Incidenti: condanna alle spese processuali se rifiuti l’offerta congrua
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1 Mar 2016
 
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Incidenti: condanna alle spese processuali se rifiuti l’offerta congrua

Se, a seguito di un sinistro stradale, l’offerta transattiva fatta dall’assicurazione viene rifiutata dal danneggiato questi paga le spese di lite se la sentenza riconosce una somma pari all’offerta stessa.

 

Se sei in causa con l’assicurazione per il risarcimento a seguito di un incidente stradale e l’offerta che ti è stata fatta dalla compagnia, a definizione bonaria della vicenda, non ti convince completamente, aspetta a rifiutare: il rilancio potrebbe costarti molto caro. Stabilisce infatti una norma del codice di procedura civile [1] – richiamata peraltro da una recente sentenza del Giudice di Pace di Palermo [2] – che, tutte le volte in cui il giudice accoglie sì la domanda dell’attore, ma in misura non superiore a quella eventualmente offerta in via conciliativa dalla controparte, condanna il primo a pagare le spese processuali per il giudizio se ha rifiutato detta offerta senza un giustificato motivo.

 

Un esempio servirà a comprendere meglio la questione. Mettiamo che Tizio abbia un sinistro stradale perché tamponato dall’auto di Caio. Dopo aver chiesto il risarcimento all’assicurazione Beta, con cui Caio ha sottoscritto la polizza, quest’ultima gli offre una somma di 10mila euro a ristoro completo. Tizio decide di non accettare il denaro e avvia la causa per ottenere un indennizzo di 20mila euro. Nel corso del giudizio, Beta rinnova l’offerta transattiva a 10mila euro, ma Tizio ugualmente non la rifiuta senza fornire valide motivazioni se non il fatto che gli appare non congrua. Il giudice, alla fine della lite, emette una sentenza con cui condanna Beta a pagare a Tizio un risarcimento di 11mila euro. Poiché la somma della condanna è pressoché uguale a quella contenuta nell’offerta avanzata dall’assicurazione, il giudice deve condannare Tizio a pagare le spese processuali per tutta quella fase del processo che si è tenuta dal momento dell’offerta conciliativa della compagnia fino al termine della causa.

 

Sintetizzando, in un procedimento di risarcimento del danno da infortunio stradale, il rifiuto ingiustificato di una “offerta congrua” avanzata dal responsabile del sinistro, o comunque dalla sua compagnia assicurativa, comporta la condanna alle spese di giudizio della parte vittoriosa. Non vi è contraddizione nel fatto che il giudice, da un lato, accolga la domanda processuale del danneggiato e, dall’altro, lo condanni al pagamento delle spese di lite: il giudizio è stato portato avanti solo a causa del suo immotivato comportamento speculatore, nella speranza infondata di ottenere più soldi. Il che, però, è servito solo a tenere in piedi la macchina della giustizia senza una valida ragione.


La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI PALERMO

Il Giudice di Pace della VIII sezione civile di Palermo, Dott. Vincenzo Vitale ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa iscritta al n. 7251/14 R.G. degli affari civili contenziosi, e promossa da Pirrotta Caterina, rappresentata e difesa dall’Avv. Franco Giordano

contro

attrice

Allianz S.p.a., in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentata e difesa dall’Avv. Giuseppe Di Liberto

Rusticano Massimo

Oggetto : R. C. A.
Conclusioni : come in atti di parte.

convenuto costituito convenuto contumace

FATTO E DIRITTO

Con atto introduttivo del 13/06/14, l’attrice citava in giudizio i predetti convenuti al fine di ottenere risarcimento giudiziale per i danni fisici subiti a seguito del sinistro verificatosi in data 21/06/13, allorquando la stessa veniva urtata dall’autovettura Tg. CP930SZ, di proprietà e condotta dal Sig. Rusticano Massimo, ed assicurata con l’Allianz, il quale, nell’effettuare una manovra di

retromarcia per posteggiare non si avvedeva della sig.ra Pirrotta Caterina, che stava terminando d’attraversare a piedi la p.zza

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[1] Art. 91 cod. proc. civ.

[2] G.d.P. sent. del 20.11.2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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