli atti della riscossione presso gli uffici della Camera di Commercio competente per territorio e alla pubblicazione dei relativi avvisi sul sito informatico della medesima, dandone notizia allo stesso destinatario per raccomandata con avviso di ricevimento, senza ulteriori adempimenti a carico dell’agente della riscossione.

 

Se la casella di posta elettronica non è stata svuotata dal destinatario e, quindi non accetta ulteriori comunicazioni, Equitalia effettuerà un successivo tentativo di invio entro 15 giorni dal primo e, dopo, depositerà l’atto presso gli uffici della Camera di Commercio, come visto sopra.

 

Se il destinatario non ha l’indirizzo PEC

L’indirizzo di posta elettronica certificata è ormai obbligatorio per legge per le aziende e i professionisti. Ne deriva quasi l’impossibilità che essi non posseggano un indirizzo PEC visto che lo stesso è richiesto al momento dell’iscrizione al Registro delle Imprese o all’ordine professionale. Tuttavia, qualora l’indirizzo non esista o sia comunque non valido, Equitalia seguirà l’iter sopra illustrato del deposito presso la Camera di Commercio.

 

 

Quando si considera perfezionata la notifica via PEC

La cartella esattoriale si considererà notificata nel momento in cui Equitalia avrà avuto la comunicazione – da parte del gestore dell’indirizzo di posta elettronica certificata – dell’avvenuta consegna del messaggio nella casella del destinatario (comunicazione quasi immediata dall’invio). Di conseguenza, anche se il contribuente non apre la mail e non legge il contenuto, la notifica è comunque validamente avvenuta.

Ciò è molto importante ai fini della decorrenza dei termini di pagamento e di impugnazione.

 

Riscossione più facile e veloce grazie alla notifica via PEC

Nel corso di una recente audizione presso la Commissione parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria, l’amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, ha sottolineato i vantaggi del nuovo sistema di notifica via PEC, destinato a “ottimizzare il processo di notifica di tutti gli atti della riscossione, di ottenere una sempre maggior certezza a tutela degli interessi dei cittadini e delle imprese del recapito dei documenti e, nel contempo, di ridurre i costi di gestione delle fasi propedeutiche alla consegna e di monitoraggio del relativo buon fine”.

 

In realtà, Equitalia ha avviato già da tempo, su base facoltativa, il processo di notifica delle cartelle mediante PEC nei confronti dei soggetti (imprese costituite in forma societaria e ditte individuali) iscritti nel Registro delle imprese, sui quali grava (rispettivamente dal 2008 e dal 2012) l’obbligo di dotarsi di una casella di Posta elettronica certificata.

 

“Tuttavia – dichiara l’avv. Ruffini – “la mancanza di una casella PEC, nonostante tale obbligo, o la mancanza di una sua corretta manutenzione, ha fatto registrare risultati non ancora soddisfacenti. Ogni anno, infatti, a fronte di circa 2,5 milioni di cartelle relative ai soggetti che dovrebbero essere intestatari di PEC, è stato possibile notificarne tramite PEC meno di 1 milione. L’intervento del Legislatore (relativo all’obbligo della PEC) dovrebbe porre rimedio alle criticità rappresentate, consentendo che, anche nei confronti di coloro che non abbiano un indirizzo di PEC valido ed attivo, ovvero non lo manutengano, il perfezionamento delle notifiche avvenga proprio con il deposito e l’affissione presso la Camera di Commercio competente”.


 [1] D.Lgs. n. 159/2015.

 

Autore immagine: 123f com

 


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