Noemi Secci
Noemi Secci
1 Mar 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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15 anni di contributi misti, quando vado in pensione?

Pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi: Deroga Amato ed Opzione Contributiva a chi possiede contribuzione mista da lavoro autonomo e dipendente.

 

Possiedo 15 anni di contributi misti, come dipendente e commerciante: posso ottenere comunque la pensione di vecchiaia?

 

A tutt’oggi esistono due possibilità di raggiungere la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi: la Deroga Amato e l’Opzione Contributiva Dini.

Le due eccezioni valgono anche per chi possiede contribuzione da lavoro autonomo, oltreché da lavoro dipendente, ma con alcuni limiti e particolarità, specie per quanto concerne la Legge Amato.

 

 

Pensione con 15 anni di contributi: Deroga Amato

Il trattamento più vantaggioso, tra le due “scorciatoie per la pensione”, è senza dubbio quello ottenibile con la Deroga Amato [1], in quanto non è soggetto al ricalcolo contributivo; tuttavia i requisiti della Deroga sono più complicati da raggiungere, rispetto a quelli dell’Opzione Contributiva.

Può accedere alla Deroga Amato, in particolare, chi possiede i seguenti requisiti:

 

15 anni di contribuzione accreditati, o accreditabili, prima del 31 dicembre 1992: valgono sia i contributi versati all’Inps in qualità di lavoratore dipendente, che quelli versati in qualità di lavoratore autonomo alla Gestione artigiani e commercianti, nonché quelli versati alle gestioni sostitutive, come ex Enpals, Inpdap, Ipost, etc.; inoltre, sono validi anche i periodi di contribuzione collocati prima del 31 dicembre 1992, anche se riscattati successivamente (rapporti di lavoro all’estero, rapporti non coperti da contribuzione, anni di laurea…);

 

– in alternativa, si può pensionare con 15 anni di contributi chi possiede un’autorizzazione al versamento dei contributi volontari anteriore al 31 dicembre 1992 (in pratica, chi ha richiesto un’autorizzazione al versamento dei contributi prima di tale data ha diritto alla Deroga Amato, a prescindere dall’effettivo versamento di contribuzione volontaria); possono accedere all’eccezione, però, solo gli iscritti all’Ago (assicurazione generale obbligatoria) o all’ex Enpals;

 

– in ultimo, si può pensionare con la Deroga Amato chi possiede:

15 anni di contribuzione effettiva da lavoro dipendente;

25 anni di anzianità contributiva (vuol dire che il primo contributo deve essere stato versato almeno 25 anni prima della data della pensione);

– almeno 10 anni lavorati in modo discontinuo (cioè 10 anni in cui risulti un periodo lavorato inferiore alle 52 settimane; non contano, a tal fine, gli anni con rapporto part time con imponibile inferiore al minimale, per i quali sono accreditate meno di 52 settimane).

Possono rientrare in quest’ipotesi, dunque, anche coloro che possiedono contribuzione mista, purché almeno 15 anni siano di effettivo lavoro dipendente; sono invece esclusi i pensionati ex Inpdap.

 

 

Pensione con 15 anni di contributi: Opzione contributiva Dini

In alternativa, è possibile pensionarsi con 15 anni di contributi, anche per chi possiede contribuzione mista da lavoro dipendente ed autonomo, con l’Opzione Contributiva Dini [2].

L’Opzione Dini richiede, oltre ai 15 anni di contribuzione, i seguenti requisiti:

 

– non oltre 18 anni di contributi versati prima del 31 dicembre 1995;

– almeno 5 anni di contributi versati dopo il 31 dicembre 1995 .

 

La “pecca” dell’Opzione Contributiva risiede, però, nella modalità di calcolo: la pensione viene difatti quantificata col metodo contributivo (che si basa sui contributi versati nell’arco della vita lavorativa e non su reddito o retribuzione, risultando dunque fortemente penalizzante); peraltro la pensione col contributivo non è integrabile al minimo.

 

 

Pensione con 15 anni di contributi: requisiti di età

C’è poi da considerare la questione dell’età: la Legge Amato e l’Opzione Contributiva non stabiliscono nulla in merito ai futuri adeguamenti dell’età, per chi usufruisce di queste eccezioni, e nemmeno la Legge Fornero di riforma delle pensioni ne parla esplicitamente.

A tal proposito, però, è intervenuta una circolare dell’Inps [3] che, nel confermare la validità della Deroga Amato e dell’Opzione Contributiva, stabilisce che i requisiti di età validi per le deroghe siano quelli relativi alla pensione di vecchiaia, come determinati dalla Legge Fornero.

 

In particolare, gli attuali requisiti di età per la pensione di vecchiaia sono:

 

66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche;

65 anni e 7 mesi per le dipendenti del settore privato;

66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome, o per le lavoratrici che possiedono contribuzione mista da lavoro dipendente-autonomo.

Il requisito sarà pari a 66 anni e 7 mesi per tutti nel 2018.

 

La circolare Inps che prevede l’età stabilita dalla Fornero per le due eccezioni è stata contestata: in molti sostengono che, oltre a limitare notevolmente l’accesso alla pensione, il provvedimento Inps contrasterebbe con le due norme istitutive delle deroghe. Tuttavia, appare fortemente improbabile che l’Inps torni sui suoi passi e decida di abbassare i requisiti di età, poiché in questo modo le domande di pensione aumenterebbero notevolmente e si creerebbe una situazione insostenibile.

 

 

Pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi

Esiste, infine, un’ulteriore eccezione che consente di ottenere la pensione di vecchiaia con un numero minore di anni di contributi: la pensione di vecchiaia contributiva, stabilita dalla stessa Legge Fornero [4], può essere difatti raggiunta con 5 anni di contributi, anche per chi possiede contribuzione mista da lavoro dipendente ed autonomo.

 

Sono però necessari:

 

70 anni e 7 mesi di età;

– nessuna contribuzione versata prima del 1996;

– in alternativa, il computo della contribuzione posseduta prima del 1996 nella Gestione Separata (per il computo i requisiti sono gli stessi dell’Opzione Contributiva).

 


[1] D.Lgs 502/1993.

[2] Legge 335/1995.

[3] Inps Circ. 16/2013.

[4] D.L. 201/2011.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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